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martedì 12 giugno 2012

Pisapia si dimette da commissario dell'Expo

Manifesto expo
Milano - Un manifesto dell'Expo a una fermata d'autobus

A mille giorni dall'inaugurazione dell'Expo, ieri, Giuliano Pisapia, davanti a una platea allibita di industriali nell'assemblea generale dell'Assolombarda, ha dato le dimissioni da commissario straordinario dell'evento con queste parole:
"Nonostante l'impegno di Milano, delle altre istituzioni locali, della società Expo e nonostante le molte adesioni da parte dei Paesi, non posso nascondere che sento e vivo con preoccupazione la disattenzione del governo e di gran parte del parlamento e per questo ho deciso di mettere a disposizione del presidente del consiglio il mio incarico di commissario straordinario."

Ricordo il giubilo e le feste nel 2010 quando fu decisa la sede di Milano che era in contesa con la turca Smirne. Poche, pochissime furono le voci che dissentirono, vedendo in quella manifestazione l'ennesimo spreco di denaro pubblico per una fiammata di qualche mese che avrebbe poi lasciato dietro di sé il deserto con le sue cattedrali disabitate.

E allora non c'era la crisi. Adesso che la crisi galoppa queste voci contro sono aumentate di numero, e forse la pensa anche così lo stesso Monti visto che ha detto no alle olimpiadi di Roma.

Allo stato delle cose presenti l'Expo è come un aereo che sta rullando sulla pista e non avendo ancora raggiunto la velocità di decollo può essere fermato. Una volta superata questa velocità bisogna per forza prendere il volo.

Voi come la vedete?

Manifesto expo

30 commenti:

  1. Il solito comunista disfattista che punta l'indice sulla "disattenzione del governo e di gran parte del parlamento". Ma quelli, hanno altro da fare che pensare... a come dar lustro all'immagine sempre più opaca di un Paese sempre più... non saprei neanche più come definirci. Devono ripensare le strategie elettorali, fondare nuovi partiti, salvare le poltrone ed il loro futuro, messi in pericolo da quegli antipolitici dei grillini.

    Le grandi riforme, i grandi progetti di rilancio dell'economia, le strategie per pianificare un futuro migliore... tutto finito! Il grande governo dei sobri il suo lavoro (sporco) l'ha fatto! Mazzolare i soliti noti. Ora, c'è da pensare ad altro!

    Così, mentre in Europa ci sono Capi di Stato o candidati alla stessa carica, forze politiche, movimenti, gruppi d'opinione, intellettuali che discutono della necessità di cambiare il "sistema" Europa, da noi il Bersani sta meditando di tirar dentro la "grande coalizione" di sinistra il moderato Piercasinando... che non si capisce che c'azzecca con la promessa fatta ai gay, sempre dal Bersani, di impegnarsi per rendere "regolari" le loro unioni.

    D'altronde, a parte le questioni di bottega del centrosinistra e del centrodestra, come fare affidamento su un governo che si è perso per strada circa 325mila lavoratori senza più stipendio o pensione, grazie alla grande riforma del lavoro di nostra signora la ministra che piange?

    Ciao Alberto, buona giornata.

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  2. I casi sono due:
    - si ferma tutto
    - si va avanti cercando di fare quel che si può.
    In entrambi i casi, una figura de ciuculatè mondiale.

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  3. Non ho elementi per capire quanto un Expò porti in termine di immagine, innovazione e spinta allo sviluppo e quanto costi.
    Tagliare tutto indiscriminatamente è uno sbaglio perchè si finisce per fermare tutta l'economia ma le spese andrebbero ben valutate per ottenere il massimo risultato con la minor spesa.

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  4. io non capisco a cosa servano più cose come olimpiadi o expo. se però qualcuno portasse dei motivi sensati e motivati perché no. ma bisognerebbe parlarne seriamente e sinceramente. difficile, quasi impossibile.

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  5. siamo tutti un pò schettino

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  6. concordo con tutti i precedenti commenti - resta sempre cmq l'amaro in bocca di cose iniziate, poi scombussolate e reimpastate ma, su tutto regan sovrana una sola certezza: escludiamo la chiarezza in Italia - ciao

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  7. @@ Per Giulio e Marcoboh @@

    Chiedete elementi per valutare se e quanto sia "vantaggiosa" una manifestazione come quella segnalata in questo post. Vediamo se riesco a darvene un'idea.

