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venerdì 4 febbraio 2011

Il "non parere"

Vignetta di Altan su Bossi e Berlusconi
Ieri la Commissione Bicamerale che doveva dare il via libera al decreto sul federalismo fiscale dei comuni voluto dalla Lega, che di fatto aumenta le tasse, ha avuto come esito un pari e patta: 15 voti favorevoli contro 15 contrari. Secondo il regolamento il testo avrebbe dovuto essere respinto.

Ma queste fottute canaglie con un trucco lessicale, peggio dei bizantinismi gesuitici della tanto vituperata DC, hanno trovato l'uscita di sicurezza per evitare gli sfracelli che minacciava Bossi in caso di bocciatura.

Hanno detto che in pratica la Commissione ha espresso un "non parere", né un no né un sì, né un bianco né un nero, e quindi il testo può essere reiterato. Poi se la vedrà, lassù sul colle, mister Napolitano, dove si spera che chiuda il sipario a questo sempre più scalcinato teatrino.

Bossi, che abbaiava e che sembrava dovesse mordere, non abbaia più calmato con questa polpetta di carne avariata, e in quanto a mordere dà tutta l'impressione di essere invece un cane bastonato che si aspetta altre bastonature.

La base della Lega su Radio Padania, che ha fatto ieri due ore di microfono aperto sulla vicenda, è insorta. E non solo la base. Se ne sono sentite di tutti i colori. Riferisco solo quello che ha detto Alessandro di Milano «Con Berlusconi in carica nessuna riforma federale è possibile. Bisogna rottamarlo, prima che rottamino noi».

Aggiornamento 15.21
Come mi avvisano i miei solerti lettori Marco e dalle8alle5 mister Napolitano ha detto che non firma. Adesso aspetto Bossi che farà scendere in piazza i suoi dieci milioni di padani armati. Ve li ricordate?

Ciao Maria

Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi

Ciao Maria.
[*]

Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi

mercoledì 2 febbraio 2011

Cose spiacevoli succedono in questo blog

Sono stato in viaggio tutto il giorno. Arrivato a casa metto in evidenza i fatti che si sono svolti nel post del Captcha. E, ne sono più che convinto, tutto è nato per un fraintendimento che spero vivamente possa essere chiarito.

Scriveva ieri Daniele Verzetti il Rockpoeta in un commento
Tranquillo Alberto io le offese violente e gratuite non le uso. Semplicemente non verrò più da te e ti cancellerò dai link.

Quegli insulti violenti e gratuiti pensavo che li avresti cancellati A quanto pare qui da te chiunque può insultare altri e vedere il suo commento tranquillamente lasciato stare

Ne prendo atto, non é la mia filosofia
Evita anche tu di venire da me e cancellami pure dai tuoi link.
Grazie
Daniele Verzetti il Rockpoeta


ed io avevo risposto
No Daniele, io non ti cancello, e continuerò a leggerti, e se ho qualcosa da dire a commentare. Spero sia un temporale che poi passa e ritorna il sereno.


Tutto aveva avuto inizio da un commento di Talksina che aveva innescato un flame in cui era intervenuto un anonimo che aveva insultato ripetutamente Daniele. Forse avrei dovuto bannarlo, ma ormai è troppo tardi. E poi ieri sera ho avuto anche problemi di linea come succede sempre più spesso quando sono al paesello con la chiavetta, ma non la prendo come scusante. I commenti adesso rimangono lì, a futura memoria.

C'è però una cosa che voglio dire, che indirettamente c'entra con la vicenda. Almeno tre volte su questo blog qualcuno o qualcuna (chi può dirlo?) ha cercato di farmi cadere nella trappola provocandomi. In situazioni del genere basta una risposta, di qualunque tipo sia, e si innesca l'incendio. In tutti e tre i casi devo anche ringraziare i miei lettori che non sono caduti nel tranello e nessuno ha cagato il provocatore che si era intrufolato per creare la rissa. Non prenderli in considerazione, ma proprio per niente, è l'unico metodo per farli ritirare con la coda fra le gambe.

Mi piacerebbe che deste un'occhiata ai commenti che hanno generato tutto ciò e sapere come voi vi sareste comportati. Eh sì, perché Licia e Luce dicono che questi commenti dovrei toglierli, e Lara invece mi ringrazia perché li ho lasciati.

Intanto vedo che Blindsight (Laura Raffaeli), da quella donna tosta che è, ha riportato la discussione su binari civili.

Inutile dire che l'anonimo, che tale rimane anche se si dà un qualunque nickname, verrà bannato senza indugio. Se vuole essere preso in considerazione si deve registrare, e anche registrato sarà bannato comunque se urla e offende.

lunedì 31 gennaio 2011

Paesaggio


Paesaggio ligure numero 34. Scattata dieci minuti fa. E per essere l'ultimo giorno della merla non fa freddo, ma proprio per niente.


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sabato 29 gennaio 2011

Neologismi che non lo sono

Quando ho letto il termine ho pensato che fosse una parola nuova di conio ed entrata fresca fresca nel vocabolario italiano. A dirla tutta m'è venuta anche una mezza idea che chi l'aveva scritta se l'era inventata di sana pianta perché gli suonava bene. Così sono andato a vedere sullo Zingarelli. Niente, non c'era, ma quel dizionario che ho è di sei anni fa. Per fortuna l'onnipotente Google m'è venuto in aiuto e ho visto che esiste.

