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martedì 22 novembre 2011

La Lega si fa scippare la sede del Parlamento del Nord

Vicenza - Villa Bonin Maistrello, sede in passato delle riunioni del Parlamento del Nord

Caduto il governo la Lega se ne era uscita col reboante annuncio «Il 4 dicembre riapriremo il Parlamento del Nord». E già un "Parlamento" a maggioranza ultrabulgara (niente opposizione), che chiude e apre a seconda che piova o ci sia il sole, un filino da pensare lo dà.

Quello stesso giorno avevo sentito alla trasmissione Caterpillar di radiodue un'intervista a Mario Maistrello, proprietario della villa Bonin Maistrello a Vicenza dove i leghisti si erano riuniti negli anni passati. Interpellato se qualcuno si fosse fatto vivo aveva risposto di no e aveva aggiunto che lui era un commerciante non un politico e che quindi se qualcuno avesse prenotato prima quelle sale la Lega se la sarebbe presa in quel posto.

I giorni sono passati e nessuno si è presentato, emblematico della perfetta organizzazione di quel partito. E così per il 4 dicembre il posto è già occupato da un battesimo e una cena aziendale.

In alternativa suggerisco un tendone da circo, che da qualche parte si può sempre reperire. Si troverebbero là dentro come a casa loro.

lunedì 21 novembre 2011

Primo cambiamento a palazzo Chigi


Forse qualcuno ricorderà quel post dal titolo Era proprio necessario ricostruirgli il pisello?, dove parlavo della statua che vedete e dove dicevo tra l'altro
L'intervento costato 70.000 euro durerà fin che durerà il governo, perché l'opera è stata spostata temporaneamente dal Museo delle Terme di Diocleziano a Palazzo Chigi per volere del Cavaliere e poi, sloggiato lui, ritornerà al suo posto. E lì finirà la fiction, perché nessun museo si azzarderebbe a esporre una statua antica con aggiunte posticce.

Facile profeta fui. La statua è già stata tolta dal palazzo del Governo ed è ritornata al museo. Non si sa se il pisello posticcio sia già stato rimosso.

Meglio cominciare la settimana in leggerezza, perché non sappiamo cosa ci aspetta.

sabato 19 novembre 2011

Erri De Luca - I pesci non chiudono gli occhi

“Shsh-crivete”: all'ordine del maestro si impugnava il pennino e si intingeva. Se l'angolo della punta sulla carta era largo, la goccia d'inchiostro si precipitava sul foglio. Se l'angolo era stretto, non scorreva e si grattava a vuoto. Indice e medio s'impregnavano dell'unto di quel blu. A corredo il foglio di carta assorbente: gli scolari poveri non lo potevano acquistare e allora asciugavano col fiato, ma soffiato giusto, a regime di brezza per non spargere inchiostro. Al fiato misurato le lettere tremavano lucenti, come fanno le lacrime e le braci.


Da grande girerà il pianeta con un circo, pensavo di lei, invece è rimasta a Napoli. E forse ha avuto ragione, fuori di lì non esiste circo maggiore al mondo.


Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace. È infantile e io non sono più così. Lo so da un anno, io cresco e il corpo no. Rimane indietro. Perciò pure se si rompe, non importa. Anzi, se si rompe, da lì dovrà venire fuori il corpo nuovo.


La prima coppia umana, creata in un giardino il giorno sesto, ebbe sopra di sé la prima notte sconfinata. A loro insaputa spuntò nei corpi l'appetito, la sete, l'entusiasmo e il sonno. La prima notte, sconosciuta, sembrò a loro il resto del giorno uno, sbriciolato in puntini luce. Non sapevano se sarebbe ritornato il sole, allora si abbracciarono. Le bocche si trovarono accanto e inventarono il bacio, il primo frutto della conoscenza. Era mercurio quella conoscenza, un liquido sensibile alla temperatura dei corpi. So quella prima volta perché l'ho avuta anch'io quell'ora sulla bocca, nel loro identico istante, su una sabbia di mare, il cielo scoperchiato sulla testa.




La foto gliela scattai in questa occasione






Erri De Luca


I pesci non chiudono gli occhi





Feltrinelli



venerdì 18 novembre 2011

Il nuovo ministro dell'Ambiente è favorevole a un ritorno al nucleare



Io penso che al posto di sparare ad alzo zero sul nuovo governo, con le armi della rosa larga dei massimi sistemi [sono tutti banchieri (quasi), sono tutti cattolici (quasi), sono tutti ricchi (quasi)] bisognerebbe considerare, uno per uno, i provvedimenti che prenderà, e anche fare attenzione alle dichiarazioni di intenti dei suoi componenti.

Tanto per cominciare, ieri a Un giorno da pecora su radiodue, il nuovo ministro per l'Ambiente Corrado Clini ha dichiarato «che è favorevole a un ritorno al nucleare a certe condizioni». Un bell'inizio, non c'è che dire.

