C'è un piccolo dettaglio da annotare. Questi spalatori sono i militari dell'esercito che avrete senz'altro visto all'azione in questi giorni. Parecchi di questi sindaci dell'Appennino marchigiano con nemmeno più uno spicciolo nelle casse del Comune hanno rinunciato.
Ma da quando in qua bisogna pagare i soldati che intervengono in situazione di emergenza? Da quando quei simpaticoni di generali, spalleggiati adesso dal ministro della Difesa che è un loro collega, ammiraglio Giampaolo Di Paola, hanno deciso di comprarsi 131 cacciabombardieri F35 alla modica cifra di 15 miliardi di euro. Per volare alto su questi velivoli a noi ci fanno razzolare sempre più in basso. Neve o non neve.
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spalatori di tutto il mondo ... unitevi
RispondiEliminaMa i soldi vanno almeno ai "militari-spalatori" o se li incamera l'esercito?
RispondiElimina@Fausto
RispondiEliminaNon lo so, cerco di informarmi. Ma non è questo il punto. Il punto è che devono tirare fuori i soldi i Comuni. E se non li hanno questi soldi, come è facile di questi tempi, ti tieni la neve.
Dov'è finito "Il bene comune"?
Al solito, idee confuse.
RispondiEliminaPer la questione F35, l'Italia è partner di secondo livello del progetto di sviluppo, quindi ha contribuito a finanziarlo. In cambio in Italia dovrebbe avvenire l'assemblaggio e la manutenzione dei velivoli venduti a tutti i clienti europei. Inoltre, diverse aziende italiane sono coinvolte nella produzione, assemblaggio e manutenzione. Il che significa che una parte dei soldi spesi dallo stato si traducono in realtà in commesse per l'industria tecnologica nazionale, come è normale per le commesse della Difesa.
Riguardo l'impiego dell'Esercito, il tutto dipende non dai generali ma da un accordo tra il Ministero della Difesa e il Ministero degli Interni. Comunque ci sarebbe una comoda alternativa, i cittadini del Comune in questione prendono le ferie, si armano di pala comprata a loro spese e vanno a spalare. Si risparmia il vitto e l'alloggio.
Nota: la indisponibilità dei militari è una logica conseguenza della abolizione della Leva e della trasformazione delle Forze Armate in uno strumento professionale mirato alla proiezione all'estero, invece che alla difesa territoriale.
Negli anni Settanta, il Comune di Milano pagava i ragazzi che spalavano la neve: era un modo per far guadagnare loro qualcosa e farli sentire utili. Ora non è ovviamente più possibile, perché da tempo le risorse non ci sono più.
RispondiEliminaCerto, se ognuno (ogni condominio, diciamo, visto che stiamo in città)si pulisse il proprio pezzetto di marciapiede, non ci sarebbe gente costratta a camminare in strada perché i marciapiedi rievocano più la ritirata di Russia che un posto dove si possa camminare.
Per i paesi di campagna, o per quel che succede sulle strade pubbliche, il discorso è un po' diverso.
Per quanto riguarda le campagne, la nostra vita di un tempo si adattava ai ritmi delle stagioni e dell'inverno: con la neve per terra, i nostri contadini se ne stavano in casa a fare qualche lavoretto, o, se c'era appena un barlume di sole, uscivano con le "ciaspole" o la slitta a raccogliere un po' di legna (dalle mie parti c'è una espressione per rendere l'idea di un freddo molto intenso: "U fa 'na frëgg da lignamè", ossia "Fa un freddo da falegname", perché evidentemente con quelle temperature si andava in giro solo a cercare legna); noi, invece, corriamo e continuiamo la nostra vita senza senso anche quando le condizioni meteorologiche lo sconsiglierebbero. Le immagini dell'alluvione di Genova con le macchine e gli autobus e le persone con le borse della spesa che andavano in giro nell'acqua come si trattasse di una qualsiasi altra giornata non sono "filosoficamente" diverse da quelle che mostrano macchine bloccate dalla bufera di neve (in entrambi i casi: era proprio necessario andare in giro lo stesso? Erano proprio così importanti le riunioni o gli appuntamenti cui si andava? Non poteveno essere rinviati?). Leggerezza dei singoli, certo, ma soprattutto di chi sta più in alto e ha il potere di organizzare e di decidere.
