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giovedì 26 gennaio 2012

Emilio Fede, dal Tg4 al Senato?



Ormai è notizia certa. Le trattative fra Mediaset ed Emilio Fede per la sua uscita in maniera consensuale dal Tg4 (e mi piacerebbe tanto conoscere il profilo del telespettatore tipo di quel tigì) sono a buon punto. Era circolata voce che il giornalista (giornalista?) avrebbe chiesto una liquidazione di otto milioni di euro, ma lui, per quel che può valere, ha smentito.

Se ora pensate e anche sperate che alla verde età di anni 81 sia scoccata per l'Emilio l'ora di ritirarsi a vita privata e coltivare dalie forse vi siete sbagliati. «Mi piacerebbe fare un’esperienza in Parlamento, magari insieme a mia moglie che è già senatrice» ha dichiarato due giorni fa in un’intervista alla Zanzara su Radio 24. E vorreste voi essere così crudeli da impedirgli il ricongiungimento familiare?

Non c'è molto da ridere. Dopo che la Consulta ha buttato alle ortiche il milione e 200mila firme di cittadini che volevano un referendum contro la porcata che è l'attuale legge elettorale tutto è possibile. Pure che Fede pretenda di barattare la sua poltrona di direttore con uno scranno a Palazzo Madama. E che il baratto vada a buon fine.

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mercoledì 25 gennaio 2012

Le relazioni online

Le relazioni online sono come le relazioni offline: poche sono profonde, moltissime sono superficiali, altrettante sono opportunistiche, di maniera o false.

È questo il terzo punto dei dodici di questo post che mi ha dato da pensare e che mi trova, dopo averci pensato, sostanzialmente d'accordo.

Vi consiglio di andare a vedere anche gli altri punti, che di carne al fuoco ce n'è, e poi se volete dite la vostra.

lunedì 23 gennaio 2012

Manifestazione della Lega, a Maroni viene tappata la bocca






Grande manifestazione della Lega ieri a Milano. L'ho seguita tutta, da largo Cairoli a piazza Duomo, per cercare di capire che aria tirasse tra quelle fila. Quasi per scongiurare quello che poi è successo molti cartelli con la foto di Maroni e Bossi in apparente concordia (come quello nell'immagine qui sopra) che più che concordia è tregua armata bella e buona.

Ma poi è successo quello che doveva succedere. Bossi fischiato, ed è la prima volta che succede, per aver impedito a Maroni di prendere la parola dal palco. Che il numero due di un partito debba rimanere muto, come per castigo, in occasione di una manifestazione nazionale è la prova della trasparente democrazia praticata in quella organizzazione.

E allora mi chiedo cosa avranno pensato di questo fatto i leghisti, soprattutto quelli che avevano portato in processione i suddetti cartelli. Qualche spiritoso ha già sfornato la battuta che il Carroccio è passato dalla lotta per la secessione alla lotta per la successione.

Comincia la settimana e il lunedì è sempre un po' duro, quindi prendiamolo con un po' di leggerezza guardando il signore della foto sotto con quell'originale orpello sul naso. Sapete che non ho ben capito se era un fan del Senatùr o un infiltrato che si era conciato così per prenderlo per il culo. Secondo voi?



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venerdì 20 gennaio 2012

"Sul concetto di volto nel figlio di Dio" contestato




Quello che a ottobre era già successo a Parigi davanti al Theatre de la Ville si ripeterà di sicuro, e in maniera ben più eclatante, martedì prossimo qui a Milano davanti al Teatro Parenti: i nuovi crociati dell'integralismo cattolico a manifestare contro lo spettacolo "Sul concetto di volto del figlio di Dio" di Romeo Castellucci.

Si annunciano pubblici rosari, veglie di preghiera e messe di riparazione. Ieri è intervenuta addirittura la Santa Sede che per mezzo della Segreteria di Stato ha condannato formalmente la pièce teatrale. Per fortuna non ci sono più i roghi, ché in quel caso i papalini non esiterebbero a gettare tra le fiamme autore regista attori e spettatori tutti.

Non vado nel merito della rappresentazione perché non l'ho vista, ma vi sembra che nel secondo decennio del primo secolo del terzo millennio si ripresentino, qui in Occidente, questi rigurgiti di intolleranza contro la libera espressione? E che il Vaticano, per l'ennesima volta, metta becco negli affari nostri? E ancora. Perché il papa se n'è rimasto zitto zitto quando "Sul concetto di volto nel figlio di Dio" è stato rappresentato a Mosca, a Oslo, ad Atene, a Londra, a Parigi, anche nella cattolicissima Polonia e si sveglia solo adesso che lo spettacolo è arrivato in Italia?

