sabato 12 ottobre 2013
Milano, largo Don Andrea Gallo
Milano, largo Don Andrea Gallo
Quando la società civile non può attendere le lungaggini burocratiche per intestare una via o una piazza. Siamo nel quartiere Ticinese, di fianco alla storica basilica di Sant'Eustorgio.
Buon fine settimana.
QUI tutte le foto del sabato.
venerdì 11 ottobre 2013
Grillo e la Lega
Dice Grillo che i grillini non possono discutere del reato di immigrazione clandestina perché non è nel programma. Ma Grillo si guarda bene dal dire che non era stato messo per corteggiare i leghisti. E adesso che i voti dei leghisti transfughi tornano comodo chissà se verrà inserito alla prossima tornata. Visto certe sue dichiarazioni del passato, sorge il sospetto che anche Grillo sia una leghista.
giovedì 10 ottobre 2013
Basterebbe una parola
Basterebbe una sola parola per far cessare di colpo la rissa che si è innescata subito dopo che il presidente Napolitano ha scritto "amnistia" nel suo messaggio al Parlamento. Proposta di provvedimento tampone per alleggerire, almeno un po', la situazione inumana delle carceri di un Paese che si dichiara civile. Ma che l'amnistia serva pure a parare il culo di mister B, visti gli innumerevoli precedenti, ha fatto sospettare anche persone di solito lucide e pacate nei giudizi. Basterebbe la sola parola di Berlusconi «Escludetemi» e il clima ritornerebbe a essere "normale". Basterebbe, ma il Cavaliere non la pronuncerà.
sabato 5 ottobre 2013
Bici da donna 12 (graffiti a Milano)
Questo sabato una serie di scatti ai graffiti dove la presenza della bici serve anche a capire la grandezza dell'opera. Come sempre c'è da scegliere una foto.
QUI tutte le foto della bici da donna.
QUI tutte le foto della bici da donna.
venerdì 4 ottobre 2013
Perché Lampedusa merita il premio Nobel
La pace non è un concetto astratto. La pace è un’azione verso gli uomini, le donne, i bambini. Non c’è altro paese al mondo in cui abbia visto mettere in pratica questo impegno in modo così costante e determinato. Quel paese, un piccolo paese disperso in mezzo al mare, è Lampedusa. Con tutti i suoi abitanti, i soccorritori, i medici, i volontari. In queste ore, la gente di Lampedusa ancora una volta ha portato a terra i vivi e raccolto i morti.
L’ho provato sulla mia pelle. Letteralmente. La notte tra il 23 e il 24 settembre 2005. Un uomo che non conoscevo e non mi conosceva mi ha avvistato in mare, a nuoto alla deriva. Mi ha aiutato a risalire sulla scogliera. Mi ha fatto sdraiare sulla pietra. Si è tolto la maglietta e me l’ha stesa sul petto per coprirmi. Continuavo a tremare di freddo. Allora lui, con tutto il suo corpo, si è sdraiato sopra di me. Pesava, eccome. Mi ha riscaldato così. Senza sapere chi fossi. Ero sporco, la barba sfatta da mesi, potevo essere malato e contagioso. Ho memorizzato nella mente la sua voce, le sue parole. Vale la pena risentirle: “Questo poveretto erano quasi cinque ore che chiedeva aiuto”, diceva agli altri intorno a lui, “alle dieci l’ho sentito gridare. Credevo fosse uno dei turisti ubriachi che dormono in spiaggia e gli ho perfino risposto cu c’è. Madonna mia, perdonami. Questo si è ghiacciato. Sta tremando… Forza, qualcuno porti una coperta che questo sta morendo di freddo. Dai, che ti portano una coperta e ti scaldi”. Poi si è messo in ginocchio e si è chinato a strofinare i miei piedi. Tempo dopo l’uscita sull’Espresso della mia inchiesta sotto copertura, ci siamo rivisti per la prima volta. Massimo Costanza non faceva il soccorritore di mestiere. Fa l’elettricista in un albergo, ha una moglie, i figli. Una persona normale.
