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mercoledì 30 gennaio 2013

Gli accendini del Duce

accendini del duce

Nelle immediate vicinanze di Casa Cervi (ora museo) dove vissero i sette fratelli trucidati dai fascisti sono in vendita, dentro un autogrill sulla provinciale di Campegine, degli accendini particolari. Hanno stampigliato su la faccia del Duce con varietà di scritte, dal "Chi se ne frega" al "Boia chi molla". È una contiguità blasfema, e lo sarebbe in qualunque altro Stato, ma sembra non lo sia in questo nostro benedetto Paese dove non si è riusciti a sedimentare una memoria storica condivisa.

Ne sono prove lampanti i numerosi messaggi online che danno ragione in pieno, anche di più, alle farneticazioni fatte da Berlusconi questa domenica al Binario 21.

18 commenti:

  1. I nostalgici ci sono sempre. Tipo quelli che cantavano l'Internazionale al funerale di Prospero Gallinari e la bara avvolta in drappo rosso, opportunamente falcemartellato.

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  2. Ci sono anche orologi , portachiavi, calendari etc etc ...

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  3. Se serviva una conferma, e non serviva, a che neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana (Schiller) questa lo è.

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  4. Sai Alberto?
    Ho l'impressione che quando idee, stimoli e nuove "prospettive" - latu sensu - siano latitanti, vengano tirate fuori da vari cassetti (di qua e di là) vecchie casacche che sanno di naftalina.
    Tanto per far capire che non si è morti.
    Francamente, mi sono un po' rotta...

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  5. Segnalo un bel documentario della BBC (purtroppo doppiato malissimo) sui cirmini di guerra del fascismo, soprattutto nei Balcani: Fascist Legacy.

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    1. Mi viene da ridere. Quasi tutte le trasmissioni tipo "cazzenger" sono fatte mettendo un commento in italiano sopra programmi inglesi. Si riconoscono perché parlano di tre argomenti: la Bibbia, alla ricerca dell'arca di Noe, gli Egizi coi misteri delle mummie e la Seconda Guerra Mondiale in ottica trionfale e nazionalista. Non gli appartiene l'approfondimento storico auto-critico che invece da noi va per la maggiore. Altrimenti ne avrebbero all'infinito da approfondire, sui cinque continenti, considerato il passato coloniale. Ma come recita la canzone irlandese "Come out ye black and tans":
      Come, tell us how you slew
      Them ol' Arabs two by two;
      Like the Zulus, they had spears and bows and arrows;
      How you bravely faced each one,
      With your sixteen pounder gun,
      And you frightened them poor natives to their marrow.

      Eccetera eccetera.

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    2. C'entra un po' come i cavoli a merenda. Dunque, siccome gli Inglesi hanno un passato coloniale, cio' implica che non possano parlare dei crimini altrui. Dovrebbero parlare sempre dei propri. Stai utilizzando una tecnica consolidata in cui non si discute l'argomento, ma ci si limita a sollevare obiezioni su chi lo esprime.
      In realtà, il documentario contiene anche una certa autocritica, mettendo in evidenza il ruolo attivo di Churchill nell'insabbiare il tutto.
      Poi, se vuoi, si puo' parlare anche di Dresda, Hiroshima, dei Goumiers a Montecassino, di Bava Beccaris e compagnia bella.

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    3. Esattamente, bisogna parlare di tutto.
      Non perché lo dico io ma per imparare quello che si può imparare dalla Storia.

      Sull'argomento cosa vuoi dire? Che l'esercito italiano ha compiuto crimini di guerra? Allora prima bisogna definire cosa si intende per "crimine di guerra", se ammazzare tizio in un modo è criminale mentre ammazzare caio in un altro modo è opera di giustizia o significa esportare civiltà o pacificare o qualsiasi altra cosa. Una volta definito chi giudica e con che criteri allora possiamo discutere nel merito.

      A me non serve a nulla sentire il cancelliere tedesco in carica che ogni anno come un rito si scusa con il mondo per i lager nazisti. Servirebbe andare a discutere tutte le cose che hai scritto e centomila altre di cui invece non si parla mai. Che poi gli storici più o meno le conoscano non fa differenza se non le conosce la zia Mariuccia in fila alla Coop.