"Sul concetto di volto nel figlio di Dio" parla di un padre vecchio e incontinente accudito dal figlio che deve pulirlo dalle feci. A far da fondale una gigantografia del Cristo rinascimentale di Antonello da Messina. La pièce dura 50 minuti. Due gli attori in scena, Gianni Plazzi (il padre) e Sergio Scarlatella (il figlio). Da un anno e mezzo gira in tutta Europa.




giovedì 19 gennaio 2012

Milano, cittadinanza onoraria a Saviano. La Lega contraria diserta la cerimonia



Ieri pomeriggio nella sala Alessi di palazzo Marino è stata conferita la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. Gente nota e semplici cittadini assiepati in quello spazio si sono stretti con affetto allo scrittore.

Assenti, perché contrari a questa onorificenza, buona parte dei politici del Pdl e la Lega tutta, compatta in questa occasione come una falange macedone.

Eh sì che questa cittadinanza a Saviano era stata decisa a larghissima maggioranza il 6 maggio del 2010 sotto l'amministrazione Moratti. E in quella occasione sia il Pdl che il Carroccio avevano votato a favore.

Cosa è successo da allora? Forse le dichiarazioni di Saviano sulle infiltrazioni della mafia e della 'ndrangheta al Nord? Confermate poi da sventagliate di inchieste della magistratura che hanno portato alla luce le zone "grigie", frequentate in un andirivieni confuso da criminali e politici. Dichiarazioni che avevano mandato in bestia i leghisti, da Maroni in giù. Tutti a difendere un Nord incontaminato, mica quella feccia del Sud.

E allora mi chiedo quali mai interessi sotterranei la Lega voglia difendere con questa (apparente) politica dello struzzo.

mercoledì 18 gennaio 2012

Ma di cosa vanno cianciando?

Pagina a pagamento apparsa oggi sui principali quotidiani nazionali

Riporto il testo

Natale 2012. Massimo, 43 anni, è in vacanza con la famiglia. La giornata sugli sci è finita. A cena un piccolo fastidio a un dente che diventa subito più forte. Un dolore insopportabile. Ma la farmacia del paese non esiste più. Sulla serranda un cartello "CHIUSO PER LIBERALIZZAZIONI". Prende la macchina, iniziano le curve, ma di paese in paese nessuna croce verde lampeggiante. E' passato solo un anno e hanno chiuso tutte. "Vacanze rovinate! Non ci voleva molto a capirlo, con le licenze libere chi vuoi che apra in questi paesini di montagna? Finché stai in città non ci pensi, ma quando capita a te..."


Ora al mio paesello, seicento e rotte anime, c'è una farmacia; più su, sette chilometri, a Pigna, novecento abitanti, ce n'è un'altra; più giù, quattro chilometri, a Dolceacqua, che di abitanti ne ha un po' di più di duemila, ce n'è un'altra ancora. Tutte classificate come farmacie rurali secondo la legge n. 221 dell'8 marzo 1968. Tutte fiorenti e vegete, e ai loro titolari (ciao Lida, ciao Barbara) non passa nemmeno di sfioro il pensiero di chiuderle.

Ma questi qui di cosa vanno cianciando?


lunedì 16 gennaio 2012

"Stop ai colossi del mare in aree pregiate"

Sotto l'onda delle emozioni suscitate da una tragedia del mare ancora calda il ministro dell'Ambiente Clini dichiara: "Stop ai colossi del mare in aree pregiate del Paese".

Sono specialisti i nostri governanti a fare dichiarazioni di intenti a cui nella maggior parte dei casi non seguirà alcuna decisione operativa. Spenti i riflettori sull'argomento chi si ricorda più?

E così ripubblico tale e quale, foto compresa, questo post del 22 gennaio 2008.

Venezia invasa dalle meganavi


La foto è stata scattata dal ponte dell'Accademia, a sinistra l'imbarcadero di Santa Maria del Giglio

Il sogno delle grandi agenzie turistiche internazionali è quello di far sbarcare direttamente i loro clienti sotto il campanile di piazza San Marco. Spesso, troppo spesso, questo sogno si avvera e le enormi navi da crociera hanno il via libera per attraversare il canale della Giudecca verso La Salute, San Marco e poi per il canale dei petroli. Quattro anni fa a causa della nebbia una nave si era incagliata addirittura davanti a palazzo Ducale.

Adesso una mostra fotografica itinerante denuncia questa situazione insostenibile da parte di una città che si regge su un equilibrio sempre più precario. Organizzata dall'associazione "Amici di Venezia" assieme alle associazioni ambientaliste e alle organizzazioni storiche dei gondolieri, queste immagini quasi surreali dovrebbero far pensare tutti noi, perché forse sono l'emblema di questa bella Italia (ancora bella per quanto?) che per quattro soldi, maledetti e subito, con miopia assoluta, non riesce e non vuole conservare il preziosissimo esistente.


sabato 14 gennaio 2012

Pierluigi Cappello

Piove

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell'ora
indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
di matita
da me a te né dopo né dove, amore,
nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l'albero è capovolto, la radice è nell’aria.