No caro ministro Corrado Clini. Senza se e senza ma e a nessuna condizione gli italiani hanno deciso in via definitiva col referendum che il nucleare è fuorilegge sul territorio di questa nostra penisola. Se lo metta bene in testa.

Il primo bollino rosso se lo è guadagnato lei.



mercoledì 16 novembre 2011

I trenta migliori insulti tra scrittori

Sono passati i bei tempi quando si sputacchiavano fra di loro gli scrittori, fino ad arrivare al limite del duello. E qualcuno, vigliacchetto anzi vigliacco proprio, arrivava a sbeffeggiare anche chi aveva fatto il suo stesso mestiere secoli prima, ormai inoffensivo nella reazione.

Se volete potete dire l'insulto che più vi è piaciuto, oppure quello che magari vi ha ferito, perché rivolto a uno scrittore che amate.

Ve l'immaginate oggi, rimanendo in questa piccola Italia, la Mazzantini che insulta Faletti che se la prende con Camilleri che spara a zero su Carofiglio che stronca Baricco che deride Tabucchi che... Non riesco proprio a immaginarmelo.


Gustave Flaubert

30. Gustave Flaubert su George Sands
Una muccona piena di inchiostro.

29. Robert Louis Stevenson su Walt Whitman
È come un grosso cane a pelo lungo, che appena sciolto il guinzaglio, dissotterra tutte le spiagge del mondo e ulula alla luna.

28. Friedrich Nietzsche su Dante Alighieri
Una iena che scriveva poesie sulle tombe.

27. Harold Bloom su J.K. Rowling (2000)
Come leggere Harry Potter e la pietra filosofale? Be’, intanto molto velocemente, e forse anche per arrivare alla fine. Perché leggerlo? M’immagino che se uno non si convince a leggere qualcosa di meglio, la Rowling dovrà bastare.

Vladimir Nabokov

26. Vladimir Nabokov su Fëdor Dostoevskij
La mancanza di gusto di Dostoevskij, il suo monotono trattare di personaggi sofferenti di complessi pre-freudiani, il suo modo di sguazzare nelle tragiche sventure dell’umana dignità – tutto ciò è difficile da ammirare.

25. Gertrude Stein su Ezra Pound
Lui descrive villaggi. Sarebbe eccellente se tu fossi un villaggio, ma nel caso non lo fossi, allora non lo sarebbe.

24. Virginia Woolf su Aldous Huxley
Completamente rozzo, immaturo e oppositivo.

23. H.G. Wells su George Bernard Shaw
Un bambino idiota che strilla in ospedale.

Joseph Conrad

22. Joseph Conrad su D.H. Lawrence
Sozzura. Nient’altro che oscenità.

21. Lord Byron su John Keats
Ecco qui la poesia di Keats piscia-a-letto, e tre romanzi da iddio sa chi… Non più Keats, vi supplico: scorticatelo vivo; se qualcuno fra voi non è disposto a farlo, lo dovrò fare io in persona: non c’è posto per quelle schifezze idiote nel genere umano.

20. Vladimir Nabokov su Joseph Conrad
Non riesco a sopportare lo stile negozio di souvenir di Conrad, le navi in bottiglia e le collane di cliché romanticizzati.

19. Dylan Thomas su Rudyard Kipling
Il Signor Kipling… rappresenta tutto ciò che in questo mondo canceroso vorrei fosse diverso.

18. Ralph Waldo Emerson su Jane Austen
I romanzi della Signorina Austen… mi appaiono volgari nel tono, sterili nell’invenzione artistica, imprigionati nelle noiose convenzioni della società inglese, senza genio, intelligenza, o conoscenza del mondo. Mai la vita è stata così costretta e angusta. Il problema principale è la mente dello scrittore è… la sua propensione al matrimonio.

17. Martin Amis su Miguel Cervantes
Leggere il Don Chisciotte può essere paragonato a una visita per un periodo di tempo indeterminato da un tuo vecchio parente, il più insopportabile, con i suoi acidi scherzetti, le sozze abitudini, le reminescenze inarrestabili, e vecchi amici tremendi. Quando l’esperienza è finita e i vecchi ragazzi si accomiatano alla fine, (a pagina 846 – la prosa si assottiglia molto senza interruzioni per i dialoghi) verserai lacrime davvero, non lacrime di sollievo o di rimpianto, ma d’orgoglio. Ce l’hai fatta, a dispetto di quello che il Don Chisciotte poteva farti.

16. Charles Baudelaire su Voltaire
Mi sono annoiato in Francia – e la ragione principale è che tutti assomigliano a Voltaire… il re degli imbecilli, il principe dei superficiali, l’anti-artista, il portavoce delle portinaie, il padre Gigogne dei redattori del “Siècle”.

