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mercoledì 22 febbraio 2012

Non sono coraggiosa, sono sarda e dico no a questi signori tristi

Valeria Gentile

Sono andata via di casa a diciannove anni, dopo il diploma linguistico e qualche dramma familiare in valigia. Ho vissuto a Firenze per laurearmi in Media e Giornalismo, ho vissuto due anni a Roma collaborando con festival, riviste, agenzie di comunicazione, case editrici. Ho viaggiato come reporter in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia. Ho dormito e mangiato per terra con i bambini in Senegal, mi sono lavata nei bagni delle palestre abruzzesi con le donne terremotate delle tendopoli. Ho girato da sola nell'infinita metropolitana di Tokyo, ho passato i checkpoint israeliani a Ramallah, ho scalato col vento gelido di gennaio la Grande Muraglia Cinese. Sono salita su mulini olandesi e torri taiwanesi, sono entrata nella pancia dell'enorme Buddha di bronzo sulla costa giapponese, ho assistito ai lanci dai tetti di soldati mangiatori di serpenti in Libano, ho guidato una zattera di bambù sul fiume Li.

Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda. Ogni giorno della vita è una lotta in cui le mie radici sono alleati e nemici, armi e talloni d'achille. Sono tornata per scelta a vivere nella mia isola perché tutto il mondo non basta a contenere l'amore e la gratitudine che provo verso questa terra. Credo nella vita e nel mio futuro perché la Sardegna mi insegna ogni giorno i suoi miracoli senza vergognarsi di essere onnipotente.

Finché poi arriva un giorno in cui metti tutto in discussione. Arriva un super resort di lusso fondato da milanesi e altri italiani, che sulla mia isola ricopre venticinque ettari di parco in cui ci sono ventun ristoranti di lusso, quattordici bar, otto alberghi cinque stelle più diverse suites e qualche centinaio di bungalow, nonché children city, leisure land, sport academy, discoteca, spiaggia privata e tanto altro, dove una notte per una persona non costa meno di seicento euro. Arriva proprio quando meno me lo aspetto, mi contatta tramite Linkedin, mi offre un lavoro di gestione della comunicazione online e offline. Il che vuol dire comunicati stampa, fotografie, video, gestione della presenza e della reputazione sul web.

Passo il primo colloquio telefonico, la Media Relations & Events Manager mi adora e “caldeggia la mia candidatura”. Passo anche il secondo colloquio in carne ed ossa, quello con il Sales & Marketing Executive Manager. Mi dice che ho un curriculum anomalo, che “mi sono fatta il mazzo” e mi porta a farmi conoscere al General Director che è anche socio, ai piani alti insomma, dove si parla a voce bassa e si tiene anche la testa, bassa. Primo e secondo colloquio, poi test individuale per il percorso di selezione, ma i manager ormai mi presentano dicendo “lei è, si occuperà di”. Ma non si accorgono che loro non hanno passato il mio, di colloquio. Il luxury resort numero uno mi contatta via Linkedin, mi offre un lavoro, mi scomoda, mi prepara a lasciare tutto quello che ho per trasferirmi a vivere dentro il resort, a non avere mai un giorno o un'ora libera, per fare la comunicatrice tuttofare, in un'industria dello svago di lusso che è una gabbia d'oro finto, in cambio di un contratto a progetto di sei mesi per settecento euro al mese.

E allora ripenso alle nuove tendenze del futuro che vogliamo, il futuro sostenibile di cui tanto ci riempiamo la bocca. Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. Ripenso alle mie amiche laureate che lavano scale per cinquanta euro alla settimana, alle sette donne che hanno fatto lo sciopero della fame, ai padri che non sanno come dare da mangiare ai figli per colpa delle trame marce di questo sistema mortificante. In loro onore e in loro nome, in nome della loro dignità, io rifiuto l'offerta e vado avanti, a testa alta. Rifiuto, declino, non accetto, respingo, boccio, dico di no, a questi signori tristi che hanno perso completamente ogni contatto con la realtà. Ho ventisei anni. Si potrebbe dire che io sia coraggiosa. Ma ancora più di questo, sono sarda.

Valeria Gentile
da valigiablu


Grazie Valeria, grazie.

44 commenti:

  1. Brava Valeria. Una scelta etica, la tua. Direi una scelta "azionista": non in riferimento al Partito Sardo d'Azione, che è tristemente finito a sostenere Cappellacci e le soluzioni che tu hai rifiutato, ma in riferimento ai vecchi azionisti, che si sono fatti anni di galera col fascismo per non rinunciare alle loro idee di libertà: come Vittorio Foa o Ferruccio Parri (chamato "Fessuccio" dalla politica di allora perché, da primo Presidente del Consiglio dopo la Liberazione, andava dal tabaccaio ad acquistare i francobolli per la propria corrispondenza personale...).

