Dopo la separazione forzata di fronte a tutto il Parlamento si arriverà ora al divorzio definitivo? Ce n'era già stato uno, diciassette anni fa, con la capriola all'indietro che fu chiamata ribaltone, e se ne scambiarono di cotte e di crude come succede quando ci si lascia senza darsi la mano. Ma allora la coppia era ancora in rodaggio e nessuno li aveva avvisati che il matrimonio dispensa gioie ma ti rifila anche spine e dolori. In questi anni invece l'unione sembrava brillare di acciaio inossidabile. Ma non era tutto inox quello che luccicava. E adesso?
Adesso si mormora di incontri segreti, di doni respinti, di messaggeri non ricevuti. Di sicuro c'è che il Senatur si è fatto negare al telefono e ha dato buca alla cena del lunedì nel bordello di Arcore.
Sembra che gli avvocati stiano già preparando le carte per la divisione dei beni. All'Umberto andranno i Ministeri del Nord (quelli a Monza, ve li ricordate?), le ronde padane e un milione di adesivi di un bel verde fosforescente col Sole delle Alpi, al Silvio tutto il resto. Rimane il problema di Tremonti. Affidamento congiunto o a carico di solo uno dei genitori?
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