Per quanto riguarda i servizi pubblici, abbiamo mostrato ancora una volta tutte le pecche del nostro sistema. Anche nell'inverno siberiano degli Zar, con le temperature del caso, i treni hanno sempre viaggiato. Come è possibile che superconvogli di nuova generazione, come i "favolosi" Freccia Rossa, si blocchino a 5 o 6 gradi sotto zero o con la neve sui binari?
Come è possibile che l'organizzazine degli spartineve funzioni (si fa per dire) solo a frontiere stagne (Arrivo fin lì, e quel che succede dopo non è affar mio: guai ad andare oltre, "Hic sunt leones!").
La mia senzazione sempre più forte è che ormai da tempo siamo in preda alla sindrome della Corrida, ossia ai "dilettanti allo sbaraglio", tra i pubblici amministratori, ma non solo. In un sistema in cui le scelte (di persone, di servizi, di prodotti...) si fanno non sulla base delle capacità, dei meriti o della qualità, ma con altri parametri ben diversi, non ci si meraviglia che un sindaco, o un direttore, o un capo qualcosa, o un treno, o un'apparecchiatura non funzionino. Ci si meraviglia semmai quando, nonostante i criteri discutibili di scelta, mostrano invece di funzionare.
Cosa dobbiamo dire? Ieri sera, a Che tempo che fa, Gherardo Colombo ha detto che si può fare quel che si vuole, ma se non cambia la coscienza - la forma mentale, insomma - della gente non si ottiene nulla.
Ecco, questo dovrebbe succedere, ma è anche la cosa più difficile da fare. La rivoluzione francese è in qualche modo "riuscita" perché l'Illuminismo ha parallelamente cambiato il modo di pensare; quella russa no, perché ha cambiato le persone ai posti di comando ma non la mentalità generale.
@Lorenzo
RispondiEliminaDov'è finito "Il bene comune"?
Non conosco il concetto di "bene comune".
RispondiEliminaConosco il concetto di "padri coscritti", cioè dei cittadini che si armano a proprie spese, escono di casa salutando mogli e figli e si stringono a coorte.
Oppure i fasci littori vanno bene solo per le canzonette e i mondiali di calcio ma nella pratica dei fatti ci deve pensare sempre la mamma-stato.
@c.e.g.
RispondiEliminaSiamo in preda all'infantilismo.
L'essere umano delle società avanzate è un eterno adolescente il cui fine nella vita è consumare.
E' stata costruita una Matrice dove viviamo in posizione fetale nel nostro bozzolo collegati con un cavo alla TV.
Non c'é più giusto/sbagliato, buon/cattivo, sopra/sotto, maschio/femmina, destra/sinistra, eccetera.
Non ci sono ruoli, doveri, morale, etica.
C'è solo un eterno reality show, un minestrone indifferenziato ma tiepido.
Per cui se la gente vede le strade allagate non pensa "hannibal ad portas", pensa che sia un problema di sintonia del canale e che arriverà qualcuno a sistemarlo.
tutto ciò mi sembra una presa in giro, c'è qualcuno che erma contro per mangiarsi una bella fetta di torta, penso che sia ora che tutta la gente di buona volontà prendesse atto delle cose come stanno mandare tutti a quel paese e cercare di impegnarsi perchè non è sufficente lamentarsi ma attivarsi, io abito in campagna ho la strada privata il comune ha offerto gli spalatori ma dovevo pagare al comune l'ho mandato al quel paese e ho fatto da sola con un gran dispiacere degli abbuffini
RispondiEliminaQuoto c.e.g. in generale; in particolare penso che in situazioni eccezionali ci si possa/debba fermare anche un paio di giorni ... i lavori indispensabili non sono poi molti!!