    Intanto, stiamo parlando di una manifestazione che è definita "Esposizione Universale".

    Come per le Olimpiadi, gli Stati fanno a gara per aggiudicarsene l'edizione. A differenza delle Olimpiadi, però, l'Esposizione Universale non è un gioco ma una rassegna delle eccellenze in campo economico produttivo.

    Chi decide quale sede usare, sulla base di progetti, è un'organismo intergovernativo internazionale. Per il 2015, se l'è aggiudicata l'Italia, sede Milano. Ci siamo "impegnati" nei confronti dell'Universo Mondo, ad ospitare l'Esposizione Universale 2015.

    Sulla base delle passate esperienze, un evento come l'Esposizione Universale attira più o meno 20milioni di visitatori per 6 mesi di manifestazione. Inoltre, partecipano più o meno le aziende di 150 Paesi del mondo.

    Ci sarebbe molto altro da dire ma vi chiedo: solamente sulla base di questo, un "flop" ci farebbe fare una bella figura nei confronti dell'Universo mondo?

    Ciao a tutti.

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    1. se per flop intendi dire un'expo che si fa ma fa schifo, la risposta è ovvia.
      se intendi invece il non farla più è un'altra faccenda. non è come per le olimpiadi del 2020, dove s'è deciso all'ultimo giorno di non presentare nemmeno la domanda di candidatura. qui non solo la domanda è stata presentata, ma è stata ottenuta l'aggiudicazione. per cui non farla più sarebbe una figura ben meschina.
      la mia perplessità è di ordine generale, se, in un contesto per un verso globalizzato (semplificando) e per l'altro in crisi, sia ancora sensato l'universalismo di manifestazioni come queste.
      forse sì, però allora bisogna crederci davvero. credere, cioè, nel potenziale che possono avere per innescare circoli virtuosi.

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    2. Per "flop" intendevo la tua seconda ipotesi e sono d'accordo con te, quindi, che a livello internazionale sarebbe un discredito ben peggiore dello "spread" che va su. Peraltro, stiamo parlando di un consesso dove si confrontano gli esponenti dell'economia reale a livello mondiale e non dei pescecani delle speculazioni finanziarie. Quell'economia attraverso la quale, sempre parlando teoricamente, una volta si creava ricchezza che, poi, si diffondeva.

      Sulle perplessità generali, che poi generali non sono perché ci riferiamo al "mercato globalizzato", potrei avere i tuoi stessi dubbi. Anzi, li ho ed è da parecchio che non solo sparo (in senso metaforico) contro lo stesso ma adeguo i miei comportamenti in modo da procurare, nel mio piccolo, il maggior danno possibile allo stesso.

      Tuttavia, considerato che il "sistema" non è stato ancora modificato e neanche regolamentato, per le ovvie mancanze della politica, è con la stessa che me la prendo per gli impegni che ha assunto e per la "figuraccia" che stiamo facendo. Converrai che non è questo il "modo" per auspicare una regolamentazione del "mercato globale" e neanche la sua fine.

      Comunque, se può aiutare a vedere il "positivo" di questa manifestazione, ti ricordo che sarà basata sul tema "Nutrire il pianeta. Energia della vita" e che, nelle intenzioni, intende dare visibilità alla tradizione, alla creatività e all'innovazione nel settore dell'alimentazione, alla luce degli scenari globali al centro dei quali c'è il tema del diritto ad un'alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta (tutto dichiarato sul sito dell'Expo).

      Per ultimo, mi metto nei panni di un operatore economico che si avvicina ad una manifestazione "universale" come questa e, in particolare, ai nostri operatori economici in crisi nera. Le opportunità di "contatto" con altri operatori di 150 Paesi, concentrati tutti nello stesso luogo e per lo stesso tempo, sono infinite. A cominciare dal "risparmio" economico che, se si dovessero raggiungere i 150 Paesi sparsi nel mondo per discutere di scambi commerciali con i singoli operatori, sarebbero ben altri.

      Insomma, in attesa di una regolamentazione, la nostra economia è in questo "sistema" che si muove. Penalizzarla ulteriormente con il discredito e la perdita di un'opportunità, a mio modo di vedere sarebbe criminale.