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  2. Chapeau.
    Non so se io avrei mai avuto nemmeno la metà del coraggio che ha avuto lei. Dubito.

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  3. Bella storia. Le scelte dettate dal "cuore" e non dal portafoglio danno speranza in quest'epoca buia.

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  4. Grazie! Non dico altro solamente grazie!

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  5. Che lettura speciale ci hai proposto! Grazie!

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  6. Ma la scelta "etica" dipende dagli 800 euro al mese. E se fossero stati 8000?

    Comunque il problema è sempre quello, fintanto che le aziende sono popolate da "sales & marketing" e nessuno disegna o gira bulloni, è tutta e solo aria fritta.

    Io vedo il problema da un'altra angolazione. Mettiamo che uno di mestiere faccia il programmatore. Allora in teoria dovrebbe andare da una azienda X che fa software per l'azienda Y e questi software dovrebbero servire a disegnare o a girare i bulloni.

    Ma siccome pochi si interessano ai bulloni, il programmatore si trova a fare software sottostanti a "servizi ad elevato valore aggiunto". Tutta roba che alla fine non serve a nulla ma che fa un figurone nelle riunioni del "sales & marketing" con tutte le presentazioni Powerpoint.

    E il risultato è che in Italia si produce un sacco di fuffa e cerchiamo di vendercela l'un l'altro, tutto il resto si produce in Asia e noi lo importiamo, dopodiché dobbiamo chiedere ai Cinesi di comprare i nostri Titoli di Stato, che in sostanza significa chiedere un prestito.

    E nello stesso tempo è ovvio che, non dovendo fare bulloni ma creare e gestire relazioni, quello che sai fare non conta rispetto a chi conosci, agli eventi a cui partecipi, eccetera.

    In sostanza il "lavoro" è diventato un problema semplicemente perché non "facciamo cose", ci limitiamo a "vedere gente".

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  7. Ho letto i commenti sul link originale che hai segnalato (adesso sono 206, ma chissà quanti ne arriveranno ancora.
    La maggior parte di questi mi fa disperare sul futuro dell'umanità:

    - Persone che non si sarebbero potute permettere di rifiutare un lavoro di merda in una gabbia per ricchi (questo mi rende triste)

    - Esseri che criticano per non aver accettato due noccioline e una realizzazione personale (ma quale ?) (questo mi disorienta)

    - Bipedi che non concepiscono neppure che sia possibile anteporre l'etica al profitto nelle proprie scelte e, non capendo, criticano pure (questo mi fa incazzare)


    Senza le persone come Valeria ci aspetta un futuro da schiavi, senza sogni, senza bellezza, senza speranza.

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  8. @Lorenzo
    Sostanzialmente non capisco cosa hai voluto dire: inizi con una questione di soldi che possono influire sull'eticità di una scelta Ma la scelta "etica" dipende dagli 800 euro al mese. E se fossero stati 8000?
    poi concludi affermando che In sostanza il "lavoro" è diventato un problema semplicemente perché non "facciamo cose", ci limitiamo a "vedere gente".

    Adesso che hai trovato una persona che non si svende (e magari non si sarebbe neppure venduta per dieci volte tanto) cosa pensi?

    Se in Italia ormai produciamo solo supercazzole d'aria fritta invece che bulloni non credo che sia colpa delle persone come Valeria.

    Invece, se passiamo il tempo a rimuginare che va tutto male, credo sia colpa dell'italica predisposizione a voler vedere sempre e comunque un problema, del marcio, una volpe sotto l'ascella (per esempio la tua sparata sugli 8000 euro).

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  9. Simone Lorenzi22/2/12 10:03

    I soldi al mese non sono ottocento ma settecento. Così è scritto. Per precisare.

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  10. Volevo dire che nella mia vita ho visto fare le peggio cose per soldi, donne e potere.
    Quindi quando sento citare qualche modello di "santo" sono un po' scettico, perché mi chiedo se la scelta "etica" prescinde dalla occasione che fa l'uomo ladro oppure no.

    Per il resto, era una divagazione sul tema del "lavoro". Il problema in Italia è che il "lavoro" inteso come "fare delle cose" tende a zero mentre è diventato sinonimo di "conoscere gente" o se preferisci, le famose PR.