Fuori dei centri di detenzione dove i sopravvissuti vengono rinchiusi per legge, del filo spinato, della reclusione fino a diciotto mesi, della politica estera incapace e inconcludente, Lampedusa è così. Gente che non fa differenza tra amici o nemici. Connazionali o stranieri. Cittadini o clandestini. Ecco perché una volta seppellite le decine e decine di morti e placate le polemiche, dopo aver premiato nel 2012 l’Unione Europea, colpevole assente in questa tragedia sulle sponde del Mediterraneo, il Nobel per la pace dovrebbe andare agli abitanti di quest’isola, capitale mondiale d’umanità.
Fabrizio Gatti
da QUI
Per favore, firma la petizione per la candidatura di Lampedusa al premio Nobel per la pace 2014
E grazie a Lorenzo che ha avuto la stessa idea.
L’ho provato sulla mia pelle. Letteralmente. La notte tra il 23 e il 24 settembre 2005. Un uomo che non conoscevo e non mi conosceva mi ha avvistato in mare, a nuoto alla deriva. Mi ha aiutato a risalire sulla scogliera. Mi ha fatto sdraiare sulla pietra. Si è tolto la maglietta e me l’ha stesa sul petto per coprirmi. Continuavo a tremare di freddo. Allora lui, con tutto il suo corpo, si è sdraiato sopra di me. Pesava, eccome. Mi ha riscaldato così. Senza sapere chi fossi. Ero sporco, la barba sfatta da mesi, potevo essere malato e contagioso. Ho memorizzato nella mente la sua voce, le sue parole. Vale la pena risentirle: “Questo poveretto erano quasi cinque ore che chiedeva aiuto”, diceva agli altri intorno a lui, “alle dieci l’ho sentito gridare. Credevo fosse uno dei turisti ubriachi che dormono in spiaggia e gli ho perfino risposto cu c’è. Madonna mia, perdonami. Questo si è ghiacciato. Sta tremando… Forza, qualcuno porti una coperta che questo sta morendo di freddo. Dai, che ti portano una coperta e ti scaldi”. Poi si è messo in ginocchio e si è chinato a strofinare i miei piedi. Tempo dopo l’uscita sull’Espresso della mia inchiesta sotto copertura, ci siamo rivisti per la prima volta. Massimo Costanza non faceva il soccorritore di mestiere. Fa l’elettricista in un albergo, ha una moglie, i figli. Una persona normale.
Fuori dei centri di detenzione dove i sopravvissuti vengono rinchiusi per legge, del filo spinato, della reclusione fino a diciotto mesi, della politica estera incapace e inconcludente, Lampedusa è così. Gente che non fa differenza tra amici o nemici. Connazionali o stranieri. Cittadini o clandestini. Ecco perché una volta seppellite le decine e decine di morti e placate le polemiche, dopo aver premiato nel 2012 l’Unione Europea, colpevole assente in questa tragedia sulle sponde del Mediterraneo, il Nobel per la pace dovrebbe andare agli abitanti di quest’isola, capitale mondiale d’umanità.
Fabrizio Gatti
da QUI
Per favore, firma la petizione per la candidatura di Lampedusa al premio Nobel per la pace 2014
E grazie a Lorenzo che ha avuto la stessa idea.
giovedì 3 ottobre 2013
mercoledì 2 ottobre 2013
È tregua armata
Ha alzato le zampe il caimano, ma non si è arreso del tutto. Si è preso una tregua, e non ha una bella cera. Attendo e spero nella battaglia definitiva. Non ne posso più. Non ne posso più.
martedì 1 ottobre 2013
Rissa a Ballarò tra Sallusti e Cicchitto
Che sia l'inizio delle coltellate in pubblico tra i servi di mister B?
La Rai ha rimosso il video. Inserisco quello che è sul Corriere.
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