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mercoledì 17 ottobre 2012

Massimo D'Alema

Bersani e D'Alema

 La domanda è secca. Massimo D'Alema è da rottamare o no?


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Lo so, rottamare è una brutta parola riferita a un umano, ma ormai è in circolo e non trovo un corrispettivo adeguato.

25 commenti:

  1. A mio parere, sì: non foss'altro per liberare i salentini dal suo giogo.
    Sembra che lì non si muova foglia che Max non voglia...

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  2. Direi da mandare allo smaltimento, in quanto trattasi di roba pericolosa.

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  3. Altroché ha fatto più danni lui di Berlusconi ... e ho detto tutto!

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  4. Rottamare è una parola orrenda e aberrante, ma ritengo che dovrebbe essere D'Alema a capire che il momento di farsi da parte è passato da molto tempo; se ritiene di essere ancora utile al Paese, lo può essere anche in un profilo più defilato ( e anche meno retribuito), sia lui che molti altri hanno avuto un quarto di secolo a disposizione e i risultati della loro presenza politica, sono molto scarsi, allora un po' di umiltà e lasciamo venire avanti nuove idee, sperando che siano più vantaggiose per il popolo italiano e che il "nuovo" non sia ancora più ingordo di chi li ha preceduti.

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  5. Non si può chiedere a uno che è nato nel PCI, che ha fatto tutta la carriera a partire dai Pionieri fino alla Presidenza del Consiglio, di inventarsi qualcosa di nuovo e diverso.
    Prima di parlare di "rottamare" le persone bisogna discutere di quali idee si vogliono "rottamare", altrimenti è solo lotta di potere interna alla corte.

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  6. Perché non rottamarli tutti due? Buona serata.

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  7. si tutti e due, uno mi pare gia' a buon punto

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  8. Si. Ma senza rancore. E' solo perchè è ora di voltare pagina. Voltare pagina davvero.

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  9. sì, ma come per tutte vecchie auto ci vuole l'incentivo alla rottamazione. Cosa gli si potrebbe dare per incentivo? La Presidenza della repubblica. In fin dei conti Napolitano a conclusione della lunga carriera politica ci è riuscito .... L'unica differenza i baffetti ...

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  10. Rispondo con altra domanda... riusciremo a vedere qualcuno di sinistra?!?!?

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  11. da mandare via a calci in culo e con lui tutti quelli che hanno fatto si che l'Italia andasse a fondo.

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  12. Renzi è un giovane vecchio, vecchio e vuoto, perchè i vecchi possono essere saggi, pragmatici e fare tenerezza, ma qui siamo in presenza di un tentacolo insinuatosi all'interno di quell'area molto eterogenea, ma pur sempre un'area, che molto probabimente potrebbe essere maggioranza Parlamentare tra poco ed allora ecco che la colonna infame fa il suo ingresso mena e rimena e molti abboccano e sguainano le loro fragili spade, nel mentre massacriamo il re mancato, altri, i neo fascistiberlusconizzati, si apprestano a rimettersi e tavola per finire il banchetto..se è rimasto qualcosa da spolpare.
    D'Alema è persona intelligente e dovrà fare le sue valutazioni, ma che degli spiantati ne invochino la scomparsa è nausea allo stato puro.
    stiamo attenti...

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    1. La differenza tra Renzi e D'Alema è tutta qui:

      "Figlio di Tiziano Renzi, già consigliere comunale di Rignano sull'Arno tra il 1985 e il 1990 per la Democrazia Cristiana[4], inizia la sua attività politica durante gli anni del liceo[5]. Nel 1996 contribuisce alla nascita dei Comitati Prodi e si iscrive al Partito Popolare Italiano, di cui diventa, nel 1999, segretario provinciale. Nel 2001 diventa coordinatore de La Margherita fiorentina e, nel 2003, segretario provinciale."

      "A Monteverde Vecchio era iscritto ai pionieri (associazione comunista per ragazzi e ragazze fino ai 15 anni) coi figli di Giancarlo Pajetta. Quando in quel quartiere si tenne un congresso del partito, fu scelto - aveva appena nove anni - come rappresentante dei pionieri: la madre ricorda che volle scriversi da solo il discorso per poi saperlo meglio, e che fece un'ottima figura, tanto da far dire a Togliatti «Capirai, se tanto mi dà tanto questo farà strada»."

