Spero vi siate accorti che se vi soffermate qualche istante su un link che punta a una pagina esterna al blog vi appare un fumetto con l'anteprima. È una tecnologia Ajax, che fa parte delle nuove risorse del Web 2.0. QUI però è visibile una pagina senza le foto. Dove sono andate? Presto spiegato, i codici presentano gravi errori nell'indirizzo delle immagini. Come se uno al posto di scrivere "tutto" scrivesse "tuto".
L'unica autorità che definisce lo standard dei codici e il W3 ma Bill Gates se ne strabatte e così il suo Explorer (siete il 58 per cento che lo adoperate, versione 6 o 7, mentre il 21 per cento adoperate Firefox, il resto altri broswer) chiude un occhio sugli errori di codice e voi che adoperate questo programma potete vedere le immagini. È come se un professore facesse passare "tuto" quando invece dovrebbe mettere un bel segnaccio blu. Firefox, che consiglio vivamente, interpreta diligentemente le direttive del W3 e così non fa vedere le immagini.
Però alla lunga questa politica della Microsoft non paga e con l'avvento di nuove applicazioni web, come questa che abbiamo visto, le pagine non conformi saranno azzoppate e non potranno usufruire delle meraviglie a venire.
Il sito di cui parlavo all'inizio è quello della Comunità Montana Intemelia. Se il suo webmaster, che son quasi sicuro leggerà questo post, si metterà in contatto con me gli farò vedere gli errori. Non lo faccio qui per non annoiare i lettori.
Alcune anteprime della mia Gazzetta generate da file pdf, forse per vederle dovete aspettare un cicinin in più.
n.37 n.36 n.35 n.34 n.33 n.32 n.31 n.30 n.29 n.28 n.27 n.26 n.25 n.24
Ho settato le anteprime più grandi del solito, poi dopo un po' di tempo le riporterò alla grandezza normale.
martedì 10 aprile 2007
mercoledì 4 aprile 2007
Scambio link
Si torna al baratto. Io metto il tuo link, tu metti il mio. Così io visito casa tua e tu visiti casa mia. Di più. Quelli che visitano te poi visitano anche me, e quelli che visitano me poi visitano anche te. Il traffico aumenta. Anche il pagerank.
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Cannabis nostrana
Seminata in primavera, annaffiata durante tutta l'estate, veniva tagliata a metà agosto. Era raccolta in piccoli fasci e dopo l'essiccazione veniva fatta macerare nei ruscelli contigui alle canavaie. Qualche anno fa ho azzardato un'ipotesi. Che il Merdanzo, cioè il torrentello che nasce dal monte Bignone, attraversa Apricale e si getta nel Nervia a Isolabona, scelto dal Barone rampante di Italo Calvino come luogo ideale per fare i propri bisogni, derivasse il nome non proprio simpatico dal fatto che le marcite di canapa lungo il suo corso emanassero miasmi irrespirabili proprio nel periodo di magra. Questa ipotesi da parecchi è ormai data come certezza. Ma sia detto una volta per tutte. E' una mia invenzione anche se verosimile.
Tirata fuori dall'acqua e fatta asciugare al sole veniva sfibrata con lo strumento che vedete (fotografato da Christiane Eluère nel museo di Pigna), il pentenassu.
Ingrandisci la foto
Si faceva poi una cernita delle fibre, da una parte quelle più grossolane che sarebbero servite per corde, sacchi e teli di campagna, dall'altra quelle più fini che sarebbero poi state filate nelle serate invernali. Una volta fatte le matasse venivano portate a San Biagio o Soldano per essere tessute su piccoli telai da dove uscivano pezze di massimo 70 centimetri di larghezza. L'autore di questo blog conserva nella casa natale un mezzo armadio di lenzuola che hanno quest'origine. Una curiosità. A Pigna, in via Borgo, c'è "la casa del telaio", e guarda guarda era abitata nei primi anni del Novecento da una donna, Annamaria Amalberti di Soldano. Si era sposata a Pigna e si era portata dietro l'attrezzo per tessere.
Come dicevo il cànevu non serviva solo per tessuti. L'antica cartiera di Isolabona, dove adesso si vorrebbe costruire un inceneritore per energia da biomassa con un progetto senza capo né coda, l'adoperava come materia prima per la produzione di carta. Nella succursale di Ventimiglia, dove erano occupate 10 persone, cinque mole di granito riducevano in pasta gli steli di canapa sottoposti precedentemente a bagno chimico. Poi il semilavorato veniva trasportato nella fabbrica da dove sarebbe uscita carta da stampa, carta da lettere e anche carta colorata. Sto parlando della seconda metà dell'Ottocento.
Sarebbe bello seminare negli orti due o tre solchi di questa pianta. Volete che vi compri i semi al Consorzio agrario di Milano? Fatemelo sapere.
