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mercoledì 25 gennaio 2012

Le relazioni online

Le relazioni online sono come le relazioni offline: poche sono profonde, moltissime sono superficiali, altrettante sono opportunistiche, di maniera o false.

È questo il terzo punto dei dodici di questo post che mi ha dato da pensare e che mi trova, dopo averci pensato, sostanzialmente d'accordo.

Vi consiglio di andare a vedere anche gli altri punti, che di carne al fuoco ce n'è, e poi se volete dite la vostra.

22 commenti:

  1. Sono d'accordo con quasi tutti i punti tranne uno, questo:
    10 Internet è un medium in cui prevale la scrittura parlata o, ancora meglio, il pensiero trascritto. Serve una nuova sintassi.
    C'è già una nuova sintassi, bisogna solo impararla.

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  2. Rumble Barumble25/1/12 08:44

    Il succo del discorso è questo: Internet è uno strumento, non intrinsecamente buono o cattivo, scemo o intelligente: lo è solo quanto chi lo usa.

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  3. sì anche a me il punto 10 ha sollevato qualche perplessità: una sintassi diversa, non è che uno si alza la mattina e decide cosa e come sia; il problema è autoreferenziale, in quanto se esiste la necessità di una sintassi diversa, essa si creerà con la sua stessa pratica.
    e anche sul punto 11 non sono del tutto d'accordo: anche minime, anche superficiali, esistono sempre delle infomazioni che passano da un interlocutore all'altro.

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  4. Alberto ti riporto il commento che ho lasciato da Mafe
    "Applauso anche da parte mia. Post intelligente e acuto, una “analisi” perfetta. Prima di mettermi a discutere se Rete o rete, se Internet o internet, mi godo i diversi punti esposti tutti centratissimi- E grazie ad alberto cane blog che mi ha rimandato qui."

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  5. Mi soffermo sull'aggettivo "opportunistiche". Vero è che può capitare di intrattenere conversazioni anche molto profonde, ma non sono rari i casi nei quali uno propone un pensiero solo per la possibilità di compiacere chi c'è dall'altra parte, al fine di ricavare un qualche vantaggio. Sono storie che, purtroppo, si sentono in continuazione.

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  6. Sono d'accordo, in fondo poi capire le potenzialità di internet è un po' come capire le proprie, ci deve essere qualcuno che te le fa notare.

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  7. La terminologia indica che chi scrive non è un tecnico ma un venditore di fuffa.

    Prima di Internet ci furono i mainframe e i PC. Internet serviva a collegare tra loro i computer, non a collegare tra loro le persone. E quindi chiunque abbia un computer può essere un "nodo" della rete.

    Il problema è che ci sono due modi di "vivere" Internet, farla e subirla. La maggior parte della gente, essendo o cliente o venditore, la subisce. Il fatto che lo strumento non fa il contenuto è soltanto ovvio. Ma vale per qualsiasi cosa, anche per una matita.

    Il paragone con i "media" è del tutto fuorviante e tradisce la direzione da cui arriva il ragionamento. La differenza è quella descritta sopra e cioè che Internet non è stata inventata per la gente e quindi non ha "barriere" ne in ingresso ne direzionali, nel senso che Internet trasmette qualsiasi cosa a chiunque con un collegamento uno-a-uno, non da una stazione trasmittente a una massa di riceventi.

    Riguardo le "relazioni", esiste una ovvia implicazione di Internet e cioè lo "pseudo-anonimato". Diciamo che Internet per la gente normale non è come incontrarsi sul tram ma piuttosto come un ballo in maschera. Faccio un esempio banale: le donne su Internet sono tutte bellissime ma approfondendo si scopre che come dice Zalone, "le donne delle chatte sono tutte chiatte".

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  8. Ah, nel caso non sia stato chiaro: qui noi ci colleghiamo tutti a Blogger per usare il software. Ma niente ci vieta, ognuno di noi, di installare un webserver e un DB server sul nostro PC e pubblicare i nostri contenuti su Internet in maniera del tutto autonoma. Lo scopo di Internet non è di farci collegare a Google ma di permettere ad ognuno di noi di collegarsi a chiunque altro.