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  13. è come la differenza tra una dentiera e una sana dentatura.. essere Comunisti ti posso assicurare, caro Lorenzo, in quegli anni non era facile, forse tu non riesci a capire, per motivi strutturali, vieni da un'altra storia si sente e si vede, tanta acrimonia verso una ragione di vita, come poteva essere quella di appartenere al PCI, si spiega solo se si subisce una sana e duratura lavanda cerebrale. perciò quando si parla di storie che non si conoscono si dovrebbe avere il senso della decenza, non siamo tutti eguali, esiste un discrimine che per molti e molti anni è stata la bussola di migliaia di militanti e non. D'Alema e figlio di un grande dirigente del PCI e la sua storia non fu certo facile, non lo fu per nessuno e dimenticare questo aspetto fondamentale e come parlare della Costituzione e non sapere che questa fu scritta con il sangue di migliaia di giovani morti per avere un paese libero e democratico. non ci nascondiamo dietro a nessuno e rivendichiamo la nostra storia, con o senza D'Alema, non dimenticarlo mai!

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    1. Io non mi candido a Segretario del PD, quindi chi sono io e da dove vengo non ha nessuna rilevanza.

      Quello che voglio dire è che mentre Renzi arriva da una tradizione democristiana, D'Alema è un comunista aristocratico. Non essendo io un elettore del PD, non mi interessa. Oltre la ovvia considerazione di "sic transit gloria mundi". Perché è l'ironia della storia che un democristiano "rottami" il "figlio di un grande dirigente del PCI".

      Riguardo non capire i Comunisti, hai ragione. Ma non perché non li conosco, io vivo nei pressi di Stalingrado e ho anche parenti stretti di quelli vecchia scuola, con la foto di Lenin nel tinello. Non li capisco perché il Comunismo è semplicemente sbagliato da ogni punto di vista, sia teorico che morale che pratico. Il fatto che sia stata la "bussola" per migliaia di persone non è una cosa positiva, io invece la trovo abbastanza agghiacciante. Puoi notare come di "bussole" folli ce ne siano a bizzeffe in giro per il mondo.

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    2. E ripeto, per favore non riscrivere la storia.
      I giovani morti nelle formazioni partigiane comuniste non volevano assolutamente scrivere la Costituzione di uno stato borghese. Volevano l'esatto contrario e cioè abbattere il dominio della Borghesia per instaurare la famosa Dittatura del Proletariato, per vincere una volta per tutte la annosa Lotta di Classe.
      E come ti ho detto, il fatto che Stalin abbia ordinato al PCI di consegnare le armi e accantonare la rivoluzione, è stato ingoiato controvoglia dai comunisti dell'epoca e ha anche generato una ambiguità che non è mai stata risolta.

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    3. Ah un'ultima cosa.
      Con un po' di cattiveria ti faccio notare che i figli dei "grandi dirigenti del Partito" in Unione Sovietica erano quelli che potevano curarsi negli ospedali veri, con le medicine vere, avere una bella casa, mangiare bene e tanto, lussi vari infine fare carriera nell'apparato.
      Mentre i figli di quelli che avevano solo la "bussola" finivano a lavorare in fabbrica, fare la fila per il pane razionato e ad ammazzarsi di vodka.

      I miliardari russi di oggi, quelli che comprano le squadre di calcio e pagano le rockstar per cantare ai loro matrimoni, sono niente altro che i figli dei "grandi dirigenti del Partito" che hanno approfittato del collasso dell'Unione Sovietica per impadronirsi delle risorse dello Stato privatizzandole.

      Per cui boh, vero. Non capisco.

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  14. Che domanda che poni Alberto, non scordare che lui e UOlter L'africano, hanno fatto i funerali alla sinistra, senza vere idee chiare sulla sostituzione...infatti, siamo ancora a caccia di qualcuno che dica cose di sinistra, ma prive di retorica...voto SEL.

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  15. Ma decisamente sì e, visto che ci siamo, io rottamerei tutto il PD, Renzi in primis.
    Hanno reso la sinistra un covo di vipere dopo averla trasformata in qualunque cosa tranne che sinistra.
    Per fortuna, a mio parere, i morti sono morti altrimenti altro che rivoltamento nelle tombe dei Grandi che fecero la storia del partito.
    Saluti
    Francesca

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  16. non mi piace il termine rottamare, sottende un pensiero aggressivo

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