Una mia amica di Torino mi ha lanciato un'idea per quest'anno tardiva. Mettere nell'uovo di Pasqua, come sorpresa, un sacchetto di semi. Vedremo l'anno prossimo
martedì 27 marzo 2007
Domanda agli ecologisti
Circa tre anni fa una comunità di cormorani proveniente chissà da dove e partita da là per chissà quali motivi si è insediata su un grande ontano che si specchia nel Nervia (IM) tra Dolceacqua e Isolabona. Di questi grandi uccelli ne ho contato 21 e l'albero su cui risiedono sembra quasi pietrificato ricoperto com'è del guano biancastro che lo ricopre.
Ogni tanto qualcuno decolla e percorre le anse della vallata puntando dall'alto possibili prede. Pesci soprattutto. Poi una picchiata fulminea, un'immersione, un inseguimento subacqueo di parecchi metri e l'emersione con la preda nel becco. Questo più e più volte al giorno tanto che nel raggio di chilometri la fauna ittica è ormai decimata.
Domanda provocatoria agli ecologisti. Fare fuoco su questi uccelli per salvare i pesci?
Ho scattato queste foto domenica 4 marzo
Mail dal WWF Sardegna
Fare fuoco su questi uccelli non servirebbe a niente! L'esperimento è già stato tentato negli stagni e nelle lagune di Oristano con esito tutt'altro che soddisfacente. Anzi, gli spari spaventano i volatili che per ore rimangono in volo nei paraggi e questi continui spostamenti non fanno altro che aumentare il loro fabbisogno alimentare con un ulteriore aggravio di danni alla fauna ittica. La soluzione non sarebbe quindi l'abbattimento degli esemplari, ma un eventuale intervento nelle aree di nidificazione per contenere l'aumento della popolazione. Si tratterebbe comunque di un intervento assai delicato che richiederebbe studi appropriati ed il coinvolgimento di tutte le strutture preposte (Istituto Naz. Fauna Selvatica, Corpo Forestale, Università ecc. ecc.). Distinti saluti.
Luca Pinna - WWF Sardegna
Metto in evidenza questi commenti
Egregio Sig. Cane,
le rispondo con un altra domanda provocatoria: se la fauna ittica è decimata che cosa stanno a fare lì i cormorani? a crepare di fame? Loro hanno le ali e si insediano dove trovano da mangiare facilmente.
Uno dei motivi per cui i Cormorani si insediano anche nei torrenti è spesso da ricercare nelle immissioni sconsiderate e concentrate di pesce, che rende disponibili grandi quantità di proteine facilmente disponibili.
La fauna ittica italiana è allo stremo, ormai ridotta al 20-30% della biomassa ittica, sovrastata e devastata dall'immissione di specie alloctone quali Bremes, Gardons, Siluri, Pescegatti "normali" (melas) e punteggiati, Trote iridee e, molto peggio, Trote fario di provenienza estera che si ibridano con le nostre, con le macrostigma e con le marmorate. E molte altre specie di cui tralascio l'elenco, che è incredibilmente lungo.
E lei se la prende con 20 cormorani?
Una specie da eliminare ci sarebbe, eccome!!!
Buona giornata
Giulio Piras
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C.E.G. ha detto...
Ho appena parlato con Ernani Caprioglio, per quarant'anni responsabile dei servizi faunistici della Provincia di Alessandria. Il danno alla fauna ittica non sta solo nei pesci che i cormorani mangiano, ma anche in quelli (molti di più) che feriscono col becco cercando di catturarli, e che finiscono per morire perchè dalle ferite prendono infezioni e/o micosi. Quanto all'uso del fucile, oltre a rilevare che i cormorani non sono specie cacciabile, mi conferma la scarsissima efficacia di tale sistema. Un efficace controllo della proliferazione lo si può avere solo intervenedo sui nidi: d'altronde, non esistono predatori (tranne forse l'aquila...) abbastanza grossi da aggredire gli esemplari adulti. Consiglia in ogni caso di chiedere un parere all'Istituto Nazionale per la Fauna, illustrando la situazione.
Di mio aggiungo il ricordo dell'Angelo di Avrigue di Biamonti, coi "gabbiani intonacati d'aria che tornavano dalle rumentiere". Ora, che in un libro scritto almeno venticinque anni fa si notasse già che (al mare!) i gabbiani preferivano nutrirsi di rifiuti piuttosto che di pesci, deve far riflettere. Ormai, tutte le discariche, anche non sul mare - in Piemonte o in Lombardia, per esempio -, hanno la loro colonia di gabbiani.
Ma la colpa non è dei gabbiani!
Ho ricevuto alcune e-mail stizzite da varie parti d'Italia. Forse non ci siamo capiti. La mia domanda provocatoria non era un'istigazione a premere i grilletti delle doppiette ma serviva per innescare una discussione che difatti è avvenuta con interventi interessanti.
venerdì 23 marzo 2007
Bella figura!
Provate a digitare su google la parola "merda" e guardate cosa vi arriva in prima posizione.
