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lunedì 31 agosto 2009

Barometro

Barometro

Sto vivacchiando questi ultimi scampoli di vacanza prima di rientrare in città. Mi ha preso un senso di svogliatezza che devo ancora capire da cosa dipenda.

Vedo i titoli di Repubblica, del Giornale, di Libero. A un duello rusticano di tal fatta non avevo mai assistito.

Il nervosismo ha preso tutti, premier e cardinali compresi.

Il barometro della politica non ha delle isobare molto precise, ma io ho scommesso che Berlusconi prima di Natale toglie il disturbo.

Questo barometro invece, che ho fotografato qualche giorno fa, non prevede niente ma aiuta (almeno me) a sorridere. Mancasse un po' di sorriso ogni tanto in questi tempi sfilacciati e grami saremmo veramente fottuti.

Barometro

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mercoledì 26 agosto 2009

Santuario di Rezzo #2

Santuario di Rezzo
Affreschi santuario di Rezzo

Pubblico, come promesso, una serie di particolari degli affreschi della navata destra del santuario di Rezzo opera di Pietro Guido da Ranzo, risalenti ai primi anni del Cinquecento.

Quando le cose non si sanno. Avevo scritto ieri dei faretti bruciati all'interno del santuario. Vengo a sapere per vie traverse che causa di tutto ciò non è l'incuria del Comune ma sono i pipistrelli che svolazzano e cozzano.

Affreschi santuario di Rezzo
Affreschi santuario di Rezzo
Affreschi santuario di Rezzo
Santuario di Rezzo

martedì 25 agosto 2009

Santuario di Rezzo #1

Affreschi del santuario di Rezzo
Affreschi del santuario di Rezzo
Affreschi del santuario di Rezzo

Nell'alta valla Arroscia, in un luogo di ombrosi faggi, si trova questo santuario di Nostra Signora del Sepolcro o della Natività di Maria Santissima.

Eretto nel XV secolo in stile romanico e situato a circa due chilometri dal centro abitato di Rezzo è considerato uno dei monumenti architettonici religiosi più importanti della zona. Al suo interno sono presenti affreschi del pittore Pietro Guido da Ranzo, databili al 1515, con raffigurazioni inerenti a scene di vita di Gesù. In una nicchia è presente una statua marmorea della Madonna con il Bambino del XVII secolo, opera dello scultore Filippo Parodi allievo del celebre Gian Lorenzo Bernini.

Le riproduzioni che vedete sono particolari del grande dipinto dell'inferno di un pittore sconosciuto delle Alpi Marittime che forse aveva mangiato questa insalata. Non credo siano mai state pubblicate.

Le riprese fotografiche non sono a regola d'arte. La colpa non è mia ma delle condizioni di luce (fotografo a luce ambiente) che erano al massimo scompenso di luminosità. Ci ritornerò, magari di notte e quando saranno sostituiti i faretti bruciati.

Se qualcuno pensa di prendere queste foto lo pregherei di rispettare le regole che sono scritte nella colonna di destra.

Domani pubblico particolari del ciclo di Guido da Ranzo.

Affreschi del santuario di Rezzo
Affreschi del santuario di Rezzo

venerdì 21 agosto 2009

Barbara, la pastora

Gita a al santuario di Rezzo
Gita a al santuario di Rezzo

In quest'estate un po' strana, strana per me e non chiedetemene il motivo che non lo so, ho vissuto per fortuna alcuni giorni che non ti fanno rimpiangere il tempo che passa perché arrivi alla sera arricchito di quello che hai visto.

Uno di questi è stato ieri, assieme a Pia, Annamaria e Paolo, in visita al santuario di Rezzo a fotografare gli straordinari affreschi del Quattrocento. Ne pubblicherò alcuni incredibili, penso inediti, nei prossimi giorni.

Ma la sorpresa, mezza sorpresa, perché già me l'avevano descritta, è stata la conoscenza con la guardiana di questo santuario, che non se ne sta con le mani in mano, ma accudisce un gregge di 300 capre da cui ricava degli ottimi formaggi (una quindicina di qualità). Barbara Saltarini, che tra l'altro è nipote di Renato Rascel, fa parte di quelle donne che hanno fatto scelte di vita totali, senza mezze misure o tentennamenti e che sprizza simpatia contagiosa.

Abbiamo mangiato con lei e Candido, il suo aiutante, all'ombra del grande edificio, su tavoli di legno grezzo che tanto piacciono a me.

E poi, nei controluce del sole riflesso dal Mediterraneo laggiù in fondo, abbiamo continuato il viaggio di ritorno non per la strada più breve. I nostri «Oooh» di meraviglia al superamento di un passo (san Bernardo, san Bartolomeo, Oggia, per citarne alcuni) e all'apparire di nuovi scorci si sono succeduti fino alla nostra valle Nervia.

Sono ligure, ma questa mia terra non finirà mai di stupirmi.