    Oltre le implicazioni economiche, da un punto di vista personale, un conto è misurare una persona dalle cose che sa fare, dalle competenze e dai talenti pratici, un altro è misurare la persona sulla sua capacità di intessere una rete di relazioni.

    Sono due mondi radicalmente differenti. Non ne faccio una colpa a nessuno in particolare.

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  11. E chi potrebbe darle torto! Ma di certo ci vuole una certa dose di coraggio per farlo... anche quando si è sardi!

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  12. "Sono sarda": Valeria, così, ha detto tutto.
    E le recenti contestazioni al sig. Napolitano confermano che la sarditudine non si cancella con le belle parole.
    E che, se sull'Isola l'arcoritano ha fatto quello che ha voluto, non significa che la strada sia tracciata: oltre la sporca politica, i sardi ci sono ancora.
    Valeria è una sarda.
    Un abbraccio a lei e un saluto a te.

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  13. STRAORDINARIA!!!
    @lorenzo: ma perché attacchi sempre tutti? perché non riesci mai a trovare qualcos'altro, oltre l'errore.. che in questo caso manco c'è?

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  14. Grazie Lorenzo per la tua precisazione quasi istantanea.

    Nel nostro caso, però, le "peggio cose" le fa chi ruba la bellezza della Sardegna per costruire una caricatura di spiaggia al posto del mare vero. Chi poi persevera nella ricerca del profitto proponendo briciole con nomi altisonanti.

    Rifiutare tutto questo è un modello, all'occasione qualcuno si trasformerà in ladro, qualcun altro no, ma a me non interessa.
    Mi interessa invece la scelta di Valeria e credo non sia corretto parlare di se, di ma, di 700, 800 o 8000 euro.

    Ciao :-)

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  15. Non è questione di "attaccare" ma di mettere il tarlo del dubbio in teste ormai assuefatta alla retorica e alla demagogia.

    In questo post si propone a modello una ragazza "sarda" (nessuno è perfetto), laureata in "media e giornalismo" (vedi alla voce fabbrica-di-fuffa) che ha guidato una zattera sul fiume Li (e chissefrega, io ho guidato uno scooter a Quarto Oggiaro) e che ha rifiutato un posto da 800 euro in un "resort di lusso".

    Embe'?
    Basta poco ai giorni nostri per diventare Eroi dell'Unione Sovietica, una volta dovevi almeno sventrare una miniera di carbone a mani nude.

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  16. Mi è piaciuta la scelta di Valeria, una scelta che dovremmo fare in molti: cioè anteporre l'etica al profitto.

    Confesso che però anch'io, leggendo il misero compenso promessole un dubbio mi è venuto. Cioè con il notevole curriculm che può presentare, un contratto a progetto di 6 mesi per 700 euro al mese sgobbando 7 giorni su 7 mi sembra un'offerta da rifiutare in ogni caso.

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  17. Una grande donna porta avanti con coraggio le sue idee ,la sua etica ,non dimentica nulla e nessuno della sua splendida terra dove sono le sue radici e ,per cui si deve sempre combattere -
    MERAVIGLIOSA

    Ripenso alla manifestazione della Consulta dei Movimenti di stamattina a Nuoro dove Gavino Sale ha detto una cosa semplice e vera: noi sardi siamo poveri perché regaliamo le nostre ricchezze. !!!!!

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  18. "Non sono coraggiosa, sono sarda...." d'ora in poi questo sarà il mio motto visto che ogni volta che qualcuno lodava il mio coraggio io rispondevo scherzosamente d'essere "ermafrodita", nel senso che oltre agli attibuti femminili avevo le cosidette "palle"! Ed invece tu mi hai fatto capire che il mio coraggio è semplicemente dovuto al fatto d'essere sarda! Grazie!

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  19. Mah... Quoto Lorenzo.
    @ c.e.g. ho avuto l'onore di conoscere personalmente Maurizio. Di qui ad accostarlo alla signorina in questione, ce ne passa di mare. Anche e solo parlando di etica.

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  20. ciao
    buongiorno
    bellisimo blog

    http://laracroft3.skynetblogs.be http://lunatic.skynetblogs.be

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  21. applausi!! sarda coraggiosa mi piacerebbe vedere le facce di quei(signori) al tuo rifiuto,propbabilmente si sentono tanto superiori che si aspettino che gli si baci pure i piedi per non dire altro.... Gio

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  22. Valeria ha comprensione sa chi é lo
    accetta-Il passato ci costruisce
    sono sarda lei ripete spesso forte identità-
    Egill

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  23. Maistretu22/2/12 15:36

    Brava Valeria, tu puoi resistere e devi farlo per la tua memoria e per la tua terra, depredata e violentata da troppo tempo.
    Lorenzo è dalla tua parte fa così perchè gli piace la gente tosta e anche se non padana e pur sempre meglio di niente.. i bipedi hanno bisogno anche loro di sognare e noi tutti ne abbiamo un disperato bisogno perchè qui ci toglieranno anche il diritto all'onirismo creativo..
    un abbraccio a tutti i Sardi e alle Sarde toste.
    Maistretu

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  24. EH no, scusate. Abbiate pazienza.

