Pagine

lunedì 10 novembre 2008

Le mie terre di mezzo

realdo
Realdo

Ieri sono andato fuori dal mondo. Fra le mie montagne incantate e i folletti dei boschi che abitano ancora queste terre di mezzo della Liguria estrema, estrema a occidente e a mezzanotte. L'essere in mezzo non è una questione geografica, forse anche un po' questo, ma è soprattutto un luogo dello spirito evanescente, dell'essere sospesi, e non sai bene nemmeno tu fra chi e che cosa.

Ma visto che le terre sono sospese e appese ti trovi a casa tua. Ho risentito il fremito delle gocce grondanti dal cielo indecise se donarsi all'Adriatico o al Ligure di mare, ché queste creste di montagne spartiscono l'acqua di qua e di là dell'Italia. E mentre cade e fa il corso suo tu la guardi e fluttui in queste nebbie che una volta diradate forse ti faranno vedere il cammino. Che queste terre rimangano incontaminate. E che i turisti se ne rimangano tranquilli pasciuti e inebetiti sotto gli ombrelloni di una spiaggia finta nello skyline artefatto dei cementificatori. Della vera Liguria ci rimane ormai solo questo, e ce la teniamo stretta.

gerbonte
saccarello

Grazie Miki per i fantastici sugeli che ci hai fatto. Una volta o l'altra parlerò della cucina "bianca" di queste terre.

sugeli
dalla casa della cugina miki

sabato 8 novembre 2008

Antichi statuti di Apricale

statuti di apricale
statuti di apricale

Questa mattina ero nel Castello della Lucertola di Apricale (IM) a fotografare gli antichi statuti. Fa un certo effetto toccare queste fragili pergamene di mille anni fa su cui misero le mani anche i tuoi antenati per apporvi delle firme. E sì, perché in quel periodo il mio paesello faceva comunità unica con Apricale.

Fra questi documenti l'amica Leandra, paleografa, che ha il fiuto di non so quale razza di cani, scoprì dei canti antichi che furono poi cantati in questa occasione.

Ne ho anche approfittato per aggiungere una nuvola alla mia collezione.

statuti di apricale
Apricale

venerdì 7 novembre 2008

Dal treno...

nuvole sul mare di liguria

Dal treno in corsa, tra una pagina e l'altra di Everyman, che ho finito di leggere a Sanremo, ho scattato queste foto. Purtroppo le più belle erano rovinate dal riflesso del finestrino. Altri cieli di Liguria QUI. Domenica, se tutto procede da programma, andrò nelle "mie" "Terre di mezzo".

nuvole sul mare di liguria

Technorati Tags: , ,

giovedì 6 novembre 2008

Che in parlamento leggano il mio blog?

In questo post avevo lanciato un'idea per porre fine a quella vergogna dei parlamentari pianisti. Si trattava di inserire dentro i pulsanti del voto un lettore di impronte digitali. Era un metodo semplice e anche economico. Poco fa l'amico Fausto mi ha segnalato questo articolo del Corriere dove si dice che la mia idea verrà messa in pratica dal mese di febbraio. Cosa faccio, chiedo i diritti d'autore?

mercoledì 5 novembre 2008

Fascisti e poesia

ezra poundLunedì notte un manipolo di fascisti ha fatto irruzione nella sede Rai di via Teulada a Roma per protestare contro la trasmissione "Chi l'ha visto?" che aveva mandato in onda le facce dei loro camerati.

Non vado nel merito dei fatti, ma mi soffermo a considerare che gli autori del blitz, che si sono anche autoimmortalati in un video inserito prontamente su youtube, fanno tutti parte di un centro sociale che sia chiama Casa Pound, dedicato dunque ad Ezra Pound.

Non mi sono mai potuto capacitare come uno dei più grandi poeti del Novecento possa essere stato intimamente fascista. Ed è una cosa che è al di fuori di ogni mia portata comprensiva.

La poesia. Essenza dell'anima che si esprime attraverso parole il cui significato diventa musica. Cosa ci possa entrare col fascismo dovete spiegarmelo voi.

Technorati Tags: , ,

martedì 4 novembre 2008

I ragazzi del '99

Milano - via Ragazzi del '99
Milano, via Ragazzi del '99

Oggi è l'anniversario della vittoria, e palate di retorica serviranno a nascondere quello che veramente fu la prima guerra mondiale.

Non si parlerà dei nostri fanti imbottiti di grappa e mandati al macello negli assalti alla baionetta, non si parlerà delle decimazioni (vedi il video), non si parlerà delle autoamputazioni per essere mandati nelle retrovie, non si parlerà della miriade di disertori.

