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giovedì 16 maggio 2013

Florido il futuro

gianni florido

È questo il manifesto dell'ultima campagna elettorale di Gianni Florido (Pd), presidente della provincia di Taranto arrestato ieri mattina per concussione. L'accusa è di aver dato il via libera a una discarica di rifiuti speciali dentro l'Ilva contro ogni legge, rimuovendo tra l'altro dall'incarico il dirigente del settore ecologia che si era sempre opposto a rilasciare l'autorizzazione. Non ho altro da aggiungere.

la foto da qui

sabato 11 maggio 2013

Terra e pietre


Se non siete di queste parti, della Liguria estrema di ponente attaccata alla Francia, non potete capire. Qui la terra è sempre stata conquistata in una lotta continua con le colline e le montagne. Una lotta poi anche per mantenere il conquistato.

E quindi stamani ho avuto la fortuna unica che due uomini, lo storico Paolo Veziano e lo scultore Renato Ausenda, ripristinassero il muretto a secco del mio orto.

Non si diceva contro la divisione tra lavoro intellettuale e manuale? Stamani è successo, e so che è piccola cosa questo lavoro. Ma quando da una pietra si arriva a parlare di Pietro e delle tavole di Mosè di pietra mentre si maneggiano pietre è volare alto. Abbiamo volato alto stamani, e un po' di Rossese ci ha aiutato a volare, ma abbiamo attitudine al volo noi tre quando siamo assieme. René Paolo ed io. Buon fine settimana.

Tutte le foto del sabato



giovedì 9 maggio 2013

mercoledì 8 maggio 2013

Andreotti: qualcuno fuori del coro c'è

Umberto Ambrosoli, il coordinatore del centrosinistra alla Regione Lombardia e figlio di Giorgio, l'avvocato assassinato da un sicario ingaggiato dal banchiere mafioso Michele Sindona, non ha voluto unirsi al minuto di raccoglimento  per la scomparsa dell'ex senatore a vita ed è uscito dall'aula.

Nel 2010 Giulio Andreotti, intervistato da "La storia siamo noi", a proposito dell'omicidio commentò: «Ambrosoli se l'era cercata». Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato, che l'«l'uomo di Stato» di cui tanti spandono lodi in questi giorni fu di Sindona amico e protettore.

martedì 7 maggio 2013

Le "giornate speciali" hanno debordato

Il troppo stroppia, e mi sembra abbia stroppiato. Ormai i 365 giorni non bastano più per contenere le oltre 400 giornate speciali indette da associazioni, fondazioni, circoli, bocciofile e congreghe varie.

Ad aprile hanno festeggiato, anche se non ve ne siete accorti, le rane. Per gli Ufo bisognerà aspettare la canicola di luglio, mentre il gatto, sornione, ha già dato. Accanto a quelle che pur qualche merito hanno ce n'è una processione di strampalate e campate in aria che annacquano il tutto nell'indistinto. Ne elenco alcune
  • 17 febbraio - Giornata mondiale del gatto
  • 26 marzo - Giornata internazionale della lentezza
  • 28 aprile - Giornata  mondiale per la salvaguardia delle rane
  • 14 maggio - Giornata mondiale della risata
  • 25 maggio - Giornata nazionale dell'aquilone
  • 29 maggio - Giornata nazionale del respiro
  • 7 giugno - Giornata mondiale contro le carrozze trainate da cavalli
  • 2 luglio - Giornata mondiale degli Ufo
  • 22 luglio - Giornata mondiale per il boicottaggio della Coca Cola
  • 26 ottobre - Giornata mondiale di GNU-Linux e del software libero

A fare di queste giornate un evento speciale contribuisce una marea di enti, da quelli internazionali, come l'Onu l'Unesco l'Unione europea, ai singoli Stati. In Italia, per esempio, fra la varie chi sa che il 7 gennaio è dedicato alla bandiera? E nemmeno il Vaticano si sottrae, tra la giornata delle vocazioni e quella dei cresimandi e cresimati. Se poi si fa a finire nelle associazioni è un diluvio.

Su Twitter AlbertoLupis proclama solennemente «la giornata mondiale delle assistenti di maghi col numero della donna segata». Gli risponde Asino morto che «oggi è la Giornata mondiale del dubbio. O almeno credo».

Sto pensando di lanciare anch'io una giornata mondiale di qualcosa, ma lì per lì non mi viene. Forse voi che avete la mente più fervida...

sabato 4 maggio 2013

Bici da donna 9 (mobilità nuova)

mobilità nuova

Oggi dunque alle 14.30 appuntamento sul piazzale davanti alla stazione Centrale e poi via verso il centro, pedoni, pedali, pendolari. Sul sito tutte le informazioni. Sarà una grande manifestazione.
Il 4 maggio a Milano si terrà la manifestazione nazionale indetta dalla Rete per la Mobilità Nuova: una cordata di cittadini impegnati per la promozione di un modello di mobilità che metta al centro della progettazione delle infrastrutture del Paese non più la circolazione delle auto, ma i bisogni delle persone.