    Se il suo fosse stato davvero un rifiuto diciamo P O L I T I C O per quel lavoro, non si sarebbe nemmeno scomodata a fare quei colloqui, avrebbe rifiutato subito.

    Invece così mostra semplicemente di aver rifiutato un lavoro poco conveniente, non adatto a lei, sottopagato e in un ambiente di lavoro poco simptatico.


    Se voleva "fare la sarda", lo faceva da subito e ai colloqui manco ci andava ( e scusate la consecutio).

    Quando tempo fa ricevetti una richiesta di colloquio per una posizione da project manager, rifiutai in tronco perché si trattava di una OIL COMPANY OFFSHORE norvegese e col petrolio non volevo averci a che fare.
    Non andai mica a fare 3 colloqui progressivi, per poi scoprire che la paga era bassa e storcere il naso!

    (Sono sarda anch'io, anche se non c'entra un bel niente).

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  25. c'è chi fa scelte che non compromettano i propri ideali e quindi non sono assolutamente criticabili e c'è anche chi ha rifiutato non 800 euro ma 8000 euro

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  26. Ti si potrebbe dire che sei una donna intransigente e che hai coscienza morale e non è facile di questi tempi - una virtù che dovrebbe essere diffusa ma, che al contario sorprende, in un mondo abituato all'arrendevolezza, all'assuefazione della ricerca di poteri effimeri - ti si potrebbe dire che sei grande e controcorrente ma, tu questo lo sai già - sai che vali per le tue capacità di scelta, sai che dentro di te potrai vivere una vita migliore perché sarai sempre in pace con la tua coscienza - grazie per averci fatto condividere questa tua esperienza di vita - ciao

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  27. @ Silla

    Il comandante Maurizio (era il nome da partigiano di Parri, per chi non lo ricordasse) era sicuramente uno di quei grandi italiani che adesso non si trovano più. Ho una sua piccola foto appesa al muro nel mio ufficio, assieme a quella di Salvador Allende (che non era un corista degli Inti Illimani, ma un presidente che, mentre lo bombardavano, disse alla radio che non avrebbe lasciato il suo "posto di lavoro" - sic! - a meno che non lo avessero crivellato di colpi, cosa che poco dopo è successa), socialista non a caso proveniente dal "Partido Radical" che era l'equivalente cileno dei nostri azionisti.
    Fatte le debite proporzioni di epoca e di situazione, ho solo detto che l'attteggiamento di Valeria è "azionista".
    Non credo sia un problema di "quantum": un'amica colombiana mi informa che a Madellin ci sono tanti ragazzi disposti ad uccidere in cambio di 5 (cinque) dollari, che sono poco anche laggiù.
    Tutto ha un prezzo, nella vita, tranne la dignità - per chi ce l'ha, almeno. Sciascia ha scritto, nel Giorno della civetta, che l'umanità si divide in uomini, mezzi uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà. Vedo più quaquaraquà tra chi gestisce un po' di potere che tra i subalterni, che sono al massimo pigliainculo. E d'altronde, Marguerite Yourcenar aveva scritto che sono schiavi moderni sia l'operario da 15.000 dollari che il dirigente da 150.000, se per non perdere i loro privilegi accettano di lavorare, senza protestare, in una fabbrica che inquina pesantemente o che produce armi come le mine antiuomo. Schiavi moralmente.
    Valeria ha mostrato di non esserlo.
    Il resto è questione di punti di vista. Personalmente, ritengo infinitamente preferibile fare il naturalista, o anche solo il marinaio, piuttosto che il bancario. Ma molti mi darebbero del fesso. Come facevano con Parri, sempre "si parva licet".

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  28. P.S. Non tutti i sardi sono uguali. Ve ne sono anche certi che, dopo essersi spesi a favore di Cappellacci nella campagna elettorale per la Regione, hanno vinto Sanremo. Sarà un caso, ma il dubbio viene.

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  29. @ C.e.g.

    Il dubbio viene si!

    Noi sardi ci vendiamo spesso per un piatto di lenticchie, salvo poi pianger miseria per il sottosviluppo in cui versa l'isola.