La parola è "esfiltrare" e l'ha adoperata Giuseppe D'Avanzo su Repubblica per indicare un'azione del premier in una delle tante scene sotto il torchio dei PM in questi giorni.

Mi sapreste dire a quale azione si riferisce?

Aggiunta, domenica, ore 23.50
Questo aveva scritto D'Avanzo:
"Le telefonate che aveva fatto il premier alla questura di Milano per esfiltrare Ruby" dalle grinfie della polizia.

Complimenti Zicin, sei l'unica ad aver risposto esattamente.


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venerdì 28 gennaio 2011

Ferrara, della serie come tento di rigirare la frittata

"Non è un problema di pubblica moralità. Nel 1968 ci siamo storicamente liberati del «comune senso del pudore», categoria arcigna e censoria dell’Italia anni Cinquanta, e ne lasciamo volentieri gli avanzi ai pm politicizzati e a quella parte della sinistra azionista, incarognita con la bella Italia alle vongole, che li segue triste e avvilita"
Da il foglio di ieri

Il Ferrara, lecchino "intelligente", si arrampica su specchi viscidi per giustificare il postribolo a piovra (puttane, caro Ferrara, puttane, non amore libero che è ben altra cosa) del suo principale.

Lingue biforcute siete, dopo tutta la merda che avete sparso sul Sessantotto e di cui adesso a sproposito vi servite, lingue in sostanza, nel vostro piccolo, negazioniste. Perché travisate, sapendo di travisare, quell'irripetibile periodo storico. Mercenari siete, della penna e di altro. E quando l'incantatore di serpenti non vi incanterà più, domani massimo dopo, vi voglio proprio vedere.

citazione da il foglio presa da Malvino via Luca

giovedì 27 gennaio 2011

Oggi giornata della memoria. Treno dei deportati, Borgo San Dalmazzo (CN)


Borgo San Dalmazzo (CN). Memoriale della deportazione. Sul pavimento sono visibili tutti i nomi dei deportati morti nei campi di sterminio. Mentre i nomi che vedete scritti con le grandi lettere metalliche sono quelli dei pochissimi sopravvissuti.
In alto e in basso i vagoni merci su cui vennero imbarcati gli ebrei.

Il 21 novembre 1943, su questo piazzale vennero ammassate 329 persone, uomini, donne, bambini, che fatti salire sui vagoni merci, furono condotti prima al campo di Drancy presso Parigi e poi ad Auschwitz, dove 311 di loro furono uccisi. Erano ebrei stranieri, in fuga dalla Francia, rinchiusi da due mesi nel campo di concentramento allestito poco lontano.

Il 15 febbraio 1944, altri 26 ebrei furono deportati da questa stazione, diretti a Fossoli di Carpi, da dove sarebbero poi stati inviati ad Auschwitz o Buchenwald. Soltanto due di loro sopravvissero. I nomi di queste persone stanno, tutti in fila come allora, su questo piazzale che li vide partire per l'ultimo viaggio dopo anni di persecuzioni, violenze, umiliazioni. Il nome di chi è tornato è in piedi, a testimoniare la forza di interpellare i passanti e i visitatori con una testimonianza vivente. I nomi sono accostati tra loro a seconda i legami familiari perché fu così che partirono sui vagoni, stretti l'uno all'altro nel tentativo di rassicurarsi al momento di affrontare ancora una volta l'ignoto.

Ogni nome è una rete di legami che è stata lacerata. Di ognuno sono indicati l'età e la provenienza per raccontare quante vite si sono incontrate a Borgo, sospinte da una persecuzione senza confini che l'Europa dell'epoca non seppe e non volle impedire e quanti progetti di vita, molti appena iniziati, sono stati spezzati. Ogni nome è una speranza troncata. Tu che leggi avvicinati. Quei segni di silenzio e di assenza ti diranno quanto male può provocare l'uomo, quando accetta che i diritti di un altro siano inferiori ai suoi.

Testo della targa posta nel piazzale



L'anno scorso in questa occasione parlai del famigerato albergo Regina a Milano, due anni fa misi in evidenza le problematiche dell'attuale Stato di Israele, e nel 2008 pubblicai la toccante storia di due bambini ebrei tenuti nascosti dall'intera popolazione di un paesino ligure di montagna.




Così per la cronaca, ho scattato le foto questo autunno durante il viaggio di ritorno verso la Liguria proveniente da queste terre.


mercoledì 26 gennaio 2011

Il premier, il postribolo, la Costituzione, lo psichiatra



Pubblico il video dove si sente la telefonata di Berlusconi a Gad Lerner durante la trasmissione L'infedele. Molto probabilmente l'avete già visto o addirittura avete assistito alla scena in diretta. Ne hanno parlato un po' tutti.

La domanda è semplice semplice. Esiste forse una norma nella nostra Costituzione che prevede la rimozione del premier per manifesta incapacità di intendere e di volere? Perché mi piacerebbe tanto sentire la diagnosi di uno psichiatra dopo aver analizzato il profluvio di parole sgangherate che il Cavaliere ha rovesciato l'altra sera nell'etere e rimbalzate in quello studio. Mi piacerebbe tanto.

E sia ben chiaro, io sono un seguace di Franco Basaglia e quindi lungi da me l'idea di infilargli la camicia di forza.


grazie Franco