Pagine

giovedì 10 novembre 2011

Disorientamento



Disorientamento. È lo stato d'animo mio di questi tempi. Restringo, di questi giorni.

Disorientamento di fronte alla politica, quella italiana in luogo primissimo. Ma anche disorientamento più generale, di fronte al mondo il cui orizzonte non appare più per quel che è, mascherato da nebbie opache e impenetrabili.

Non maleditemi voi che nutrite certezze inossidabili se dopo aver guardato qualche secondo l'immagine vi siete resi conto che tanto inossidabili non sono.

E in quanto a voi che siete disorientati come me pongo la domanda: quando potremo riavere in mano una bussola che funzioni? Di più, potremo riaverla ancora?

29 commenti:

  1. Proprio oggi pensavo la stessa cosa...
    Non so assolutamente cosa sperare: se nuove elezioni, se un governo tecnico, o chi eventualmente votare.

    La situazione è estremamente complessa perchè non è solo un problema di mandar avanti un Paese, ma è un problema di non farci stritolare da un sistema finanziario feroce ed assolutamente fuori controllo.

    Rendiamoci conto che siamo in guerra. Non una guerra tradizionale ma una guerra economica in cui entità tipo Goldman Sachs (per dirne una) non esitano a muovere enormi masse finanziarie e ad usare complessi strumenti finanziari in maniere assolutamente antietiche per affogare Paesi politicamente più deboli come la Grecia o, ora, l'Italia. Ma in futuro potrebbe essere qualsiasi altro Paese (ovviamente che sia economicamente interessante).

    Io vedo un futuro molto incerto e turbolento con tanta gente che si ritroverà in miseria.

    RispondiElimina
  2. Una Lunga vita la mia a lottare per la terra,riforma agraria; poi per il salario, difesa della salute in fabbrica,per il sociale in genere; per la democrazia ecc.
    50 anni di lotte,scioperi, manifestazioni e ora a settantasei anni vedo bruciare in poco tempo tutti i sacrifici fatti da milioni di lavoratori come me. Altro chè se sono disorientato.

    RispondiElimina
  3. Non credo avremo mai più una bussola su cui orientarci.
    Se sia un bene o un male, lo potranno dire solo le generazioni future.
    Personalmente, continuo a cercare di capire, sapere, imparare e "resistere". Però mi sento un po' dinosauro.

    RispondiElimina
  4. Dipende dalla definizione di "disorientato". O meglio, dipende dove cerchi i punti di riferimento.

    Il problema che abbiamo in Italia secondo me è che tutti hanno come punto di riferimento se stessi, che si traduce nel "successo" da raggiungere camminando sugli altri o dando via il culo quando serve. Questo in sostanza è il motivo per cui non si riesce a combinare nulla quando dobbiamo lavorare insieme.

    E nota bene che questa impostazione non è stata messa in discussione dalle ideologie e dai partiti. Semplicemente le organizzazioni FACILITAVANO il successo a quelli abbastanza furbi e privi di scrupoli da approfittarne.

    Le cose che stanno succedendo adesso non sono un evento accidentale, sono gli esiti di meccanismi in moto da decenni. E qualcuno ci guadagna sempre.

    Come quando crolla la borsa, chi vende allo scoperto guadagna un sacco.

    RispondiElimina
  5. Ah, la debolezza dell'Italia non è politica, è strutturale. Ripeto sempre, siamo una Nazione divisa in 20 Regioni e di queste solo 4 o 5 versano allo Stato più risorse di quante ne ricevono. Significa che le altre 15 o 16 regioni vivono "parassitando" quelle 4 o 5. Possiamo stare qui a discutere di teorie all'infinito ma fintanto che esisterà questo meccanismo l'Italia non potrà progredire. Al massimo potrà fare quello che abbiamo fatto fin'ora, cioè fingere un benessere fasullo facendo debiti. Come il tizio spiantato che compra il macchinone firmando una montagna di cambiali.