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    4. E te lo semplifico: è molto più facile per la BBC tirare palate di cacca sul Fascismo che tirare palate di cacca sulle imprese gloriose dell'Impero Britannico.

      Vorrei leggere il commento di un Inglese che scrive "andate a guardare il documentario RAI sui crimini dell'Impero Britannico". Non. Succede. Mai.

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  6. Devo dire che non sono queste le cose che mi scandalizzano in Italia...

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  7. qui a roma, proprio a due passi dallo stadio olimpico (e non dev'essere proprio un caso), c'è una specie di bar che ha esposti busti e immagini varie del "leader" tanto ammirato dal cavaliere.
    pare che non glieli possano far togliere perché non si tratterebbe di vera e propria apologia del fascismo, né tantomeno, di tentata ricostituzione del partito fascista.
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1952-06-20;645!vig=

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  8. A chi non si scandalizza, vorrei chiedere se ha idea di cosa accadrebbe in Germania se qualcuno dicesse le stesse frasi che Berlusconi ha detto su Mussolini, o se qualcuno esponesse accendini e busti con l'immagine di Hitler.
    Cristiana

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    1. Boh, magliette ed altri gadget con volti di Lenin e Stalin li ho visti parecchio in giro e non mi sembra che parliamo di benefattori dell'umanità...

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  9. Non dimenticarti che, ad esempio, viviamo in un Paese che piazza macchinette mangiasoldi in ogni bar e poi paga pure le cure perchè riconosce il gioco d'azzardo come malattia. Io sto aspettando che lo Stato si metta a spacciare hot dog, hamburger, patatine fritte e caramelle nelle mense scolastiche per poi lanciare uno spot in contrasto all'obesità infantile...

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  10. questa è la situazione in cui ci troviamo, una penosa situazione, una caduta verticale della memoria, parlare del duce è come parlare dello yogurt con il bifidus, cioè l'assenza di sdegno o di scandalo.
    centinaia di migliaia di persone che soffrirono e che ne morirono, rei di essere persone libere, le Case del Popolo incendiate, la perdita dei diritti civili, l'esilio e l'assassinio (i fratelli Rosselli, Amendola)l'umiliazione e le percosse (mia zia e il figlio di 6 anni a Ponte S. Luigi nel 1925) l'internamento, la morte e la non restituzione del corpo ..come accadde al mio povero nonno, vogliamo continuare?
    questo è stato il fascismo e il suo duce puttaniere. nient'altro. se si escludono le Leggi sulla difesa della razza, i centomila morti in Russia, i 600 mila internati ed gli infami treni merci diretti ai lager..

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    1. Io a scuola ho tradotto "commentari de bello gallico" di Cesare. Si raccontava di una campagna di conquista compiuta con ogni atrocità possibile e immaginabile e che si conclude con lo sterminio indiscriminato di circa due milioni di Celti, a cui si sommano quelli ridotti in schiavitù.

      Questa è la situazione in cui ci troviamo, una caduta verticale di memoria. Parlare di Cesare è come parlare di un eroe nazionale, non solo assenza di sdegno e scandalo ma celebrazione.

      Questo è la Vittoria schiava di Roma che celebriamo nel Canto degli Italiani, inno non ufficiale che è diventato sacro da quando i dirigenti del PCI hanno avuto la pensata che non ci si debba riferire alla Rivoluzione d'Ottobre ma alla Rivoluzione Francese e hanno cambiato tre o quattro nomi.

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    2. tu certamente parli una lingua a me sconosciuta, un celto gallico che trova conferma sul muro facciata del trofeo delle alpi alla Turbie..una lingua complessa e difficile, dove il significante scompare nel delirio del significato. mi auguro che le certezze, della tua lingua, possano portarti lontano, al di sopra della Turbie ci sono tante conifere, pini, e come ben sai i pini fanno sempre pini..

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  11. Il problema è che viviamo in tempi dove i tiranni attirano, perché per tenersi buono il popolo fanno di tutto... e nessuno pensa a cosa succederà dopo il "tutto", come al solito.

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