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sabato 20 dicembre 2008

Kabir

XLVII

C'è uno strano albero,
che si erge senza radici,
dà frutta senza fiorire.
Non ha rami né foglie;
è tutto un loto. Due
uccelli vi cantano: l'uno
il Guru, l'altro il discepolo.
Il discepolo sceglie i molteplici
frutti della vita, li assaggia;
e il Guru lo guarda felice.
Dice Kabir: «L'uccello è oltre ogni ricerca
eppure è tutto visibile.
Egli, senza forma, è dentro tutte le forme.
Io canto la gloria delle forme».


Kabir
Benares 1440
Maghat 1518


7 commenti:

  1. Molto affascinato da questi versi.

    Mi piace il tuo blog. Ho visto le traversie legate alle assurde accuse di spam. Preoccupante davvero quanto è accaduto.

    PS: problema "ultimi coommenti" ancora presente da me.

    Devo però dire che questo problema mi ha fatto conoscere il tuo blog che mi piace davvero molto e che mi permetto di linkare sperando di non fare cosa a te sgradita

    Ciao
    Daniele

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  2. Bei versi. Da dove vengono?

    Interessante, benché molto spiacevole, la vicenda che aveva colpito il tuo blog. A me per fortuna non è capitato.

    Tornerò a leggerti.

    Ciao

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  3. Poesia di grande suggestione.
    Purtroppo non conosco altre poesie di questo poeta, so che era indiano.

    Quindi grazie per averla postata, Alberto :)

    Ciao e buona giornata.

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  4. BELLA DAVVERO...BUON NATALE!

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  5. Si può aver avuto la fortuna di incontrare molti maestri nella vita, oppure nessuno, ma ad un certo punto bisogna camminare con le proprie gambe, essere la guida di noi stessi. Lo stesso Buddha disse: se incontri il buddha, uccidilo.

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  6. BUON ...NATALE .
    Natale festa più magica dell'anno.
    Tutto si colora di oro e d'argento, e tutto intorno si illumina di mille luci.
    Come scorre veloce il tempo .
    La notte brilla di colore sull'abete, nel buio ammiro giochi di luci variopinti. Le case sono in festa e il piccolo presepe ha un anno in più. L'augurio è quello di accendere una luce nel cuore dei tristi e di colorare la vita delle persone grigie, magari regalando un sorriso sincero agli amici e donando un abbraccio caloroso a chi amiamo.
    Ti Auguro di sentire ,in questo clima così di festa,
    che qualsiasi desiederio racchiudi nel tuo
    cuore possa sentirsi un pò più reale..
    e di sentersi sempre ........così,non solo a natale.
    Da parte mia invece voglio augurare a te e a tutto la tua famiglia un ........SERENO...NATALE.
    LINA

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  7. La poesia è stata copiata dal libro edito da Passigli - Poesia.

    Trascrivo dall'introduzione

    Poeta e santo indiano, Kabir nacque a Benares, nell'India del Nord, e morì a Maghar, vicino a Gorakhpur. Si dice che una vergine bramina diede nascita a un bambino successivamente chiamato Kabir. Crebbe in una famiglia musulmana di tessitori, il padre Nur Ali e la madre Mirma. Un monaco indù, Ashtananda, conoscendo il vero linguaggio di Kabir, inculcò in lui le idee e gli ideali indù. Sposò una donna di nome Loi e adottò due bambini, Kamal e Kamla. Lavorò tutta la vita come tessitore nei pressi di Benares, e mentre tesseva predicava o cantava canzoni o distici rimati.

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Per una questione di valanghe di spam sono stato costretto a non permettere più commenti anonimi. Dopo un po' vedrò.