    RispondiElimina
  6. Anche io sono disorientato e confuso, da sempre i politici dovevano vedere una spanna più avanti degli altri e dare la direzione, oggi mi sembrano su un altro pianeta, ( quelli onesti e sui puttani "no comment"), continuano a vedere il "mercato" e la "crescita" come gli obbiettivi, mentre il mercato ci sta riducendo in miseria spostando tutta la ricchezza mondiale nelle mani di pochissimi e la crescita non è ulteriormente possibile per mancanza di risorse e per la distruzione del pianeta Terra.
    Forse la bussola la ritroveremo quando, con le risorse attualmente disponibili, riusciremo a garantire un livello di vita dignitoso per tutti.

    RispondiElimina
  7. Per me è un po' meno tragico, nel senso che disorientato e senza bussola né certezze lo sono stato sempre... Ma certo a livello oggettivo non è una bella epoca. Solo il pensiero che siamo sette miliardi, e in folle, bestiale, esponenziale aumento, basta a riempirmi di angoscia...

    RispondiElimina
  8. Sileno, la crescita è possibile. Solo non la nostra. Non a caso la famosa "Europa" ha chiesto ai Cinesi di incamerare una fetta del debito pubblico europeo. La ricchezza e il lavoro si stanno spostando altrove, non spariscono.

    RispondiElimina
  9. Alberto, pensavo di essere scema io, e invece siamo in sintonia (non è un complimento XD)...
    E' assurdo come questa situazione generale, renda le mie azioni private (soprattutto lavorative, ma anche di risparmio...metto via e non spendo niente, e un giorno sì e un giorno no mi chiedo se è il caso di prelevare i miei piccoli risparmi e di metterli sotto al materasso), molto caute e incerte. Sono disorientata.

    RispondiElimina
  10. Sono disorientato, mi domando a che serve avere opinioni, idee politiche e lottare per queste, impegnarsi nel sociale e difendere i propri diritti, se poi i mercati nel giro di pochi mesi possono far cancellare tutto questo..

    Non sono solo disorientato, sono fermo al buoi all'interno di un tunnel!

    RispondiElimina
  11. Si Alberto che dire... non si fa tempo a tirare fuori un mezzo sorriso perchè forse l'imperatore lascia il palazzo che si rimane imbalsamati dai dubbi e dal resto.
    E poi è forte la sensazione di non venire considerati, della serie il distacco tra il palazzo e la gente è sempre più ampio.

    RispondiElimina
  12. Il tuo sentimento è legittimo e decisamente (e purtroppo!) molto comune. La politica è in panne, non illudiamoci che con l'uscita di Silvio le cose necessariamente miglioreranno. Non ho idea - né tanto meno (inossidabili) certezze - nemmeno del SE ci si può realmente rialzare, ma se non s'inizia a provarci con convinzione, non usciremo mai dalla palude. Allorché saranno sforzi inutili, almeno non avremo da rimproverarci di non aver fatto la nostra parte. Lo so, è una magrissima - ed insensata - consolazione, ma non vedo alternativa: o ci diamo, tutti insieme, una possibilità di risurrezione, o la nostra disfatta (ammesso che ci sia ancora qualcosa da disfare e che, quindi, ci sia ancora qualcosa non distrutto) sarà certa ed irrevrsibile.

    RispondiElimina
  13. Già, Al.
    ieri parlavo di momento buio.... certo perplessità, confusione, incertezza, disorientamento dentro.
    Le geometrie impossibili possono esserne metafora :-)

    g

    RispondiElimina
  14. Come dicevano i latini, "solum certum nihil esse certi", l'unica cosa sicura è che non c'è niente di sicuro.
    Alle sempre condivisibili riflessioni di Lorenzo aggiungo che se tutti pagassimo le tasse che dovremmo (a sud come a nord) pagheremmo tutti di meno. E se i soldi pubblici venissero sempre spesi come si dovrebbe (a sud coma a nord) vivrenmmo tutti meglio.
    Purtroppo il dilettantismo e la malafede fanno andare le cose diversamente. E a questo punto non so più se sia peggio un ignorante o un brigante, come si dice al mio paese.

