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mercoledì 27 marzo 2013

Milano, le due talpe gemelle della metropolitana

talpe  della metropolitana milano

Ho assistito ieri pomeriggio a uno spettacolo che ingegneri di lungo corso hanno definito eccezionale. La fuoruscita alla luce del sole (il sole non c'era ma la luce sì) di due talpe in contemporanea. Non quei graziosi animaletti dalla pelliccia morbida ma due animalacci dal pelo di acciaio che grattano il sottosuolo per scavare le gallerie dove passeranno i treni delle metropolitana. In questo caso la linea 5, quella di colore lilla.

Al vedere quel rosso bianco verde m'è corso il pensiero al marasma sovrano che aleggia nel Paese. E ti sembra quasi un miracolo che il mondo del lavoro, quando il benedetto lavoro c'è, vada avanti a tirare il grande carro dove ci troviamo tutti nel viaggio di questo nostro vivere.

Grazie all'ingegner Ferrando. Grazie per tutto.

talpe  della metropolitana milanotalpe  della metropolitana milano








Aggiunta 10 aprile
Ed ecco la talpa messa nudo. Per la cronaca questa si chiama Augusta.





Un tratto di galleria pulita dai binari e tuberia di servizio

lunedì 25 marzo 2013

Smarrimento


Avevo scritto tempo fa  (scusate l'autocitazione)
Sono un po' maniaco dell'orientamento. Devo sempre sapere dov'è il Nord. E non parlo solo di boschi e montagne, ma di città, palazzi dentro le città, autostrade e varie situazioni metropolitane. Se non so dov'è il Nord non è che stia male ma mi sento un po' a disagio. Tanta gente che conosco invece vive tranquillamente senza punti cardinali nella testa.
Non parlavo per metafora, volevo dire proprio quello. Di questi tempi però la metafora ci sta tutta perché il Nord metaforico nessuno più sa dov'è, e chi è certo di saperlo è un povero illuso. Così quando ho visto a una fiera questi braccialetti da mettere al polso dei bambini con il numero del cellulare del papà o della mamma ho pensato che sarebbe stato bello averli in caso di smarrimento politico.

Confortante pensiero durato solo un attimo, sopraffatto subito da un altro di pensiero, disperante: che di questi tempi abbiamo perso il padre e la madre e quindi non c'è nessuno a cui telefonare.

L'unica speranza e che sia una parentesi, brutta, ma solo una parentesi, e che poi le stelle di riferimento dei nostri "genitori" tornino a brillare.

sabato 23 marzo 2013

Milano, la 56

La foto sopra l'ho scattata poco fa a una fermata della 56 che qui la danno al maschile riferendosi all'autobus mentre io e tutti quelli che conosco la diamo al femminile riferendoci alla linea.

Percorre questo mezzo tutta la via Padova che è diventata in pochi anni un crocevia di esistenze umane provenienti da tutte la parti del mondo.

Inutile dire che lo scatto sotto è stato fatto lì sopra.

Le foto del sabato

venerdì 22 marzo 2013

Figura di merda: i marò ritornano in India

I marò oggi ritornano in India, e mentre scrivo saranno in viaggio. Il governo italiano dopo essersi rimangiato la parola adesso fa marcia indietro con la coda fra le gambe. Eccoci sistemati per le feste.