Mattino

Ho un acero, fuori casa, e tutto è lontano qualche volta
tutto passa nelle cose senza contorno
ho un acero misterioso come una città sommersa
e guardare diventa le sue foglie, l’ombra premuta
metà sulla strada metà nel giardino
la luce di ciascun giorno
dove le voci si appuntano e si disperdono.
Siamo l’acqua versata sulle pietre dei morti
sul filo teso tra la preghiera e il canto
siamo la neve dentro le cose
l’occhio cui tutto allucina, tutto separa
e vivere è un minuscolo posto nel mondo
dove stare in giardino.




Una rosa

Che cos'è quella rosa sul tavolo
ferma nella sua freschezza come un lago alpino
alta nel suo silenzio più del fragore
dei quotidiani affastellati lì accanto
più del disordine dei notiziari,
la concitazione delle chiavi di casa.
Che cos'è questa parola verdeggiante d'amore
se non il suolo dove lasciarsi cadere
la penombra di un bosco da attraversare
e la mano che si apre e prende la mia
e mi conduce a me.



Pierluigi Cappello
Gemona del Friuli 1967




È uno dei più grandi poeti italiani contemporanei. Nel 2006 ha vinto il Premio Bagutta (con "Assetto di volo") e nel 2010 il Viareggio Repaci (con "Mandate a dire all'imperatore"), e la sua è una storia dolorosa, la storia di un uomo che ha bisogno d'aiuto.

Appello per la concessione a Pierluigi Cappello dei benefici della Legge Bacchelli
Friulano di Gemona, 44 anni, Cappello versa in condizioni di estrema indigenza ed è paralizzato su una sedia a rotelle dal 1983: aveva 16 anni, era un brillante centometrista, sognava di fare l'aviatore, quando un amico gli diede un passaggio in moto. Ebbero un incidente, l'amico morì sul colpo e Pierluigi iniziò un calvario di interventi chirurgici, rieducazioni e fisioterapia, un percorso che gli ha permesso di continuare a vivere ma gli ha provocato un'estrema fragilità fisica. Da tempo ha bisogno di assistenza 24 ore su 24, e l'assistenza costa.

Fino al mese scorso, Pierluigi Cappello ha vissuto in un prefabbricato del terremoto a Tricesimo, nei pressi di Udine, una baracca donata nel 1976 dall'Austria al Friuli, una catapecchia abbandonata prima di Natale perché ormai inabitabile e infestata dai topi. Oggi Pierluigi vive con la madre in un minuscolo appartamento dove non esiste neppure il collegamento a Internet, essenziale per una persona isolata dal resto del mondo, per un intellettuale che può comunicare - poesie a parte - solo grazie alla Rete e al telefono.

Tutti i suoi libri sono rimasti negli scatoloni, il letto è in realtà un piccolo divano, l'assistenza a domicilio è un peso insostenibile per chi non ha alcun tipo di reddito, ma solo un'esigua piccola pensione di invalidità.

La situazione di Cappello ha spinto la Regione Friuli Venezia Giulia a chiedere la concessione dei benefici della Legge Bacchelli, la quale prevede un piccolo vitalizio per gli artisti di chiara fama che versino in condizioni disagiate.

L'appello è stato raccolto e sottoscritto dalle Università di Siena, Firenze, Udine, Roma Tre e dall'Accademia della Crusca, oltre che da migliaia di privati cittadini e intellettuali. Anche Facebook e Twitter si sono mobilitati per aiutare Pierluigi Cappello, e la stessa cosa intende fare Repubblica.it.

Tra le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno beneficiato del vitalizio, la scrittrice Anna Maria Ortese, Gavino Ledda, la poetessa Alda Merini, i cantanti Umberto Bindi, Ernesto Bonino e Joe Sentieri, le attrici Alida Valli e Tina Lattanzi, il pugile Duilio Loi, l'attore Salvo Randone. Della legge hanno goduto anche la prima annunciatrice della Rai, Fulvia Colombo, l'eroe di guerra Giorgio Perlasca e il poeta di Andreis, in provincia di Pordenone, Federico Tavan, per il quale proprio Cappello si è dato tanto da fare.

I benefici della Legge Bacchelli vengono concessi, dopo un complesso e a volte lungo iter burocratico, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la controfirma del Presidente della Repubblica: il nostro invito, dunque, è rivolto direttamente al professor Mario Monti e al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

A Pierluigi Cappello, in fondo, basta poco: il minimo per sopravvivere e continuare a comporre versi, donando a tutti le sue parole trasparenti, delicate e forti, scritte nella bellissima lingua friulana e in italiano. Triste e povero è un paese che dimentica i poeti, e ancor più triste se è insensibile al dolore di chi, in silenzio e con enorme dignità, nella sofferenza chiede aiuto.
da repubblica

Si può aderire inviando una email all’indirizzo istituzionale del presidente del Consiglio regionale, Maurizio Franz (presidente.consiglio@regione.fvg.it). Crescono di giorno in giorno anche le adesioni alla pagina Facebook per l’Assegnazione dei benefici della legge Bacchelli a Pierluigi Cappello.