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venerdì 16 settembre 2011

Il tempo urge

Mancano esattamente quindici giorni alla chiusura della raccolta firme per il referendum contro quella porcata dell'attuale legge elettorale.

Ieri si è arrivati a 435.000, ma per essere sicuri bisogna superare in bella larghezza le 500.000.

Mi sembra superfluo aggiungere altro. Sapete voi quel che si deve fare.

Potete firmare presso il vostro comune di residenza (segreteria generale) oppure a uno dei banchetti presenti sul territorio. QUI la mappa.

giovedì 15 settembre 2011

Che "la Repubblica" si inventi le lettere dei lettori?

Seguite. Ieri ho letto su Repubblica nella sezione lettere a pagina 30 quanto segue
In giro con alcuni amici durante una uscita in bicicletta veniamo fermati da una pattuglia di uomini in divisa grigio-verde. Dopo un rapido sguardo alle nostre maglie e alle varie scritte, si inizia con la richiesta di documenti e con la compilazione dei verbali. Stiamo facendo pubblicità chi a una banca, chi a un negozio, chi a un rivenditore di materiale per edilizia e su quella pubblicità non abbiamo versato la relativa imposta. Alle nostre rimostranze ci fanno notare che su tutti i calendari che si appendono al muro, in piccolo, c'è sempre l'avvertenza che l'imposta sulla pubblicità è a carico di chi li espone al pubblico. Se si iniziano a multare i cicloamatori per raggranellare anche quegli spiccioli vuol proprio dire che sono sparite anche le residue speranze di salvarci.
Giulio Bertinotti
g.bertinotti@libero.it


La notizia c'era tutta, di quelle che piacciono a me. Poi ci ho un po' ragionato. Ma allora tutti quelli con la maglietta CocaCola o grappa Nonino o preservativi Hatù sono passibili di multa? Pur nel mondo sbilenco in cui ci tocca sguazzare sinceramente mi sembrava un'eventualità del tutto recondita, anche tenendo conto che nel Belpaese di norme ne esistono tante tante ma poi vengono fatte rispettare secondo la volubilità del momento e degli umori. Così ho mandato all'autore della lettera questa email
Gentile Giulio,
ho letto la sua disavventura stamani su Repubblica. Mi piacerebbe darle risalto sul mio blog ma la notizia sarebbe ben più corposa se avesse allegato il verbale, naturalmente con tutti i dati identificativi cancellati. Che ne dice?
A presto

Alberto Cane
http://albertocane.blogspot.com/


Peccato che mi sia ritornata indietro. Tre volte spedita, tre volte respinta. E ho provato anche senza il punto.
These recipients of your message have been processed by the mail server: g.bertinotti@libero.it; Failed; 5.1.1 (bad destination mailbox address)
In pratica destinatario sconosciuto.

Adesso vorrei sapere da voi due cose. Primo, è verosimile che dei finanzieri (la divisa grigio-verde ce l'hanno loro) emettano dei verbali per il suddetto motivo? Secondo, in subordine dopo una risposta negativa, è possibile che la lettera sia frutto della fantasia ballerina di qualche redattore giusto per tappare i buchi di questo periodo di stanca post feriale?


martedì 13 settembre 2011

La pagliacciata dei ministeri a Monza si fa seria

Monza - Le targhe (fasulle?) delle sedi decentrate dei ministeri a villa Reale

Ve li ricordate i colpi di grancassa e gli squilli di tromba con cui i leghisti annunciavano, come fosse un evento epocale, l'apertura a Monza di sedi distaccate di alcuni ministeri, applauditi anche da qualche emerito idiota del Pdl?

Bene. La data in cui si dovevano aprire i battenti di quegli uffici, il primo settembre, è arrivata, ma quei battenti sono rimasti desolatamente chiusi al pubblico. E allora giù i leghisti a spiegare che erano stati travisati (Cavaliere docet), che non del primo settembre si trattava ma di settembre, così in generale, senza una data precisa. E bravi arrampicatori di specchi, fatevi assumere al circo, pagliacci giocolieri e funamboli nello stesso tempo.

