sabato 4 aprile 2009

Elizabeth Bishop

Un’arte

L’arte di perdere non è una disciplina dura
tante cose sembrano volersi perdere
che la loro perdita non è una sciagura.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta la tortura
delle chiavi di casa perse, delle ore spese male.
L’arte di perdere non è una disciplina dura.

Esercitati a perdere di più, senza paura:
luoghi, e nomi, e destinazioni di viaggio.
Nessuna di queste perdite sarà mai una sciagura.

Ho perso l’orologio di mia madre. Era
mia ed è svanita- ops!- L’ultima di tre case amate.
L’arte di perdere non è una disciplina dura.

Ho perso due vasti regni, due città amate,
due fiumi, un continente. Mi mancano,
ma non è mica un disastro averle perdute.

Nemmeno perdere te (la figura, la voce allegra
il gesto che amo) mi smentirà. È chiaro, ormai:
l’arte di perdere non è una disciplina dura,
benché possa sembrare (scrivilo) una sciagura.


Elizabeth Bishop
Worcester 1911
Boston 1979


13 commenti:

Annarita ha detto...

Questa è un'autentica chicca, Al. E' una tra le mie preferite della Bishop, un'autrice entrata da tempo nel novero dei grandi.

La traduzione che proponi, come saprai, è di Marilena Renda che nè ha dato una versione elegante, veramente bella.
Propongo qui l'originale in inglese per coloro che, conoscendo la lingua, potranno apprezzarne l’intensità e il canto coinvolgente che i versi sprigionano.


One Art
by Elizabeth Bishop

The art of losing isn’t hard to master;
so many things seem filled with the intent
to be lost that their loss is no disaster.

Lose something every day. Accept the fluster
of lost door keys, the hour badly spent.
The art of losing isn’t hard to master.

Then practice losing farther, losing faster:
places, and names, and where it was you meant
to travel. None of these will bring disaster.

I lost my mother’s watch. And look! my last, or
next-to-last, of three loved houses went.
The art of losing isn’t hard to master.

I lost two cities, lovely ones. And, vaster,
some realms I owned, two rivers, a continent.
I miss them, but it wasn’t a disaster.

—Even losing you (the joking voice, a gesture
I love) I shan’t have lied. It’s evident
the art of losing’s not too hard to master
though it may look like (Write it!) like disaster.

aiellogianluca ha detto...

La dedico a mia figlia che nel torneo di pallavolo continua a perdere tutti i match 5 a 0.

:-)

filo ha detto...

Poesia da meditazione, come si dice di certi vini.Anche per me tra le preferite della Bishop.
Alcuni sostengono che il linguaggio della poesia non è il linguaggio della consolazione che addomestica ogni conflitto vitale, ma il linguaggio del confronto e del dolore, eppure anche nelle situazioni di perdita più estreme, quanto può essere consolante ricordare che niente di quanto possediamo è nostro per sempre.
Ciao Alberto, buona domenica.

Alessandro ha detto...

bisogna saper perdere... non sempre si può vincere!!

azzurra ha detto...

"Esercitati a perdere di più, senza paura"
...bellissima!
ciao!
ti avevo perso (causa google credo) ma ti ho ritrovato!
:)
buona domenica delle palme

Lara ha detto...

Una gran poetessa, la Bishop.
Ed è vero, ogni giorno si perde qualcosa ...

Ciao Albero, buona domenica!
Lara

giovanna ha detto...

Grande Poesia,
grande insegnamento.
grazie, Al
buona domenica
g

errebi ha detto...

Non è poi così male "perdere". L'importante è perdere per poi tornare a "vincere". Ciao alla prossima.

Habeba ha detto...

Non la conoscevo, è veramente bella. Grazie ad Annarita per la versione inglese..in genere non amo leggere le traduzioni se si tratta di una lingua che posso leggere in originale. Ma in questo caso, sai che ti dico? è più bella la traduzione. Per me, s'intende. Invidia invidia per Marilena Renda che sa rendere (oops scusate gioco di parole) i versi così. E ciao ad Alberto.

Andrew ha detto...

bella poesia
buon inizio di settimana alberto

Pier Luigi Zanata ha detto...

Sara' difficile per gli abruzzesi dell' Aquila esercitarsi a perdere senza paura.
Grazie Al e grazie Annarita per averla proposta in originale.
Hai scritto poesia del sabato, l'ho letta oggi e sara' una poesia su cui meditare nel corso della settimana, soprattutto dopo questa disgrazia.
Vale

c.e.g. ha detto...

Ci sono perdite e perdite... Ecco Rimbaud:

Chanson de la plus haute tour

Oisive jeunesse
A tout asservie,
Par délicatesse
J'ai perdu ma vie.
Ah! Que le temps vienne
Où les cœurs s'éprennent.

Je me suis dit: laisse,
Et qu'on ne te voie:
Et sans la promesse
De plus hautes joies.
Que rien ne t'arrête,
Auguste retraite.

J'ai tant fait de patience
Qu'à jamais j'oublie;
Craintes et souffrances
Aux ciels sont parties.
Et la soif malsaine
Obscurcit mes veines.

Ainsi la Prairie
A l'oubli livrée,
Grandie, et fleurie
D'encens et d'ivraies.
Au bourdon farouche
De cent sales mouches.

Ah! Milles veuvages
De la si pauvre âme
Qui n'a que l'image
De la Notre-Dame!
Est-ce que l'on prie
La vierge Marie!

Oisive jeunesse
A tout asservie,
Par délicatesse
J'ai perdu ma vie.
Ah! Que le temps vienne
Où les cœurs s'éprennent.

Mai 1872

vylandra ha detto...

Bellissima poesia, questa della Bishop, l'ho sentita ieri sera nel film "In her shoes" e sono rimasta colpita. Mi permetto di postarla nel mio blog con la traduzione da te fornita. Un saluto!!!!