RispondiElimina'cara amica il tempo prende il tempo dà... noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...'
Io sonon marchigiano e sono schifato... Dobbiamo pagare due volte l'esercito e per quale motivo! Ci sono paesini che non ce la fanno più, come si può speculare su queste situazioni!
RispondiElimina@lorenzo: Per inciso, sono in molti quelli che si sono comprati la pala e si sono messi giù a spalare e che sono finite anche le pale in alcune zone...
L'ho sottolineato perchè qualcuno qui pensa che noi stiamo ad aspettare l'aiuto divino e non è così...
Questa è una nazione di cialtroni, guitti e malfattori.
RispondiEliminaPregasi leggere questo articolo del Corriere:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_febbraio_7/san-saba-cimitero-spazzaneve-capponi-1903171325596.shtml
E tanti saluti agli F35 eh...
bah, esercito, aeronautica e marina militare andrebbero semplicemente aboliti.
RispondiEliminacome la chiesa cattolica.
sono loro la vera voragine che inghiotte tutto e tutti.
e io che credevo che bastasse precettarli, una volta non intervenivano gratuitamente????
RispondiEliminaanche qui c'è qui si è armato di buona volontà e ha spalato il marciapiede e non solo quello davanti al suo negozio e guarda un po'...sto parlando dei tanti bistrattati negozianti cinesi che stanno intono a piazza vittorio!!!!!
RispondiEliminaULTIME NOTIZIE
RispondiEliminaHo sentito il TG la 7 delle 13.30; lì si riportava la spiegazione del Ministero della Difesa secondo la quale l'esercito, per spalare la neve, ha una "tariffa" di 600 € al giorno per squadra attrezzata (più vitto e alloggio), ma che tale costo non grava sulle spalle dei Comuni, in quanto è stato creato un appoosito fondo per le emergenze tra Ministero della Difesa e Ministero dell'Economia: fondo al quale attingere per "pagare" gli interventi in casi come questo. Quello che devono fare i Comuni è semplicemente chiedere l'emergenza.
Tolgo il "bah" e copio/incollo quel che ha scritto Marcobon: esercito, aeronautica e marina militare andrebbero semplicemente aboliti.
RispondiEliminacome la chiesa cattolica.
sono loro la vera voragine che inghiotte tutto e tutti.
Aggiungo che andrebbero aboliti anche i politici di mestiere.
@ c.e.g.
RispondiEliminaNon sono i Comuni che chiedono l'emergenza ma le Regioni.
Le Regioni dichiarano lo stato di calamità, su richiesta di Comuni (che rimangono i veri presidi del terriotrio) e Province (finché ci saranno). Lo ha appena fatto la Regione Lazio (spero non per quel che è successo a Roma).
RispondiEliminaR.I.D.I.C.O.L.I
RispondiEliminaSe mai mi capitasse di andare all'estero dirò che sono colombiano o libanese.
@c.e.g.
RispondiEliminaMa l'hai letto l'articolo del Corriere sugli spazzaneve di Roma?
e poi attenzione
RispondiElimina70 euro ai militare e 50 ai disoccupati ci rendiamo conto!
Sei senza lavoro 20 euro in meno!
Per non parlare dell'ultima uscita di Borghezio sui meridionali che non hanno voglia di spalare...
@ c.e.g.
RispondiEliminaL'emergenza. La Regione Marche non l'ha chiesta, perché, lo ha ricordato il governatore Gian Mario Spacca, in base al decreto Milleproroghe pagherebbero i cittadini «costretti a subire, come qui è già avvenuto con l'alluvione di un anno fa, un aumento delle accise sulla benzina».
non ci posso credere!
RispondiEliminama se l'esercito non fa manco questo...che cacchio lo manteniamo a fare???????
e nessuno mi dica "per difenderci dalle offese" perchè altrimenti voglio essere difesa anche da questa. di offesa!
