Pagine

giovedì 5 settembre 2013

Scellerate prove di guerra sulle nostre teste

missile

Dopo ore di negazioni e fandonie, Israele martedì ha ammesso di aver lanciato due missili con il supporto americano. Tutti hanno tirato un respiro di sollievo. Il fatto che con la guerra in corso un test a sorpresa possa scatenare l'inferno è parso irrilevante. Per 50 anni Grecia e Turchia sono stati sull'orlo della guerra a causa di presunte violazioni degli spazi aerei. Nel 1983 una manovra Nato fu così realistica che i sovietici la presero per un attacco e armarono centinaia di missili nucleari. Il presidente Reagan sudò freddo: «Credono davvero che li stiamo attaccando?». Sì lo credevano. Lo stesso anno si sfiorò la guerra per un errore dei satelliti sovietici. Ora, o Netanyahu fa umorismo yiddish o anche la storia del test è una balla. Cosa sarebbe successo se i russi non avessero visto i missili? Ci avrebbero detto che erano partiti due Scud siriani? Che Israele era sotto attacco? E poi se era un test difensivo perché i missili non sono stati abbattuti? Il sistema di ferro non ha funzionato? Non è un gran sollievo.
Fabio Mini
(generale)

mercoledì 4 settembre 2013

Le Femen comandate da un uomo

femen

La insospettata e scomoda verità sulle Femen è venuta fuori da un film, Ukraine is not a brothel (L'Ucraina non è un bordello), fuori concorso al Festival di Venezia. Autrice della pellicola Kitty Green, anni 28, australiana con madre ucraina, che, entrata nelle simpatie delle contestatrici un po' nudiste per così dire, ha convissuto per un anno con loro in uno degli squallidi appartamenti dell'Urss a Kiev. La giovane regista le ha seguite nelle loro proteste contro la società maschilista a cui certe volte sono seguiti arresti, e pure lei qualche volta è stata arrestata.

E quindi pian piano è entrata nell'intimità di questa singolare comune di donne e si è accorta che gli ordini per le manifestazioni arrivavano via Skipe da un certo Victor. Ed eccolo questo  Viktor Svyatski davanti alla cinepresa che ammette schiettamente «Gli uomini fanno di tutto per il sesso. Io ho creato il gruppo per avere delle donne. Spero che grazie al mio comportamento patriarcale loro rifiutino quel sistema che rappresento». Ben singolare maniera di ragionare. E anche le Femen da parte loro si lasciano andare e si denudano del tutto «Senza un uomo dietro non saremmo mai venute fuori».

Le femministe, quelle "vere", avranno un sobbalzo.

femen

sabato 31 agosto 2013

Il mare da lontano, il mare da vicino


Scattata il 22 agosto dalla salita dei Gray, nell'alta val Nervia, nel giorno del Melosa day, che ci siamo inventati tra amici e amiche (c'è anche lei)

Il mare visto da lontano, dalle mie montagne, e poi il mare visto da vicino, dalla mia costa. E anche le montagne viste dal mare, in ispecie d'inverno, innevate. E poi le montagne oltre il mare, quelle della Corsica, viste da queste montagne. E ancora il mare che non si vede ma si intuisce che c'è dietro le colline. Intanto da poco sono di nuovo a Milano dove il mare non si vede né da lontano né da vicino e nemmeno si intuisce. Ci vogliono giorni di compensazione. Ciao a tutti, sono ritornato.


Bordighera

QUI tutte le foto del sabato

sabato 24 agosto 2013

L'estate sta finendo


Ancora una settimana e poi si rientra nel flusso del tempo prigioniero. Anche degli spazi prigionieri, pure se più intimi rispetto a queste promiscuità estive.

Visto che questo post va a finire anche su facebook dove senz'altro più d'uno riconoscerà questo terrazzino metto le mani avanti. Fra questi reggiseni alcuni sorreggono tette ristrutturate altri fasciano tette nature.

QUI tutte le foto del sabato.

mercoledì 14 agosto 2013

La vacanza continua


Scritto ieri sera alla cena da Bruno sul mio taccuino dal "mio" poeta Marco De Carolis. Cena serena e rasserenante per cibo di territorio e amici di pelle. La vacanza continua e le foto che scatto le sto mettendo nella bisaccia. Saluti a tutti.

lunedì 5 agosto 2013

sabato 3 agosto 2013

Le mode passano...

Ombrello, ombrellino, parasole
Scattata domenica scorsa ore 9.41



... ma certi oggetti rimangono

Ombrello, ombrellino, parasole?




Claude Monet Donna con il parasole girata verso sinistra, 1886
Claude Monet Donna con il parasole


«Noi diciamo ridevolmente Ombrello il Parapluie dei francesi. Ombrello è quello strumento che con la sua ombra ci ripara dal sole, e che i nostri antichi chiamavano Parasole. Quel che noi diciamo Ombrello, dovrebbe dirsi Paracqua», e la voce, secondo il Parenti, meriterebbe registro. «Il dire poi Ombrellino da sole (come soggiunge lo stesso Parenti) è pleonasmo alquanto assurdo, che si eviterà con adoperare i proprii termini Parasole, Solecchio, od anche semplicemente Ombrello.» In Toscana chiamasi Ombrellino quello che si adopera dalle signore ad uso di Parasole, e Ombrello quello che si usa generalmente per parar l'acqua e che viene così chiamato anche dalla Crusca; ma ciò non toglie la verità delle osservazioni del Parenti. Così l'Ugolini. Anche il Fornaciari (Discorsi, pag. 42., Lucca, 1847) scrisse che Ombrello per Paracqua è improprio e che si dovrebbe usar solamente per l'arnese che para il sole, come quello che prende origine da Ombra. A queste osservazioni il Fanfani rispose così nel Piovano Arlotto, anno I, pag. 754: Sentii gattigliare un Senese con un Fiorentino a proposito di questa voce, e il Fiorentino fu messo nel sacco, perché quell'altro gli mostrò che è improprissimo il chiamare Ombrello, come fanno i Fiorentini, quello strumento da pararsi l'acqua, essendoché tal voce viene da Ombra, e non può usarsi se non per Parasole, dove i senesi hanno il proprio per questo bisogno, e dicono Paracqua. Adagio, Biagio! e chi ha detto al Senese che Ombrello nasce da Ombra? Anzi nasce da ϋμβρος che vuol dire Imber, Pioggia; e però la voce Ombrello è in questo caso voce acconcissima. Dalla stessa voce poi nacque il nome di due fiumi di Toscana, l'Ombrone pistojese e l'Ombrone senese, quasi dica Crescente molto per pioggia. Che poi i Senesi e i Lucchesi dicano Paracqua, è una voce loro rimasta dai francesi, come altre altrove, quando vi ebbero stanza.» Del resto Ombrello è voce comune in tutta Italia, dal Piemonte in fuori, dove dicono Parapioggia, che è il Parapluie francese scusso scusso.

da qui

QUI tutte le foto del sabato