15. William Faulkner su Ernest Hemingway
Non risulta aver adoperato mai parola che costringesse il lettore a consultare il dizionario.

Ernest Hemingway

14. Ernest Hemingway su William Faulkner
Povero Faulkner. Davvero crede che i paroloni suscitino forti emozioni?

13. Gore Vidal su Truman Capote
È in tutto è per tutto una casalinga del Kansas, pregiudizi compresi.

12. Oscar Wilde su Alexander Pope
Ci sono due modi per disprezzare la poesia: uno è disprezzarla, l’altro è leggere Pope.

11. Vladimir Nabokov su Ernest Hemingway (1972)
Per quanto riguarda Hemingway, lo lessi la prima volta agli inizi degli anni Quaranta, qualcosa su palle, tori e campane*. L’ho detestato.

10. Henry James su Edgar Allan Poe (1876)
Provare entusiasmo per Poe è segno di uno stadio di pensiero decisamente primitivo.

9. Truman Capote su Jack Kerouac
Quello non è scrivere, è battere a macchina.

8. Elizabeth Bishop su J.D. Salinger
L’ho odiato [Il giovane Holden]. Mi ci sono voluti giorni per leggerlo, una pagina alla volta, con cautela, imbarazzandomi per lui a ogni frase ridicola. Come hanno potuto permetterglielo?

7. D.H. Lawrence su Herman Melville (1923)
Nessuno riesce a essere più buffonesco, sgraziato e sentenziosamente di cattivo gusto come Herman Melville, persino in un grande libro come Moby Dick… Uno sforzo immane. Ma c’è qualcosa di finto. Ed è Melville. Oh Dio, quando il solenne asino raglia, raglia raglia!

6. W.H. Auden su Robert Browning
Non credo che Robert Browing fosse molto bravo a letto. È probabile che la moglie non lo amasse poi tanto. Russava e aveva delle fantasie sulle dodicenni.

5. Evelyn Waugh su Marcel Proust (1948)
Sto leggendo Proust per la prima volta. Roba davvero scadente. Penso avesse qualche disordine mentale.

4. Mark Twain su Jane Austen (1898)
Non ci guadagno nulla a stroncare libri, e non lo faccio a meno che non li odii. Spesso ho provato a scrivere di Jane Austen, ma i suoi libri mi fanno diventare matto a tal punto che non riesco a nascondere la mia furia al lettore; perciò devo fermarmi ogni volta che comincio. Tutte le volte che leggo Orgoglio e Pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia.

Virginia Woolf

3. Virginia Woolf su James Joyce
[L’Ulisse è] l’opera di un nauseabondo studente universitario che si schiaccia i brufoli.

2. William Faulkner su Mark Twain (1922)
Uno scribacchino che in Europa non sarebbe stato considerato nemmeno di quart’ordine, e che ha agghindato qualche vecchio schema letterario di provato successo con la giusta dose di regionalismo** per affascinare i superficiali e i pigri.

1. D.H. Lawrence su James Joyce (1928)
Dio mio, che olla podrida*** è James Joyce! Nient’altro che avanzi, torsoli di citazioni bibliche, e tutto il resto cotto nel brodo di una deliberata, giornalistica lascivia.


* in originale il gioco di parole “bells, balls and bulls”.
** in originale “local color”, movimento letterario americano.
*** piatto della cucina povera spagnola.


La lista è presa da Archivio Altari che vi consiglio vivamente di andare a vedere.

martedì 15 novembre 2011

Google+ e l'opzione alcolici



Google+ (Google plus) è il social network che vorrebbe fare concorrenza a Facebook, ma per adesso il divario in termini numerici è ancora molto divaricato; ogni giorno che passa però si sta riducendo.

Adesso, oltre ad avere un proprio profilo, permette di costruirsi una pagina, sia essa indirizzata al guadagno, alla cultura, al divertimento o a quello che più aggrada.

Ci sono varie sezioni, e in tutte la dicitura La pagina sarà visibile pubblicamente. Il suo contenuto è appropriato per: qualsiasi utente di Google+, utenti di 18 anni o più, utenti di più di 21 anni, alcolici.

Già ci sarebbe da chiosare sulla differenza tra i 18 e i 21 anni, ma qualcuno vorrebbe spiegarmi questo "alcolici"?



Prima che mi dimentichi, una comunicazione di servizio. Se c'è qualcuno tra voi che è iscritto a Google+ e non l'ho ancora cerchiato me lo dica così lo cerchio.


lunedì 14 novembre 2011

Il tritacarne



Lo dico non lo dico? Lo dico non lo dico? Lo dico. I pubblicitari sono tutti figli di buona donna. Ecco l'ho detto.

Pagina apparsa oggi su vari quotidiani nazionali.

domenica 13 novembre 2011