Ieri la Commissione Bicamerale che doveva dare il via libera al decreto sul federalismo fiscale dei comuni voluto dalla Lega, che di fatto aumenta le tasse, ha avuto come esito un pari e patta: 15 voti favorevoli contro 15 contrari. Secondo il regolamento il testo avrebbe dovuto essere respinto.
Ma queste fottute canaglie con un trucco lessicale, peggio dei bizantinismi gesuitici della tanto vituperata DC, hanno trovato l'uscita di sicurezza per evitare gli sfracelli che minacciava Bossi in caso di bocciatura.
Hanno detto che in pratica la Commissione ha espresso un "non parere", né un no né un sì, né un bianco né un nero, e quindi il testo può essere reiterato. Poi se la vedrà, lassù sul colle, mister Napolitano, dove si spera che chiuda il sipario a questo sempre più scalcinato teatrino.
Bossi, che abbaiava e che sembrava dovesse mordere, non abbaia più calmato con questa polpetta di carne avariata, e in quanto a mordere dà tutta l'impressione di essere invece un cane bastonato che si aspetta altre bastonature.
La base della Lega su Radio Padania, che ha fatto ieri due ore di microfono aperto sulla vicenda, è insorta. E non solo la base. Se ne sono sentite di tutti i colori. Riferisco solo quello che ha detto Alessandro di Milano «Con Berlusconi in carica nessuna riforma federale è possibile. Bisogna rottamarlo, prima che rottamino noi».
Aggiornamento 15.21
Come mi avvisano i miei solerti lettori Marco e dalle8alle5 mister Napolitano ha detto che non firma. Adesso aspetto Bossi che farà scendere in piazza i suoi dieci milioni di padani armati. Ve li ricordate?
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