E non si parlerà nemmeno dei Ragazzi del '99, mandati a morire al fronte a soli diciassette anni.

Si tacerà che quella vittoria che ci costò seicentomila morti portò a casa una marea di reduci disoccupati e sbandati che generarono il terreno fertile per la nascita del fascismo.

E si avrà vergogna di dire, per cattiva coscienza, che questo Stato aspettò che i combattenti di quella guerra fossero ormai quasi tutti morti per assegnare loro un, ancorché misero, vitalizio.

Solo retorica, miltari e politici a mistificare quella tragedia italiana. Altroché vittoria.

Chi non l'ha ancora visto si veda Uomini contro di Francesco Rosi.

Soldati italiani in una trincea della prima guerra mondiale
Soldati italiani in una trincea della prima guerra mondiale.

La decimazione da "Uomini contro"


lunedì 3 novembre 2008

Recidere il cordone ombelicale

studenti

Ho sentito e letto in questi giorni, a riguardo del movimento degli studenti, paragoni col Sessantotto. Delle attinenze, a sproposito, e delle differenze, a proposito.

Chi ha vissuto quegli anni, e anche chi si è bene informato, intanto sa che quel movimento qui in Italia nasceva sull'onda lunga delle rivolte di Berkeley e del Maggio parigino, e quindi era un incendio che divampava al di là e al di qua dell'Atlantico, e non solo ristretto alle reazioni a una legge di una ministrucola di un governo ottuso.

Ma la differenza, per me enorme, è che allora fu una rivolta di una generazione di giovani che si stava inventando forme nuove e originali di espressione (parole, musica, giornali, letteratura, teatro, cinema, satira, modi di vita) in netto contrasto con la cultura imperante rappresentata dalle generazioni più anziane che erano completamente spiazzate e non riuscivano a capire quel magma che ribolliva, a cominciare dai partiti, destra e sinistra.

Chi allora aveva superato la trentina raramente veniva ammesso nelle assemblee, e del resto nemmeno si presentava, perché difficilmente avrebbe avuto cose da dire. E di fischi ne sentii parecchi indirizzati a qualche professore "democratico", che aveva letto il suo pistolotto, come per avere dialogo, non accorgendosi che il suo linguaggio era ormai irrimediabilmente datato e di fatto ormai svuotato di ogni contenuto.

Sarebbe bello che questo movimento riuscisse a creare un bel fertile cortocircuito che desse fuoco a tutto il vecchiume che si è accumulato da quell'ultimo incendio, che desse fuoco alla maniera attuale di fare i giornali e la televisione, che desse fuoco alle burocrazie dei partiti e alla burocrazia tout court, che desse fuoco... continuate voi.

Ma ho i miei dubbi che tutto ciò avvenga. Poco tempo fa parlavo con Luca, un mio amico sulla trentina, e gli dicevo che mai e poi mai gli avrei detto che la mia generazione era stata migliore della loro per il fatto che questo discorso me l'avevano già fatto quelli più vecchi di me ma questo glielo dovevo pur dire, che non avevano avuto la forza, la volontà, il coraggio, fate voi, di ribellarsi ai propri padri e la risposta fu disarmante, senza possibilità di replica «E a cosa ci saremmo dovuti ribellare che ci hanno sempre dato tutto quello che abbiamo voluto, e ci hanno lasciato fare tutto quello che avevamo in testa».

sabato 1 novembre 2008

E poi dicono che a Milano non c'è verde

milano verde

Questa mattina passavo in corso di Porta Romana e in una via laterale, via Vaina, mi è apparsa come in una visione questa casa a cui le foto non rendono per niente merito. E sì che da lassù qualcuno ha pensato a me, perché, mentre stavo scattando, il cielo, piovoso in questi giorni, si è aperto e mi ha donato un po' di luce. Grazie, non so a chi, ma grazie.

Un uomo affacciato da un palazzo al primo piano «Bello spettacolo, vero? Venga a vedere questa vite del Canada quando prende i colori dell'autunno e farà delle foto ancora più belle» «Verrò, verrò, ne può star certo» e intanto un altro uomo che stava entrando in un portone e che aveva sentito «Da casa mia si vede ancora meglio, se ritorna mi citofoni, e la faccio salire».

Sarà che oggi è festa che la gente, in questa metropoli tante volte chiusa in se stessa, è più disponibile verso gli altri?

milano verde