Attenzione però. Ieri quelle stanze si sono aperte e sapete per cosa? Per una riunione della Lega, presenti Bossi, Calderoli e dodici presidenti di Provincia del Carroccio, incazzati perché vedono il loro cadreghino pericolante. Riunione cioè di un partito in una sede istituzionale. Quando mai si era visto?

Potrebbe anche darsi l'ipotesi che l'affitto di quelle stanze lo paghi la Lega, e in questo caso dovrebbero intervenire senza indugi la Prefettura e i carabinieri per togliere le targhe false e fasulle che indicano quel luogo come sedi di ministeri.

Quando questo governo cadrà una parte di monetine sarà riservata anche a loro. Statene certi. Oh sì.

lunedì 12 settembre 2011

Nuove castità

Milano, via Padova. Scattata ieri, pardon oggi, alle 0.34

E adesso che qualcuno mi spieghi il messaggio.

sabato 10 settembre 2011

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Le foto sono © Alberto Cane

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso


"L’ultima cena globalizzata | Global Last Supper" è il titolo della mostra che Milano ospita a partire da oggi nella corte interna di Palazzo Reale. L’installazione, visibile fino al 2 ottobre 2011, è stata realizzata dallo scultore Antonio Paradiso (Santeramo, 1936) con i resti delle Twin Towers crollate nel tremendo attentato dell’11 settembre 2001.

Venti tonnellate di lamiere contorte, sbarre e putrelle d’acciaio, deformate dal calore e dall’impatto dei due voli contro il World Trade Center, sono state rimodellate secondo il progetto artistico dello scultore pugliese dopo essere giunte in Italia nel dicembre 2010.

Ma sentiamo dallo stesso artista la genesi dell'opera

Antonio Paradiso
Tutto è nato da un articolo di Federico Rampini su Repubblica nel 2009. Diceva che la Port Authority di New York autorizzava la cessione delle macerie delle Torri Gemelle, raccolte nell'hangar 17 dell'aeroporto JFK, a città, artisti e fondazioni che ne facevano richiesta. Non ne sapevo nulla di più. Decisi di partire per New York per informarmi.

Appena arrivato sono andato direttamente all'hangar dove due custodi gentilissimi mi hanno spiegato quale era l'iter. La commissione internazionale che selezionava le richieste da tutto il mondo era molto severa. Io non ci speravo, e invece dopo sei mesi mi hanno chiamato. Unico italiano. Le domande in concorso erano novemila, le richieste accolte quaranta.

Entrare in quell'hangar è stata un'emozione fortissima. Ci sono rimasto due ore. C'era anche lo scheletro ricomposto del jet che si era schiantato sulle torri, andrà nel museo di Ground Zero. e la centralina ancora intatta dell'ascensore di una torre. Volevano darmi solo un pezzo ma io ho detto che c'erano anche le fondazioni e alla fine ho avuto 200 quintali di acciaio, 24 pezzi tra sbarre, putrelle lamiere.

Avevano la funzione di sorreggere la struttura, ma nell’hangar riposavano orizzontali, imitando le anime di chi con loro ha lasciato la vita.

L’ultima cena globalizzata o contemporanea è lo tsunami economico mondiale tra economie emergenti in cerca di assestamento. Il Cristo della nuova ultima cena non è uno, ma sono tremila morti, che lanciano un monito, un avvertimento per l’intera umanità

Toccare questi acciai è toccare polvere di morte, è un'esperienza molto forte, un messaggio potente. Avvicina emotivamente le persone a comprendere questa tragedia. Alcuni tremano nello stesso modo in cui ho tremato io nell'hangar 17.


Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso


Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso

Ultima cena globalizzata - Antonio Paradiso


Esposte nella saletta a piano terra della corte interna di Palazzo reale, settanta fotografie documentano la storia di questa esposizione, i viaggi dell’artista e del materiale e i progetti della scultura.

Una sezione speciale della mostra è dedicata alle “Ascensioni 2011”, serie di opere realizzata con parte del materiale recuperato dall’hangar 17, meno monumentale perché per esse l’artista ha utilizzato i pezzi più piccoli che ha portato da New York; ugualmente potente, tuttavia, per significato e valenza evocativa.