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    3. Effettivamente il mio discorso di valutazione riguardava se segliere di candidarsi o meno. Ormai qui siamo in ballo e le cose vanno fatte bene anche per evitare una figuraccia mondiale che sarebbe sicuramente più antieconomica che spendere i soldi che servono a portarla a compimento.

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  8. Mitico Pisapia...

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  9. andassero a fare in culo loro e l'expo..
    miliardi delle mafie investiti e lavati con questo mega affare.. il resto tutte parole.
    il sistema è deceduto. e non ci rompano i coglioni con i ricatti delle imprese, dei visitatori e dei bulici virtuali, ne abbiamo i coglioni pieni di questa fanfaronata.
    è ora di pensare ad una società diversa, meno sprechi e più sostenibilità.
    a Rho-Pero ci vorrebbero un miliardo di quintali di tritolo e poi fuoco alle polveri..
    Maistretu

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    1. ... presumendo che non ti sia riferito a "Bulici", intesa come località della Croazia, visto che non si comprende che c'entri con questo post e perché debba essere "virtuale", ho l'impressione che ti sia voluto riferire ai "bulicci" che, scopro da Wikipedia, è "...u l'en moddu despregiativu de ciamà 'na persun-na ch'a pratica l'omosessualitæ...".

      Così viene testualmente descritto quel termine!

      Sbaglio?

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  10. Personalmente penso che riflessioni sull'utilità o meno di manifestazioni di questo genere sia ormai fuori luogo, visto che siamo quasi in dirittura di arrivo. Il non farla creerebbe caos e ulteriore perdita di credibilità del nostro paese.
    Quindi si deve fare e ci si deve impegnare. Inoltre, come è stato ricordato, non sono i mondiali di calcio che durano un mese per poi avere...nulla. Qui si tratta di una manifestazione universale di idee, progetti e del meglio che ogni paese è un grado di fare, una occasione di sviluppo e un sicuro vantaggio per la città ospitante. Un esempio le città di Valencia e Osaka.
    ovviamente sta poi agli amministratori locali "amministrare" il vantaggio e non fare come a Torino che gli impianti.....stanno andando in malora, tutti gli impianti, alloggi per atleti compresi!!

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  11. Quoto maistretu. L'ultima fanfaronata padana...

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  12. "Nutrire il pianeta. Energia della vita"? Roberto dice miliardi DELLE mafie riciclati... io invece penso miliardi ALLE mafie con gli appalti!
    Per rispondere invece a Lorenzo, sull'amministrazione di Torino (vivendoci io) riguardo alle opere delle Olimpiadi invernali del 2006 (penso si riferisse a questo): siamo ancora indebitati per milioni adesso, perché l'allora governo Berlusconi ritenne che la questione non fosse nazionale, che il sindaco "comunista" imbrogliasse sui conti (anche Chiamparino voleva mollare), la Toroc fallì ancora prima di cominciare; per quanto riguarda gli impianti non viene fatta manutenzione perché i costi non sono coperti, vista la mancanza di neve e in conseguenza di turisti, ma gli alloggi degli atleti (sebbene in decadenza perché costruiti in economia - gli architetti ammisero che si sarebbero dovuti tirare giù per ricostruirli) sono stati trasformati in alloggi agli studenti e in case popolari... il problema in città sono altre strutture: una demolita - piazza Solferino - e una a Porta Palazzo (quella fatta col vetro verde delle bottiglie, che doveva ospitare i giornalisti ma pare non l'abbiano mai usata) che non si sa più a cosa adibire, visto che da quel luogo erano stati fatti smammare i commercianti, trasferendoli vicino all'autostrada per Milano, e ai quali poi è stato chiesto di tornare a loro spese (naturalmente si sono rifiutati, visto che la loro clientela oramai era di un'altra zona).
    Non so se sono riuscita a spiegarmi ma, fatta presente questa situazione, io so che intorno a Milano si sta costruendo in modo selvaggio, e il cemento non mi sembra un nutrimento per la vita!
    P.s.: posti di lavoro si otterrebbero con un impiego più naturale, delle risorse!

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  13. Io ce l'ho con questo s-governo a prescindere dal caso di Milano e pisapia.
    Senza salvare lo s-governo precedente.

