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mercoledì 1 giugno 2011

Game over mister B?



E quindi uscimmo a riveder le stelle
(Inferno XXXIV, 139)


Passata l'euforia ma non la contentezza è ora di fare mente locale.

Dopo il primo round quando, come avevo scritto, mister B si era beccato una sonora sleppa che lo aveva rintronato, c'era bisogno, avevo continuato, di un pugno micidiale per metterlo a ko. Quello ricevuto nei ballottaggi forse non basta, e comunque si vedrà nei prossimi giorni da che parte si dirigeranno gli eventi.

La Lega del resto fin qui legata a Berlusconi come Berlusconi lo è stato alla Lega in un parassitismo di mutuo soccorso sembra aver dato fondo all'ultima mefitica linfa. È solo questione di tempo perché volino i coltelli. Non parliamo poi di quelli che voleranno all'interno del Pdl, tra pescecani famelici e cannibali che da tempo si stanno guatando tesi all'azzanno proditorio.

Per dare dunque più potenza al vento nuovo e sferrare un'ulteriore mazzata al nano dobbiamo da subito convincere più gente possibile di andare a votare ai referendum del 12 e 13 giugno. Per quanto mi riguarda vale la minaccia che feci, più una variante. Che questa volta possiamo indurre al voto anche elettori della Lega e del Pdl, quelli, e ce ne sono, sensibili come noi alla minaccia del nucleare e disgustati come noi dalla svendita dell'acqua pubblica. Diamoci da fare ché il tempo che rimane a disposizione è poco.

Quello che verrà dopo non lo sappiamo. Ma sappiamo, finalmente, che un dopo esiste. E non sarà una fiction.

Aggiornamento ore 12.34
Il referendum sul nucleare si farà. Lo ha deciso la corte di Cassazione.






Quasi inutile dire che le foto le ho scattate la sera di lunedì.

28 commenti:

  1. Si, tutti uniti per l'ultima spallata.

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  2. la scimmia va affogata quando ha l'acqua alla gola! (mao)

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  3. Assolutamente Alberto! SI alla quarta!

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  4. Sì, i referendum sono il prossimo passo, necessario. Berlusconi dà la colpa all'informazione (!), ma appare evidente che più si è esposto - vedi la penosa esibizione napoletana, con Gigi D'Alessio che lo abbraccia, coi due che poi duettano in "O' surdate 'nnamurate", e con la promessa di non demolire le case abusive... - più il voto gli è stato sfavorevole.
    Bellissime e rincuoranti le immagini di Alberto. Rincuorante sentire, all'Infedele di Gad Lerner, il sacerdote che, parlando dopo il rappresentante di Comunione e Liberazione (che ha evocato lo stalinismo e altri spettri: ma sulle somiglianze tra questi "superintegralisti" e i "superduri e superpuri" alla Turigliatto ci sarebbe molto da dire...), ha detto candidamente di essere stato anche lui in piazza e ha commentato "Adeso finalmente si ha la sensazione di poter respirare".

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  5. Segnalo, per la pertinenza, questa nota sul libro di Carlo Patrignani “(Riccardo) Lombardi e il fenicottero”

    “Diventera’ un riferimento indiscutibile quando, dopo la sua recente disfatta, la sinistra italiana intraprenderà il processo del suo rinnovamento, della sua rinascita”. Cosi’ l’intellettuale francese Gilles Martinet ricordava - nei primi anni del 2000 - Riccardo Lombardi ‘uomo di cultura prestato alla politica’, di cui “non si poteva avere che stima e ammirazione, per la sua onesta’ e intelligenza politica”. Ed e’ stato buon profeta, Martinet! Il 6 giugno alla ‘Libreria a Paris, un lieu pour lire, un lieu pour reflechir’, si presenta, per iniziativa di Beatrice Biagini dell’Associazione Democratici di Parigi, il libro ‘Lombardi e il fenicottero’ (edizioni L’Asino d’oro) per leggere e riflettere sull’opera e l’azione politica dell’Ingegnere ‘acomunista’, tesa a progettare e costruire in Italia e in Europa, l’alternativa socialista (e di sinistra) mediante ‘le riforme di struttura’ elaborate sul metodo paradossale del ‘riformismo rivoluzionario’. Il libro, uscito a gennaio 2010, è stato gia’ oggetto di interesse da parte del Pd che, nel settembre scorso, lo ha inserito alla Festa Democratica Nazionale di Torino. “Lombardi non era, in Italia, il solo riformista - evidenziava Martinet - ma era, senza dubbio, il riformista piu’ logico e coerente…e il (suo) pensiero appare profondamente moderno”. Un ‘riformista doc’, altro ‘uomo di cultura prestato alla politica’ che collaboro’ intensamente con Lombardi fu Antonio Giolitti, senza dimenticare Bruno Trentin, Fernando Santi, Vittorio Foa, Giuseppe Di Vittorio. L’evento parigino del 6 giugno segue a ruota un convegno su Giolitti da dove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha denunciato “un grave impoverimento culturale dei partiti e della loro funzione formativa” e lanciato, riprendendo il ‘pensiero’ di Giolitti, un severo e serio monito: "o la sinistra immagina così l'alternativa, ossia credibile, affidabile, praticabile, oppure resterà all'opposizione". La via ‘riformista’ al governo, condensata nei tre aggettivi ‘credibile, affidabile, praticabile’, e’ ‘la condicio sine qua non’, come postulato (vedi la programmazione economica) da Lombardi e Giolitti, dell’alternativa socialista: le riforme di struttura, legate tra loro, inducono elementi di socialismo nel sistema capitalistico che non e’ da abbattere (con la rivoluzione armata) ma da riformare radicalmente.