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  30. Maistretu22/2/12 18:52

    ed Emilio Lussu dove lo mettiamo?
    Maistretu

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  31. @ Presidente di Bananasrepublik

    Ti garantisco che sono così - segnati dalla sindrome di Esaù - anche gli abitanti del mio Appenino alessandrino.
    Tanti ma tanti anni fa, frequentavo una ragazza di padre sassarese e madre cagliaritana (i due lati opposti dell'isola) e li ricordo ancora tutti con molto affetto...

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  32. 26 anni? L'età giusta per le scelte giuste, in barba a chi, ormai reso sterile dalla vita misera che conduce,è solo bravo a giudicare e criticare. Io sono un'idealista e la tua scelta,coraggiosa o meno, mi ricorda la scelta fatta da Cipriano Algor nel libro "La caverna".
    Giusta o sbagliata se non altro è la tua scelta e va rispettata.
    Grazie Alberto per questa pubblicazione,è ancora così bello sognare.
    Un saluto.
    Francesca

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  33. Una ragazza che mi riconcilia vieppiù con la vita!

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  34. Certe "polemiche", francamente, non le comprendo. Per questo, nel dubbio di aver capito male la storia di Valeria, l'ho riletta più volte. Invito chi vuole "polemizzare" per forza, a fare lo stesso. Ammiro questa Valeria per le scelte che ha fatto nella vita e, soprattutto, per l'ultima. E' una storia che insegna molto, soprattutto se si leggono certi commenti lasciati su valigia blu. Valeria ha raccontato quello che tanti, troppi individui in questo nostro Paese non hanno: le palle! Il coraggio delle proprie scelte, giuste o sbagliate che siano; il coraggio di fare scelte etiche e non solo economiche; il coraggio di difendere la propria dignità, anche in termini economici. Tutto questo, chiaramente, suscita ilarità ed invidia in coloro che per molto meno dei 700 euro offerti a Valeria, si prostituiscono; in coloro che scelte che comportano uscire dal "gregge" non le hanno mai fatte; in coloro che la dignità ce l'hanno nelle mutande.

    Valeria è "l'eroe" solamente perché esiste un Paese per la maggioranza costituito da codardi, opportunisti e meschini individui. Valeria è l'eccezione, fa paura, va criticata!

    Ciao Alberto, buona giornata.

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  35. Un vero grazie a Valeria, non sono molti a rifiutare, come lei, delle proposte pur di restare limpida ed in linea con sè stessa. Un incoraggiamento da parte mia.

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  36. Valeria Gentile ha 26 anni, ma una saggezza atavica, e ha già fatto tante di quelle esperienze che difficilmente una persona riesce a mettere in una via sola.
    Brava!

    Grazia

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  37. Brava Valeria. Sei sarda, sei coraggiosa e sei donna. Non donna con le palle, che quelle le lasciamo volentieri agli uomini, ma donna con carattere, con cervello e cuore, con grinta e consapevolezza. Talmente donna che mi sa che questo post lo copierò per l'8 marzo, perchè è di donne come te che hanno bisogno l'Italia e il mondo oggi, altro che Belen con le sue farfalle tatuate!

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  38. Una ragazza pulita e piena di coraggio. Che lei sia purtroppo un'eccezione mi sembra trasparire da diversi commenti.

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  39. che altro aggiungere... se non un grande applauso

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  40. secondo me la vicenda ha due prospettive

    una personale, abbastanza comprensibile, cioè la scelta di non voler lavorare per persone antipatiche (considerando anche che si sarebbe trattato anche di scrivere, per lavoro, cose antipatiche)

    una pubblica, politica, cioè l’aver posto il proprio rifiuto anche come modello culturale, gesto di forte pregnanza simbolica

    io non disprezzerei chi avesse accolto la proposta di lavoro, perchè ognuno ha le sue motivazioni ed esigenze, ma la scelta di valeria è sicuramente, da un punto di vista etico, migliore

    il problema è che, nell'italia di oggi, non subire è davvero difficile, perchè in fondo, la guerra l'hanno vinta «loro», e alle persone con un minimo di etica non rimane che l'orgoglio del gesto isolato e pagato a caro prezzo

    mala tempora, insomma

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  41. In un sistema di lavoro come quello in cui ci trasciniamo, è difficile rimanere puri.

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  42. "E allora ripenso..."

    Ma perché non ci hai pensato prima e non hai direttamente rifiutato il colloquio con i gestori dell'ecomostro? Oppure, perché non ci sei andata e hai fatto un minimo di polemica?!

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  43. Una Donna di grande dignità..m'inchino.

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