Aggiunta, 26 marzo - Su italia.it, in fondo alle pagine hanno aggiunto in corpo piccolo "I contenuti relativi alle destinazioni turistiche sono attualmente in fase di verifica, implementazione e validazione a cura delle singole Amministrazioni Regionali"
E difatti hanno corretto fra le altre cose questa parte della scheda dell'isola d'Elba. Guardate cosa c'era scritto

Altra bella figura. 45 milioni 45.
Aggiunta, 26 marzo - Su italia.it, in fondo alle pagine hanno aggiunto in corpo piccolo "I contenuti relativi alle destinazioni turistiche sono attualmente in fase di verifica, implementazione e validazione a cura delle singole Amministrazioni Regionali"
E difatti hanno corretto fra le altre cose questa parte della scheda dell'isola d'Elba. Guardate cosa c'era scritto
Altra bella figura. 45 milioni 45.
mercoledì 21 marzo 2007
Buccia di banana per Gianni Plinio?
Su questo post precedente avevo fatto notare le corbellerie che il portale italia.it aveva inserito nelle pagine che riguardavano la provincia di Imperia. Ma altre panzane simili sono state notate in tutto lo spazio che riguarda la Liguria, tanto da indurre il capogruppo di An in Regione Gianni Plinio a dichiarare quello che vedete scritto in questo articolo de "Il Giornale" del 16 marzo (altri simili articoli sono usciti sul Secolo XIX e sul Corriere Mercantile)

Gianni Plinio forse non sa che uno degli intestatari del dominio italia.it, come si vede nel database dell'it-nic che pubblico qui sotto, è Francesco Proietti, detto Checchino, senatore del suo stesso partito ed ex segretario particolare di Gianfranco Fini. Per la cronaca il Checchino è stato coinvolto nelle indagini avviate dal GIP di Potenza John Woodcock che vedono coinvolto anche il principe Vittorio Emanuele di Savoia, in quanto molte sue conversazioni compromettenti appaiono nelle intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura.
In quanto intestatario del dominio dovrebbe denunciare anche lui.

Chi vuole sapere qualcosa in più sullo scandalo di italia.it può andare QUI
Gianni Plinio forse non sa che uno degli intestatari del dominio italia.it, come si vede nel database dell'it-nic che pubblico qui sotto, è Francesco Proietti, detto Checchino, senatore del suo stesso partito ed ex segretario particolare di Gianfranco Fini. Per la cronaca il Checchino è stato coinvolto nelle indagini avviate dal GIP di Potenza John Woodcock che vedono coinvolto anche il principe Vittorio Emanuele di Savoia, in quanto molte sue conversazioni compromettenti appaiono nelle intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura.
In quanto intestatario del dominio dovrebbe denunciare anche lui.
Chi vuole sapere qualcosa in più sullo scandalo di italia.it può andare QUI
mercoledì 14 marzo 2007
La casa del boia
La casa del boia
Sono salito (eh sì, per andare lassù bisogna proprio salire) ad Apricale (IM) per fotografare la casa del boia. Nel circolino c'è la pietra dove venivano esposte le teste mozzate.
Sulle antiche pergamene del paese sono enumerati i delitti e le relative pene, compresa appunto la decapitazione.
Mi dicono che il Comune intenda acquisire questa costruzione, e fin qui niente di strano. La notizia strabiliante è che ci vorrebbe fare la sala per i matrimoni civili.
Storico salto mortale con piroetta. Salto mortale perché in questa casa la pena capitale non verrà più inflitta ma qualcuno se la autoinfliggerà, in coppia per giunta e con grande festa. Piroetta perché cambia il metodo. Non più decapitazione ma impiccagione.
La geniale follia creativa degli Apricalesi è arrivata al capolavoro.
Sotto un interno della casa.
Le segrete della casa del boia
Il 1° ottobre 2004 a Changsha, capitale della provincia dello Hunam in Cina, centinaia di scolari sono stati guidati dai loro maestri in una singolare gita-premio. Nel palazzetto dello sport, insieme con altri 2500 spettatori, i ragazzini delle classi elementari e medie (dai 6 ai 16 anni) hanno potuto assistere di persona e in diretta all'esecuzione di sei condannati. Lo spettacolo è stato immortalato su un sito internet: gli scolari in uniforme ascoltano dagli altoparlanti la proclamazione dei reati commessi, poi il plotone di esecuzione apre il fuoco.
Federico Rampini
Il secolo cinese
Mondadori
Federico Rampini
Il secolo cinese
Mondadori
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lunedì 12 marzo 2007
Forme di natura
Datura stramonio
Pubblico queste due foto che fanno parte di un lavoro che ho intrapreso da tempo. Sopra la datura stramonio (Datura stramonium L.), sotto un viticcio di zucca (originale 3 centimetri). Lo scopo di questo mio progetto è dimostrare che si possono ottenere immagini interessanti da qualunque pianta. Basta saper osservare.
Ogni tanto ne pubblicherò delle altre.
Viticcio di zucca
Ingrandisci la foto
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