@ Lorenzo
RispondiEliminaIl solito triste discorso delle "esternalizzazioni" dei servizi (magari ad amici...), che finiscono per costare più della gestione in economia.
@ Gian Paolo
Il gesto del prsidente è bello, ma le emergenze solo solo un pretesto per aumentare le accise, che rimangono anch edecenni dopo la fine dell'emergenza per la quale sarebbero state applicate (vedi il Belice, e anche prima...).
sono a spalare anche nel mio paese, nell'appennino tosco romagnolo (dove i "fortunati" in paese ne hanno 1,50 metri, ma chi sta in campagna è tra i 2 e i 3). Io sono fortunato, ne ho 1,50... Ma ci sono tanti volontari paesani che si danno da fare, creando una vera forza i "protezione civile" su base volontaria.
RispondiEliminaPer gli spiriti semplici che commentano su questo blog:
RispondiEliminaLe Forze Armate sono state riorganizzate a partire dalla abolizione (che poi in realtà è solo una sospensione) della Leva per servire come strumento delle famose "operazioni di pace" o per "portare la democrazia e la libertà", quindi sono sostanzialmente un corpo di spedizione.
Tutta la dottrina NATO attualmente si fonda sul medesimo principio e cioè quello della "difesa degli interessi strategici" più che dei confini e delle frontiere, senza contare ovviamente la funzione territoriale.
Mancando in Italia un analogo della "Guardia Nazionale" americana, cioè sostanzialmente un esercito di riserva destinato appunto al compito di milizia territoriale, significa che in teoria le Forze Armate devono essere sostituite da organizzazioni "civili", come appunto la Protezione Civile eccetera.
Quanto poi al fatto che in Italia qualsiasi cosa è una emergenza, dal portare via l'immondizia a spalare la neve, boh, bisognerebbe vergognarsi ma per fortuna pochi di noi se ne rendono conto.
Non vorrei essere troppo populista, ma io da quando sono nato mi spalo la neve da solo.
RispondiEliminaE ti garantisco che dalle mie parti la neve non e' emergenza, e' un normale accadimento atmosferico che si ripete annualmente.
Noto, caro Alberto, che hai pure un tuttologo, tale lorenzo, che adesso corro a vedere se e' insignito del nobel per la sapienza....
ciao
zac
Per ora spaliamo neve.....tra non molto le cose andranno talmente a rotoli, che dovremmo spalare m****!!
RispondiEliminaè il federalismo dei coglioni, decentrare pale e palotti e sanculotti.. per il sale, chimico o di salgemma, questo dilemma è stato risolto con un consiglio dei ministri straordinario, pare che Bossi abbia alzato il dito medio, in senso di approvazione.. è l'attuazione responsabile del decentramento e dell'autonomia impositiva, i comuni, questi scellerati e scriterialti amministratori, quelli del patto di stabilità del 2%, si quelli che bisognava accorpare e far sparire,queste vispe terese si devono caricare delle inadempienze del governo centrale e regionale.. Il Dipartimento delle Alpi Marittime o la Region PACA delegano anch'esse ai piccoli comuni la gestione del territorio in casi come questi.. si, venite a vedere cosa fanno quà dietro i nostri cugini.. esercito o puttane la ferita sanguina da 20 anni.. ma Calderoli dov'è? a semplificare le miniere di salgemma, dicono..
RispondiEliminaMaistretu
Spero vivamente che volino alto, molto alto e presto, molto presto sui loro F35.
RispondiEliminaMa non dite loro che è un progetto agonizzante e che l'F35, nonostante svariate modifiche, non è stabile.
Certo, se non sono i generali con gli F35, la colpa se nevica e i sindaci sono dei cialtroni è di Calderoli, mi sembra ovvio.
RispondiEliminaLeggendo questi commenti si parte dalla crassa ignoranza, si passa dalla stazione intermedia della demagogia più banale e si arriva in perfetto orario nel teatro di Zelig.