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  6. (parte seconda)
    ‘Lombardi e il Fenicottero’ è un po’ il racconto fantascientifico di come sarebbe stata la storia d’Italia se dopo la fine della seconda guerra mondiale avesse prevalso la linea continuista voluta da Togliatti e De Gasperi e non quella di rottura dell’ordine giuridico conquistata da Lombardi e dagli azionisti; se ci fosse stata l’amnistia per i fascisti - perorata da Togliatti - e non il radicale cambio di classe dirigente che ci fu, sempre grazie alla linea azionista e lombardiana; se si fossero inclusi i patti Lateranensi voluti da Mussolini e Pio XI nella Costituzione, magari con il voto conciliante del Pci, invece che esclusi nella vincente ottica laica di Lombardi; se nel 1948 avesse prevalso a sinistra la linea frontista contro quella autonomista di un Psi antifascista ma anche a-comunista come volle Lombardi; se nel 1956 di fronte all’invasione sovietica dell’Ungheria Nenni, ma anche Pertini, fossero stati titubanti nella condanna magari per sudditanza nei confronti del mito dell’Urss invece che appoggiare senza remore la visione chiara e netta di Lombardi che guidò allora la sinistra italiana ad emanciparsi prima di ogni altra sinistra europea dallo stalinismo; se all’epoca del primo centro-sinistra il Pci si fosse astenuto nel voto sulla nazionalizzazione dell’energia invece di appoggiare risolutamente la riforma vista da Lombardi come momento più vitale di quella stagione di governo; se alla fine degli anni sessanta lo Statuto dei lavoratori non fosse nato sotto gli auspici della visione lungimirante di Lombardi che parlava già allora di flessibilità e formazione permanente come strumenti di emancipazione e non oppressione dei lavoratori; se il Pci avesse avuto timore e riluttanza a dare la parola al popolo tramite il voto referendario nelle questioni del divorzio e poi dell’aborto invece di rifiutare, come fece, le sirene del “compromesso storico” con la Dc per mettersi a capo del fronte riformatore insieme ai radicali e alla sinistra lombardiana; se nel Psi degli anni ‘80 avesse vinto la linea della governabilità e dell’occupazione e della spartizione del potere e non quella del “riformismo rivoluzionario” di Lombardi che proprio in quegli anni proiettò l’Italia all’avanguardia in Europa in una modernizzazione di cui ancora oggi raccogliamo i frutti…

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  7. (parte terza)

    Purtroppo, come si sa, la storia d’Italia è stata per l’appunto proprio l’altra. Come si sa? Forse qui sta l’utilità anzi la necessità del libro. Perché i 60 anni di quell’altra storia hanno prodotto così tante “foto ritoccate” che si è persa l’immagine originale, il ricordo di come le cose sono andate veramente - mirabile al riguardo l’aneddoto riportato dalle memorie di Ena Viatto, il Fenicottero del titolo, sulle mazzette del Pcus finite per mano del figlio Aldino nel camino di casa Togliatti e “raccontato” poi in chiave agiografica da Giorgio Bocca, primo tra gli storici “ufficiali” della Resistenza. Il grande merito di questo volume e’ mostrarci gli effetti attuali di una storia che vide l’eretico Lombardi messo in minoranza nel suo partito, detestato come “spina nel fianco” dai vertici del Pci, inviso alla destra clericale, “tradito” dai discepoli, ma vincente se si giudicano le sue idee e la sua vicenda politica alla luce della storia. C’è da augurarsi che prima o poi il nostro Paese non abbia più bisogno di questi ri-conoscimenti e che politici come Lombardi e Giolitti possano invece essere conosciuti nel qui ed ora, invece di ricevere l’omaggio postumo e amaro di chi nel frattempo continua magari a procedere nella direzione opposta a quella indicata dalla vicenda profetica del socialista di Regalbuto. Ovvero che l’Italia sperimenti finalmente quella “riforma rivoluzionaria”, geniale ossimoro lombardiano a indicare il movimento costante di una politica di progresso all’insegna della non violenza, e un giorno possa essere governata da altri che non siano pentiti e/o revisionisti e ben compresa da Gilles Martinet in ‘La Conquista dei Poteri’.
    C’è dunque nel libro materia per una analisi psicologica collettiva della società italiana, e non è un caso che l’autore ci racconti nel dettaglio la genesi del libro in un dialogo a distanza con lo psichiatra Massimo Fagioli e la sua rilettura di Lombardi stesso.