    RispondiElimina
  15. Mah, io come sai di certezze incrollabili non ne ho, men che meno in ambito politico. Al di là di ciò, mi piace un sacco l'immagine che hai scelto: sa molto di Escher!

    RispondiElimina
  16. Ho paura che ti sia salito lo spread della tolleranza.

    RispondiElimina
  17. nell'incertezza una certezza penso di averla: che anche questa volta i politici italiani opereranno nel loro interesse, elettorale e di spartizione di potere. la crisi economica è nostra, non loro. lo abbiamo visto tutte le volte che hanno evitato di tagliarsi i privilegi

    RispondiElimina
  18. sia la politica a prendere le decisioni in merito, non delegando ad un "tecnico" tecnico che ben sappiamo procederà alla demolizione dello stato sociale. si vada a votare, a si facciano le riforme ma, prima si facciano pagare quelli che da sempre sono stati esentati,ne abbiamo i coglioni pieni di vedere i nostr diritti ridimensionati, che ha portato il sistema al colasso oggi è chiamato al capezzale.. persone che intascano oltre due milioni di euro all'anno vengono a dirci che dobbiamo abolire le pensioni d'anzianità.. stiano attenti per perchè va a finire come alla fine degli anni settanta...
    Maistretu

    RispondiElimina
  19. Mi ritrovo nel post di c.e.g.
    Ho quasi paura a dirlo, ma vorrei quasi che il peggio fosse ancora molto, ma molto peggio... per poi ripartire con delle nuove basi innanzitutto umane, poi eque, solidali, intelligenti, belle... poi cado nello sconforto di non aver fiducia nè in me stesso nè nella specie umana...

    RispondiElimina
  20. Io credo che tu abbia con poche parole descritto lo stato d'animo di tutti noi.

    RispondiElimina
  21. Il disorientamento di questi ultimi giorni è ben rappresentato dalla foto dei dadi che stanno in equilibrio solo per illusione ottica, come nei quadri di Escher. Condivido il pensiero di Maistretu, ma non credo che oggi ci siano oggi le condizioni per cambiare il sistema, siamo troppo legati ai mercati.

    RispondiElimina
  22. Disorientata e amareggiata. Sono d'accordo con Maistretu e la vedo molto molto dura. Stantibus rebus, il sistema è in fase irreversibile, temo.

    RispondiElimina
  23. Alberto sono contenta che tu abbia apprezzato quel passaggio su Ilaria Cucchi. Ci tenevo a dirtelo. Sara

    RispondiElimina
  24. Interessante! Grazie! L'ho condiviso!

    RispondiElimina
  25. Spero ancora che sia uno di quei - rari - momenti della storia in cui il popolo di questo Paese ha saputo rialzare la testa.

    RispondiElimina
  26. Ops...un saluto Alberto, sono la voce solista.
    Francamente preferisco Monti e un governo di transizione formato da tecnici che i bizantinismi che la classe dirigente (non mi riesce più di definirla politica)di questo Paese ci propina.
    Leggi solo le dichiarazioni di di pietro e del senatur...proprio dei fini dicitori ed esperti politologhi

    RispondiElimina
  27. Alberto...mi è calata un H di troppo "politologi"

    Cenere sul capo...

    RispondiElimina
  28. Sembra che ormai sia stato deciso per un governo tecnico con Mario Monti, sempre che il Berlusca non mescoli ancora le carte. Secondo me ha già preparato il suo aereo privato per partire dove non possa essere estradato. Non vedo però grandi possibilità di manovra per risolvere la crisi ed, anche se non sono un pessimista nato, non è che veda il nostro futuro molto roseo. Incrociamo le dita.
    Vorrei però sapere una cosa: i dadi sono incollati? Perché visti così non possono essaere a piatto.
    O forse è ancora una illusione ottica di Berlusconi? Buona serata.

    RispondiElimina
  29. @Elio
    No, in questi dadi la colla non c'entra per niente. Forse potrai capire di più guardando QUI. Ciao.

    RispondiElimina