E quindi ne approfitto per pubblicare un'altra infornata di foto sulla bici da donna. C'è come al solito da dire quale preferite.

bici da donna

Fra qualche ora uscirò da questo portone e poi via sulla pista ciclabile della Martesana. In una quindicina di minuti raggiungerò la stazione Centrale. Sulla sinistra della bici un grande oleandro che quando fiorisce è uno spettacolo. Quest'anno ha subito una robusta potatura ma ne aveva proprio bisogno.

bici da donna
Passerò davanti a questa cascina ristrutturata al cui interno c'è anche un ciclista...

bici da donna

... e poi anche davanti a questa singolare costruzione che non ho mai capito di chi sia.

bici da donna

Qui invece siamo dentro l'Arena. Andò così, che transitando all'esterno e vedendo i portoni spalancati sono entrato e ho fatto i gradini con la bici a spalla senza che nessuno mi fermasse. Sarebbe stato da scendere sulla pista ma ho pensato che forse era meglio non esagerare.

bici da donna

Porta Volta. Oltre c'è corso Como, una via corta che finisce alla stazione Garibaldi. Me la ricordo questa via simpaticamente popolare e adesso, sia a destra che a manca, è una sequela di locali alla moda frequentati da modelle e bellimbusti vestiti come manichini. Sulla sinistra c'è viale Pasubio che porta a Cinatown. Una curiosità: in questa via esiste ancora l'Antica Trattoria della Pesa dove lavorò Ho Chi Minh (ve lo ricordate?). Ci feci un post.

bici da donna
Parco Lambro. Un'inesauribile fonte di scorci e di situazioni di luce. Qui siamo vicini alla pista degli skateboard.

bici da donna

Galleria Vittorio Emanuele.

Tutti i post bici da donna.




Domenica mattina
Aggiungo tre foto di ieri a Mobilità Nuova



giovedì 2 maggio 2013

Un gesto insano

Nel Pdl lo sanno anche i sassi che mister B non vuole nella maniera più assoluta essere chiamato "il Dottore" né "il Cavaliere" e neppure "l'Onorevole". Infatti tutti i suoi lo evocano puntualmente, facendo anche prima una piccola pausa di leccaculaggine rispetto, come il "presidente Berlusconi". Ma martedì, l'altro ieri, il capogruppo Renato Schifani al Senato, arrivato nel suo discorso al momento di citare il leader, ha detto "Silvio Berlusconi", nudo e crudo. Proprio quello Schifani che nel parlare pesa e medita le parole come un alto e grigio burocrate dello Stato sempre pavido delle conseguenze.

E tutti, amici e nemici, hanno avuto un soprassalto e si sono chiesti quale mai imperdonabile sgarbo, quale offesa infame, quale ingiustizia irreparabile, avesse mai subito per arrivare a quel gesto insano. Immagino abbia già chiesto scusa perché là dentro col capo c'è poco da scherzare. Altroché Grillo.

mercoledì 1 maggio 2013

Buon primo maggio




‘A fatica

È una necessità, un’ambizione, una passione, una vocazione, una missione, una fortuna . A volte frustrazione e rinuncia. Una sfida. Indipendenza e dipendenza, flessibilità, mobilità, sedentarietà, movimento, lontananza. Crescita, progresso, relazione, interesse, confronto, competizione, creatività, ingegno, manualità, talento, concentrazione, soddisfazione o scontento, ripetitività, alienazione, allenamento e resistenza. Operosità. Responsabilità.

Assorbe, sfibra, motiva, gratifica, stanca, logora, stressa, arricchisce, sfrutta, condiziona, orienta. Tempra. Mette in gioco… a volte in discussione. Costruisce un progetto di vita più ampio, dà dignità e identità sociale, nobilita, talvolta abbrutisce.

Qualunque esso sia, è il lavoro: investimento di tempo, energie, risorse, capacità, competenze, potenzialità, impegno, costanza, fatica. Diritto della persona e dovere sociale.

Morire sul lavoro è cadere con onore sul fronte di una quotidianità che appartiene a tutti.La morte bianca assolve nel martirio ma ci condanna a un intimo dolore.

Oggi aggiungo che  i suicidi dei nuovi martiri del lavoro  ci marchiano a fuoco  con un bruciante  senso di colpa di fronte a tanta impotenza e negazione di questo basilare diritto-dovere. Sono tempi difficili in cui c’è ben poco da festeggiare; è tempo di aiutare concretamente i disoccupati e coloro che vivono il lavoro in condizioni di precarietà e di sfruttamento. È tempo  di dare  risposte sociali più concrete, di garantire ‘a fatica.

 Rubato alla cara Skip


Aggiungo alcune foto scattate oggi pomeriggio al MayDay Parade