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  14. nessuna offesa a nessuno e se è percepito come tale mi scuso. ma non se ne può più, a Genova il termine da me usato in questa circostanza è una forma linguistico-espressiva che mette in evidenza il carattere ambivalente, un poco schizzofrenico, senza offendere, evidenziando un indecisionismo negativo.. poi per quel che riguarda l'expo resto contrario da prima, lo sono ora ed in futuro. una vera vergogna finanziata in buona parte dalle narcomafie,questa immensa lavatrice, dove i politici fanno a gara per presenziare il degrado di un modello (defunto) oramai incapace di dare risposte serie e non di facciata. diseguaglianze, sprechi, prepotenze e ladrocinio ecco cosa è questa expo. dobbiamo uscire da questo vortice dello spreco e del parassitismo istituzionalizzato, e l'unica strada percorribile e la frugalità, la parsimonia e la redistribuzione verso quella parte del mondo che soffre e che non viene a specchiarsi nei laghetti dell'expo, in un luogo senza memoria e senza futuro.. è ora dire basta, Pisapia o altri a me non frega niente, se servisse potremmo metterne qualcuno al muro a cominciare da Penati e giù a seguire..
    Maistretu

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    1. Ora sono più tranquillo! Detto tra noi, avevo temuto e mi dispiaceva rimanere nel dubbio, per cui la domanda. Seguo da tempo anche i tuoi commenti e ne traggo, sempre, impressioni positive. Non conoscevo quel termine e quello che avevo "scoperto" (da Wikipedia) non mi piaceva.

      Come già affermato, sono critico verso questo "sistema" e, nel mio piccolo, provo a boicottarlo. Sono convinto, peraltro, che lo stesso può essere modificato solamente grazie al comportamento dei singoli. Quei "singoli" che, invece, finché continueranno ad affollare i megacentri commerciali ed a correre dietro l'ultimo modello di telefonino, faranno il gioco di chi ha "globalizzato" il mercato, senza regola alcuna.

      In questo momento, tuttavia, la questione di Expo 2015, per come è stata gestita e per i risvolti che sta avendo, la vedo solamente come un danno d'immagine che al nostro Paese, proprio non ci vuole.

      Ti ripeto, il "vortice dello spreco ed il parassitismo istituzionalizzato" che denunci dietro ad Expo, a mio parere, sono solamente una conseguenza dei nostri comportamenti. Posso essere critico verso i simboli del mercato ed Expo lo è... ma è con i miei simili che me la prendo e con i loro comportamenti.

      Spero di essermi fatto comprendere.

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  15. "e l'unica strada percorribile e la frugalità, la parsimonia e la redistribuzione verso quella parte del mondo che soffre e che non viene a specchiarsi nei laghetti dell'expo"

    "se servisse potremmo metterne qualcuno al muro a cominciare da Penati e giù a seguire.."

    Amico, a parte la solita litania "rivoluzionaria" del mettere al muro la gente che personalmente trovo un po' patetica, una minestra riscaldata cento volte, il problema dell'Italia non è che ci siamo indebitati a furia di Expo ma che ci siamo indebitati a furia di "ridistribuire".

    Il problema paradossale che conoscono bene i sindacalisti è che tu puoi anche "rompere i maroni alla Direzione" ma poi con qualcuno devi accordarti se vuoi che ci sia lavoro e col lavoro gli stipendi e le pensioni.

    Nel nostro caso, diciamo che non ci interessa più fare l'Expo, non possiamo semplicemente sdraiarci su un prato ad osservare le nuvole, dobbiamo comunque trovare qualcosa da fare e da far fare, creare lavoro, produrre ricchezza. E questo fare non si traduce in "sociale" o in "arte" o in "ecosostenibile", si traduce in fabbriche, produzione, distribuzione, vendita.

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  16. ...che l'aereo sta si rullando, ma non avendo venduto i biglietti, rischia di fare un volo costosissimo privo di passeggeri.

    Sai cosa mi ricorda?

    La monorotaia di Italia 61 a Torino, doveva essere il collegamento veloce tra Torino e Moncalieri, struttura avveniristica, quando ci passo davanti cerco di fare i conti di quanto si è sprecato per festeggiare i 100 anni dell'Unità d'Italia...ma all'epoca eravamo in pieno boom economico, oggi siamo al suo esatto contrario.