Queste sculture, che sintetizzano in astratto il volo di una colomba, esprimono un’aspirazione spirituale che si eleva in senso verticale per portare a tutti un forte messaggio di spiritualità . “Esprimono, al di là della morte, il rinnovamento degli esseri e la continuità della vita”.


giovedì 8 settembre 2011

Scrittura in corsivo addio?



Qui sopra la mia scrittura, o grafia o calligrafia che dir si voglia. Unica al mondo, solo mia, come le vostre sono solo vostre. Ma chissà se una caratteristica così particolare della nostra unicità potrà ancora essere patrimonio delle nuove generazioni.

Negli Stati Uniti già da anni i bambini usano lo stampatello e nessuno ha mai avuto niente da obiettare ma in Germania la decisione della città di Amburgo di abolire quest'anno l'insegnamento del corsivo nelle elementari ha scatenato un violento putiferio.

Da una parte i difensori dello scrivere fluido, in cui le lettere collegate tra loro aiuterebbero gli scolari ad affinare le loro capacità motorie, dall'altra i detrattori che ritengono ormai questo tipo di scrittura obsoleto, e tante volte trasformato nell'età adulta in un incomprensibile geroglifico.

Ce n'è per aprire un bel dibattito. Da voi mi basterebbe sapere se scrivete ancora a mano e che rapporto avete con la vostra scrittura. Vi piace, non vi piace?

E in ultimo, che ne direste se facessi un post con tutte le nostre grafie, qualche riga, che potreste mandarmi come allegato a una email?

Aggiunta, 9 settembre
Marco Luigi (moleskine a quadretti come la mia?) Gian Luca mi hanno inviato a tambur battente le loro grafie, adesso aspetto le vostre (bastano poche parole). Se il caso manderò qualche sollecito, così tanto per ricordare, senza fare alcuna pressione, ci mancherebbe. Anche perché m'è parso da qualche commento che forse qualcuno ha una specie di ritrosia a rendere pubblica la propria scrittura come altri hanno ritrosia a pubblicare la propria foto. Ma la mia "intuizione" potrebbe essere del tutto campata in aria. L'email la trovate nel profilo. Va da sé che tutti verrete linkati, come sempre faccio in casi del genere.

Off Topic
Parecchi via email mi stanno chiedendo se Andrea Cane è un mio parente. No, non lo è, anche se mi piacerebbe che lo fosse.


martedì 6 settembre 2011

Tra i druidi

Bajardo

Bajardo

Bajardo
Iolanda. Il 10 0ttobre anni 101

Ieri qui è stata una meravigliosa giornata settembrina. Luce che comincia a essere radente ma ancora calda di sole.

E oggi, fino ad ora, è ancora così. Domenica invece il tempo era come potete vedere nella prima foto. Ero salito lassù, assieme ai parenti, per un pranzo di fine estate, ché le scuse per del buon cibo sono sempre pronte.

Lassù è Bajardo tibetano, mille metri sul mare, il comune più alto della Liguria, alle spalle di una Sanremo ormai cellophanata nella sua falsa facciata dell'apparenza effimera e smemorata.

Lassù è patria dei druidi (e chi mi conosce sa cosa dico), lassù è la negazione del tempo rappresentata da René Ausenda nella meridiana implosa (QUI e QUI), lassù abita la fata che mi ha stregato.

La vacanza finisce domani.

Bajardo

Bajardo


Bajardo


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venerdì 2 settembre 2011

Paese di merda


Sono al paesello. Niente tv, un po' di radio, e collegamenti alla rete sporadici. Solo giornali. Quindi stamattina, quando prendevo il caffé nel dehors del bar Piombo assieme ai soliti amici, ho sobbalzato quando a pagina quattordici di Repubblica ho letto il titolo che vedete e m'è venuta l'idea di attaccare la suddetta pagina a una delle varie bacheche del borgo. Ho chiesto del nastro adesivo ma nel locale non ne avevano. Così mi sono avviato verso casa, che è lì a due passi, dove di nastri adesivi ne ho una varietà. Ma quando sono passato sul ponte ho visto che qualcuno (chi?) mi aveva preceduto nell'idea.

Non possiamo toccare il fondo, perché una volta toccato se ne apre un altro, ed è un continuo sprofondare.

La vacanza continua.