giovedì 21 marzo 2013

Una matricola alla Camera

Michela Marzano
«Senza preamboli e senza saluti le chiedo di fare il suo dovere». Ecco il messaggio di benvenuto che ci accoglie, appena messa in funzione la posta elettronica della Camera. Seguito da centinaia di mail che snocciolano domande, richieste, rivendicazioni, proteste e insulti inviati un po' alla cieca, visto che i destinatari sono tutti i Parlamentari, incolonnati uno dietro l'altro in ordine alfabetico. Mail senza intestazione e spesso non firmate. Al punto da apprezzare le rare lettere che cominciano con un semplice "buongiorno". Va bene, non è più il momento di formalizzarsi. Va bene, finiamola pure con i tradizionali "Spettabile deputato" e "Gentile onorevole". Va bene, è il momento di rinnovare e di cambiare. Ma perché rinunciare a qualunque forma di politesse? «Il popolo italiano chiede con fermezza!» «LAVORA!» «Fai la cosa GIUSTA!». Cioè? Che cosa? Ma forse sono io a volermi incaponire e a non capire che oggi i contenuti contano poco, e che tutto è fatto di punti esclamativi e maiuscole, come se non si dovesse mai uscire da twitter. Messaggi che piovono come cinguettii e che intasano le caselle di posta elettronica, trasformandoci tutti in "cittadini portavoce". Mentre il tempo, ingolfato di parole, non riesce a portare consiglio. Meno male che Internet c'è.

Michela Marzano

mercoledì 20 marzo 2013

istella

istella, motore di ricerca tiscali

È da ieri online istella, il nuovo motore di ricerca di Tiscali. Si avvale del contributo di importanti archivi storici italiani, dall'Enciclopedia Treccani alla Guida Monaci e della collaborazione del Cnr e dell'Università di Pisa. Gli utenti hanno la possibilità di condividere i propri contenuti che vengono indicizzati.

Vedo, dalle statistiche di questo blog, che la stragrande maggioranza fa parte del gregge di Google, e io non mi tiro fuori, se non per cercare qualche volta delle foto che su Google non mi hanno soddisfatto e allora vado altrove, tipo bing per esempio. Voi solo Google?

martedì 19 marzo 2013

La parola data

Non mi sono addentrato nei meandri della giurisdizione internazionale e, nello specifico, dei rapporti tra Stati, ho solo letto titoli (e occhielli) e sentito qualcosa ai telegiornali sulla vicenda dei due marò che l'Italia non vuole più rimandare in India come aveva promesso.

E quindi vado di pancia, ma anche di cuore. Quando si diceva (e non sento più dirlo) «Questo è un uomo» si voleva rimarcare una sua dote su tutte le altre. Che su quell'uomo ci si poteva contare: la sua parola valeva più di mille firme.

Ora non so in che forma quella promessa sia stata fatta dal nostro Paese all'India, ma per come ho affrontato l'argomento è solo un dettaglio. E quando ho sentito che il governo si era rimangiato la parola data mi è venuto da pensare, nella mia beata ingenuità,  alle furbizìe e alle furbate pubbliche di cui si nutre l'agire politico di questi tempi disgraziati in cui «uomini» in giro se ne vedono sempre meno.

sabato 16 marzo 2013

Stanze a nudo

Milano, via Lecco

Passavo di lì (dalle parti di via Lazzaretto di manzoniana memoria) e ti vedo questo sventramento. Non ho potuto fare a meno di fermarmi e di pensare agli intrecci di vite che si sono snodati tra quelle stanze, piani, pianerottoli, scale. E vedo i distinguo dei colori nelle diverse preferenze umane. E vedo (me lo immagino ma è come lo vedessi) un uomo qui davanti che ha abitato questa casa un'intera vita e che adesso chissà dove è andato ad abitare. Me lo immagino ma non riesco ad immaginarmi i pensieri che lo attraversano.

Le foto del sabato


Qualcuno mi ha chiesto se i miei giri in bici per Milano sono finiti. Neanche per sogno: continuano. E ho parecchi altri scatti nei luoghi più disparati. Ogni tanto al posto di questa foto del sabato che ormai è diventata una rubrica fissa pubblicherò una serie di immagini della bici da donna. Domani niente auto dalle 10 alle 18. Una vera pacchia per noi che pedaliamo.

Aggiornamento 13.06
Ops, hanno ridotto l'orario. Dalle 10 alle 14 perché è prevista pioggia o addirittura neve.