Barbara Saltarini
Barbara Saltarini
Gita a al santuario di Rezzo
Gita a al santuario di Rezzo

martedì 18 agosto 2009

Fiori di zucca

Fiori di zucca
Fiori di zucca

Di tutte le verdure a chilometri zero per questa l'azzeramento del trasporto avviene per necessità e non per questioni ecologiche.

I fiori di zucca infatti vanno cucinati nel più breve tempo possibile dalla raccolta perché dopo poche ore appassiscono e non possono essere più utilizzati. E quindi potete servirvene per questa ricetta se avete un orto o un amico che ne ha uno.

Fiori di zucca ripieni - Ricetta
Iniziate col lavare i fiori di zucca, poi sciacquateli delicatamente, facendo attenzione a non rovinare i petali. Eliminate il gambo e con molta accortezza il pistillo, quindi metteteli ad asciugare su un panno da cucina.
Se i fiori sono freschissimi li riempirete dell'impasto senza aprirli su un lato come è stato fatto in quelli che vedete nella foto e che mi sembra ormai, con mio rammarico, la versione corrente.
L'impasto. Base dell'impasto sono patate lesse uova e formaggio, ma poi ognuno ha i suoi gusti che possono essere aglio, cipolla, basilico, prosciutto e altri ingredienti di gradimento.
Non resta che ungere leggermente una teglia e disporvi uno accanto all’altro i fiori di zucca ripieni. Quando avrete completato aggiungete un filo d’olio in superficie e spargete un pizzico di sale. Infine cuocete per circa 20 minuti in forno a 180 gradi fino a quando i vostri fiori non saranno ben croccanti e dorati.

Sotto, prima crudi e poi cotti.

Fiori di zucca ripieni
Fiori di zucca ripieni
Fiori di zucca ripieni

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venerdì 14 agosto 2009

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Cubaite, antichi mestieri
Cubaite, antichi mestieri
Cubaite, antichi mestieri

L'altro giorno Andreina mi fa, hai mica delle foto ad alta risoluzione della scena delle cubaite negli antichi mestieri? Ma certo che ce l'ho, però sono su un server a Milano che non è collegato a internet. E allora cosa ti combinano lei e Giovanni. In quattro e quattr'otto, cioè ieri pomeriggio, mettono in piedi una piccola troupe e anche grazie a Elena (scenografia a Brera) ricostruiscono la situazione e producono un'immagine che servirà per uno stand di prodotti tipici.

In questa piazzetta io ambientai l'omaggio ad Antonio Meucci nel bicentenario della nascita: i ragazzini che si divertivano a telefonare coi barattoli. Ne facemmo anche un poster. QUI.

Cubaite, antichi mestieri
Cubaite, antichi mestieri

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mercoledì 12 agosto 2009

Stramonio (Datura stramonium)

Stramonio, datura stramonium

Pubblico queste foto per chiedervi un consiglio, o forse sarebbe meglio dire per sentire la vostra opinione. Succede questo. Paolo un mese fa aveva piantato nell'orto, che è il mio ma lo coltiva lui, della bella insalata. A un certo punto, cioè più o meno venti giorni fa si è intrufolata una pianta di stramonio che l'ha prepotentemente soverchiata.

Lo stramonio (Datura stramonium L.) è altamente velenoso a causa dell'elevata concentrazione di potenti alcaloidi, presenti in tutti i distretti della pianta e principalmente nei semi. I nomi erba del diavolo ed erba delle streghe si riferiscono alle sue proprietà narcotiche, sedative ed allucinogene, utilizzate sia a scopo terapeutico che nei rituali magico-spirituali dagli sciamani di molte tribù indiane e, in passato, anche dai druidi e dalle streghe europee (Wikipedia).

Ora in un periodo di contaminazioni come questo, dove solo chi ha le fette di salame sugli occhi nega l'avvento di una società multietnica con tutte le conseguenze del caso, non vorrei che queste contaminazioni si stessero estendendo alle piante.

Insomma quel consiglio o quella opinione di cui dicevo all'inizio è questo. Secondo voi è salutare mangiare questa insalata che cresce all'ombra dello stramonio ed essere sicuri che non abbia assorbito qualche proprietà non proprio tranquilla della pianta?

Dello stramonio pubblicai QUI la sua capsula con i semi, vale la pena vederla per la sua figura singolare.

Stramonio, datura stramonium

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domenica 9 agosto 2009

Mettiamo caso che

Travestito
Travestito

Foto scattate ieri sera, queste e parecchie altre. Mettiamo caso che fra le altre ce ne sia una di un politico molto conosciuto a livello nazionale e che avevo già fotografato nello stesso posto ma in altra situazione cosa faccio? Lo ricatto o do le foto ai giornali? Ho detto mettiamo caso che.

E adesso qualche magistrato zelante non perda tempo a far perquisire casa mia (quella di qui e quella di Milano) che tonto va bene ma fino a 'sto punto di tenermi in casa questi scatti roventi non lo sono.

Lo ripeto per la seconda volta. Mettiamo caso che.

Travestito
Travestito