Zac, mentre corri ricordati di farti dare due etti di populismo tagliato fine.
ma Lorenzo se lo fa mai un manico?
RispondiEliminaMaistretu
Ascolta, lorenzo, vieni da me a sparare le tue baggianate se vuoi interloquire.
RispondiEliminaIl mio consiglio e' di passare più tempo con il tuo nuovo nipotino, invece di battere a casaccio la tastiera.
Ah, hai dei nipoti, indipercui avrai anche prodotto uno o più figli, e forse e' questa la tragedia di questo paese, gli imbelli producono prole.
"Se mai andassi all'estero e bla bla bla"
Ecco, fattelo un giretto all'estero, e comprati un viaggio di sola andata.
Cordialità
Zac
Ma chi vuole interloquire con te Zac, mica faccio l'addestratore di scimpanze.
RispondiElimina@Zac @Lorenzo
RispondiEliminaSe il "dialogo" fra voi non ritorna su binari corretti vi banno senza pietà.
Aggiornamento
RispondiEliminaGoverno: I sindaci non pagheranno l'intervento dell'esercito
L'impiego di mezzi e uomini dell'Esercito nell'emergenza maltempo non sarà più a titolo oneroso per i Comuni. Lo ha detto il presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, che ne ha avuto comunicazione dalla Prefettura di Pesaro, "informata dal Governo".
E quindi era come avevamo scritto. Se volevi i soldati te li dovevi pagare.
Alberto, se scorri i commenti vedi bene che non ho cominciato io.
RispondiEliminaRiguardo il "prezzo" dei militari, ripeto, non è una decisione o una volontà dei "generali" e non c'entra niente con lo F35, dipende tutto dalle decisioni e dagli accordi intercorsi tra i MINISTERI, che dipendono dal Presidente del Consiglio, non dallo Stato Maggiore.
E aggiungo, dopo l'articolo del Corriere a proposito delle benne per spazzare la neve dimenticate nel centro per anziani, Alemanno pensa bene di dichiarare:
RispondiElimina""Il fatto di vedere su tante prime pagine dei giornali, soprattutto del Nord, un'enfatizzazione dell'emergenza neve a Roma è francamente sospetto. Non vorrei ci fosse una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma". E' l'ultima esternazione del sindaco di Roma Alemanno.
"Mettere in cattiva luce la nostra città - ha ribadito ancora il sindaco - nel momento in cui la Capitale si appresta a candidarsi per i grandi eventi, proprio quando il premier Monti sta per decidere sulle Olimpiadi. Lo ripeto, non vorrei ci fosse l'ennesimo tentativo di infangare Roma, di dire che la città non è in grado di autogestirsi. In realtà Roma - ha concluso - ha superato l'emergenza molto prima di altri territori"."
Ma tutto questo è ovviamente colpa di Calderoli.
Alberto ma davvero? mi sembra incredibile. Ma non mi stupisco più di niente!
RispondiElimina@c.e.g
RispondiEliminaA Milano esistono ancora le liste degli spalatori. Uno si iscrive e se cade la neve ti chiamano secondo le esigenze. Si guadagnano 75 euro al giorno, o 90, in caso di lavoro notturno. Ne ho visti in giro che spalavano.
L'ultima versione delle 030, l'esercito non chiederà soldi ai Comuni, le spese sono inserite in un fondo gestito dal governo, non chiedermi qual'è, doamni lo vado a cercare.
RispondiEliminaNotte buona Alberto, io, se dovessi andare all'estero, metterei un cartellino con su scritto:
Sono Italiana non qualunquista.
ma non dovrebbero essere al servizio della Patria, ivi incluse le esigenze civili non solo belliche? - ho spalato gratis per giorni e ancora spalerò, non merito anch'io un riconoscimento monetario visto che ho pulito anche il suolo pubblico? se la differenza la fa la divisa, nell'armadio ho capi mimetici che potrebbero ben adattarsi...ggrrr e ciao
RispondiElimina