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  8. Andare a votare ai referendum è davvero fondamentale.
    E non solo per dare un'altra spallata al silvio.

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  9. quello e' cosi' attaccato al potere
    che non molla neppure davanti all'evidenza, purtroppo!!!!!
    buona giornata
    Michele pianetatempolibero

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  10. Speriamo che la Cassazione oggi dia il via libera al referendum sul nucleare altrimenti sarà dura raggiungere il quorum. Io, nel frattempo, incrocio le dita nuovamente....:-D

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  11. io per il referendum sono molto ottimista.
    baci

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  12. Domenica 12 giugno di prima mattina presente a votare quattro SI!

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  13. si Alberto è davvero importante andare a vota in massa ai referendum
    è il naturale proseguimento di quello che è inziato in questi giorni,
    i comuni i referendum il paese.

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  14. pignasca1/6/11 12:27

    ah... io sto già facendo opera di proselitismo, nel mio piccolo!!! un paio di persone già le ho "convinte" ad andare a votare: io mi sono offerta di fare da navetta con la macchina! (visto che da noi i seggi sono un po'... fuori paese)
    OT.visto? oggi che funziona mi sto scatenando!

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  15. La Cassazione ha appena deciso: il quesito sul nucleare (anche se dovrà essere riformulato in base al testo del Decreto Omnibus) è valido.
    E adesso, spacchiamogli il quorum! :)

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  16. ORA REFERENDUM, E SUL NUCLEARE SI VOTA

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  17. La cassazione ha dato il via libera al referendum sul nucleare, come qualcuno ha già scritto, anche se Maurizio Lupi (sapendo che perderanno) ha già messo le mani avanti dicendo che "non dobbiamo dare alcun valore politico al referendum", il 12 e 13 andiamo tutti a votare. Per ricordarlo ho messo anche il banner sul mio sito.

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  18. La prima fotografia è fantastica. :)

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  19. ho visto sparire quelli che sul web dopo il primo turno dicevano: "aspettiamo il secondo turno". Chissà, magari aspettano un terzo round (il referendum)

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  20. Forza, forza, forza e coraggio che il vento soffia in poppa.

    Alberto non mi avevi detto che prima di vedermi in piazza Duomo eri salito "lassù" per fare le foto. Ma chi cazzo ti ha aperto?

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  21. Ora pensiamo ai referendum, così gli arriverà un'altra sleppa sulla guancia opposta

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  22. bella piazza, è proprio una bella piazza...

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  23. l'entusiasmo ha contagiato anche le mie amiche che abitano in provincia e, incredibile, si è visto aggirarsi per piazza Duomo anche un collega notoriamente di destra, un berlusconiano della prima ora illuminato sulla via del tribunale! A domanda ha risposto che passava di lì per sbrigare delle faccende (e in certi casi bisogna fare finta di crederci). Io e il mio compagno siamo ancora brilli per i festeggiamenti! Speriamo che il contagio si diffonda sempre più! Ps Ricordiamoci che a Milano si vota anche per 5 quesiti referendari locali, uno proprio sul'estensione del famigerato Ecopass alla cerchia ferroviaria. Qui maggiori informazioni www.milanosimuove.it

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  24. è una brutta bestia, difficile farlo soccombere nelle sue promesse cazzate, oggi ho visto dal mio treno i lavoratori della Fincantieri mobilitati ho pensato ai tanti drammi di questi lavoratori che da un giorno all'altro vedono la loro vita cambiare in peggio.. li ho salutati con un fischio ed ho teso il mio pugno in saluto ed in solidarietà, pensavo a questo verme ed ai suoi leccapiedi che in tre anni non hanno affrontato nulla in materia di politica economica. è una bestia dura ma se avremo l'intelligenza di non dividerci sul sesso degli angeli, la metteremo appesa ad un gancio, la bestia.
    Maistretu

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  25. sono un tuo nuovo ammiratore nonchè follower, volevo solo dirti che sei semplicemente grande!
    Mi piacerebbe che tu visitassi il mio blog ed eventualmente ricambiassi il following...credo inoltre che alcuni miei post potrebbero interessarti parecchio :-))

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  26. Alberto, sono un po' in ritardo, ma controlli medici mi hanno impedito di venire a vederti. Io ho già inviato, via posta, il mio voto per il Referendum al Consolato Italiano.
    Non sapevo comunque che fosse ancora in ballo. Spero che tutto quello che sta succedendo voglia dire la fine (politica - non sono un guerrafondaio) del Berlusca. Penso che anche una gran parte dei suoi "fans" l'abbia abbandonato. Buona giornata.

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  27. Alberto, ritorno per dirti che hai fatto bene a citare Dante perché tanti anni fa : Nel mezzo del cammin di nostra vita "ci ritrovammo" in una selva oscura. Scusa la obbligatoria modifica del testo originale. Penso che conoscerai sicuramente una piccola caratteristica della Divina Commedia : i tre canti terminano tutti con la parole "stelle". Continua così, sei forte.

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