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  17. niente monotonia rivoluzionaria, niente di niente, solo giustizia. e ricorda che da una situazione come questa, da questo capitalismo finanziario speculativo e virtuale che fonda il suo essere sul nulla, si uscirà solo con le lacrime e saranno tante, questa classe politica di ignavi e protetti da una sorta di extra territorialità, deve pagare, il prezzo metaforicamente è il muro. e vedrai cao Lorenzo che finirà così..
    piaccia o non piaccia, croissant da distribuire au peuble non ne vedo, siamo alla fine!
    Maistretu

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  18. Il punto è che a me di affondare con la nave non mi dà nessuna soddifazione.
    Quindi posso concepire due alternative, o andarmene dall'Italia prima che sprofondi oppure che l'Italia rimanga a galla.
    Per rimanere a galla le chiacchere sul "capitalismo finanziario" e sulla "classe politica" non fanno nessuna differenza, solo tempo perso.
    Se proprio interessa, si potranno scrivere libri nei prossimi cento anni sull'argomento.
    Quello che dobbiamo fare adesso, in una situazione tipo Caporetto, è fermare il nemico sul Piave, e si ferma solo riducendo la Spesa Pubblica e contemporaneamente trovando il modo di incentivare produzione e commercio.
    La cosa peggiore che poteva fare il governo e cioè aumentare la pressione fiscale solo per sostenere la Spesa corrente, è stata puntualmente attuata e ha innescato la prevista spirale recessiva.

    E ti sbagli sui croissant.
    Il motivo per cui siamo alla bancarotta è che lo Stato si è indebitato proprio per distribuire croissant, allo scopo di sostenere il benessere fittizio nel quale gli Italiani si sono crogiolati per questi 30-40 anni. Quando un pensionato va a fare le cure termali a spese del Servizio Sanitario beneficia di un "lusso" che in precendeza era riservato a quelli con due cognomi.

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  19. Vala che io me li ricordo i supermercati di quando ero bambino e vedo la differenza coi centri commerciali di oggi. Che una volta si poteva giocare per strada perché di macchine in giro ce n'era 10 volte meno. E si andava a giocare a pallone all'oratorio sulla terra nuda, in vacanza in "colonia", oppure con l'utilitaria con la famiglia pigiata dentro e i bagagli sopra sul portapacchi, legati con le corde elastiche.
    Adesso tutti ricchi ma firmando cambiali.

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  20. Articolo di Repubblica Donna:
    Il sogno nel cassetto
    Della serie, o cosi o pomì.

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  21. Pisapia a questo punto deve dimettersi anche da sindaco, la deve piantare di fare solo buffonate! EXPO è un grande ritorno economico a tutti i livelli ed in un momento come questo, è importantissimo. Ma lui che cosa fa ed a che cosa pensa? ...al 'Registro delle unioni di fatto'...!
    VADA A CASA!!!!!!

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  22. Hai ragione Ottavia, questo è fuori di testa! Ed i milanesi se lo dovrebbero tenere per 5 anni? Se non ha voglia di fare cose serie, si DIMETTA ANCHE DA SINDACO, tanto i milanesi ne hanno già le scatole piene, lo dicono tutti in giro, una grossissima delusione....VATTENE!

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  23. ...eh, si fa presto a dire..VATTENE. Il cadreghino a Palazzo Marino è troppo..remunerativo..siete matte? Altrimenti continuava a fare l'avvocato e comunque i soldi non gli mancano perchè è un comunista...ricchissimo!!!!!!!

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    1. Il cadreghino a palazzo Marino è troppo remunerativo? Pisapia da sindaco di Milano guadagna 9000 euro lordi pari a oltre 5mila euro netti al mese. Il suo reddito nel 2010 quando faceva l'avvocato è stato di 863.492 euro. Informati prima di scrivere cazzate.

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  24. Penso che questo tipo di manifestazione nel mondo del 2012 abbia fatto il suo tempo.
    In un mondo globalizzato dove 3 secondi dopo che è successa una cosa lo sa tutto il pianeta questi baracconi propagandistici lasciano il tempo che trovano.
    Ricordiamo che la Grecia ha iniziato il suo declino dopo l'olimpiade e Torino si sta ancora leccando ferite e debiti di Torino2006.
    Le olimpiadi torinesi hanno dato certo una rinfrescata all'immagine di Torino, ma gli impianti costruiti apposta giacciono ora praticamente inutilizzati salvo rare eccezioni.

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Per una questione di valanghe di spam sono stato costretto a non permettere più commenti anonimi. Dopo un po' vedrò.