    E qui veniamo ad un altro ragionamento: siccome pochi sentono la necessità di avere un webserver e un db server in casa e quindi di pubblicare contenuti autonomamente, i provider tentano di vendere degli abbonamenti tipo "TV-via-cavo", tagliati con l'idea della fruizione passiva.

    Da cui poi tutti i ragionamenti sulla "network neutrality" che vi suggerisco di approfondire.

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  9. concordo su tutto, non credo che serva una nuova sintassi ma che serva imparare ad usare bene quella che già conosciamo, sia per quanto riguarda le relazioni che per quanto riguarda il modo di esprimersi e scrivere

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  10. p.s. come detto da altri anche internet è uno strumento buono o cattivo dipende sempre dall'uso che se ne fa

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  11. Internet è una creazione dell'uomo e come tale non può essere poi così diverso da ciò che lo circonda.

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  12. @Lorenzo
    Prima di Internet ci furono i mainframe e i PC. Internet serviva a collegare tra loro i computer, non a collegare tra loro le persone.
    Ad essere precisi prima di internet ci furono anche le BBS che collegavano le persone, e mi ricordo ancora i programmi di collegamento e parzialmente di navigazione, lo ZTerm e il Telefinder. Ho conservato il modem di quei tempi, velocità 2400 bps che oggi fa sorridere.

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  13. con calma leggerò meglio gli altri punti. Su questo III sono arci-d'accordo! Lo sostengo da tanto.
    Possono inoltre essere non profonde ma allo stesso tempo non opportunistiche, sincere, tranquille! :-)

    g

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  14. Molto bello (tutti e dodici). Trovo che l'enfasi sui problemi di internet sia proprio esagerata.

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  15. Alberto, le BBS semplicemente erano un PC messo in casa di qualcuno e attaccato ad una linea telefonica. Per "collegarti" ad una BBS dovevi chiamare fisicamente il numero di casa del titolare della BBS. Poi le BBS si chiamavano l'un l'altra con lo stesso metodo e si scambiavano dati per cose tipo FidoNet.

    Come vedi il concetto è un po' diverso e molto più fragile di Internet. Oltre tutto prevede sempre un nodo centrale che fa da server e i client che dipendono da esso.

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  16. Comunque, ribadisco, troppa fuffa intorno all'IT ai giorni nostri. Gente che ne parla e straparla senza avere cognizione di causa, mode senza capo ne coda, eccetera.

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  17. Perchè le relazioni 'fisiche' sono sincere, generose, altruiste? Contano i soggetti, ed i soggetti siamo sempre noi, fisici o virtuali, nel bene o nel male.

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  18. Non sono d'accordo. Apri un blog e, dai colori, dai template utilizzati, da quello che vi è scritto e da com'è scritto si può arrivare a "sentire" la persona, le sue aspettative, anche i goffi tentativi di essere diversa da se stessa, forse solo pensando di piacere di più. Alla fine siamo noi, fortemente noi. Personalmente, ho conosciuto grandi amici e amiche, in alcuni casi anche nella realtà e non sono mai rimasta delusa. Nessuna sorpresa, insomma. Ciao,notte...!

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  19. c'è possibilità che qualcuno si "specializzi" e che trovi nel media lo strumento dove riesce là dove di persona o in altro modo non riesce

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  20. Alberto, l'autrice del post è la milionesima che cerca di spiegare perchè le arance sono tonde.
    Posso concordare su alcuni punti, ma se voleva essere originale poteva porre una domanda:

    Perchè apri un blog e giri per blog?

    Ho letto i punti, l'ultimo l'ho trovato squisitamente in linea con il pesiero degli psicologi sperimentali...aria fritta.

    Sulle "relazioni online", attraverso i commenti che si lasciano si potrebbe fare l'elenco degli opportunisti e di chi partecipa alla discussione, infatti, reputo il post come tema e i commenti come dibattito...ma il mio è un punto di vista soggettivo.
    Notte buona Alberto ;-))

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  21. son d'accordo con tina. tra l'altro, stiamo disquisendo (e non accade solo qui) su dodici "cose" che l'autrice ha già definito come "cose che ho imparato e non ho voglia di ripetere" mentre le ripete, e al nono posto ha messo "Se qualcuno – anche competente – ti spiega con dovizia di particolari i problemi di Internet, ti sta raccontando i suoi problemi con Internet." e infatti. magari qualcuno dei suoi coincide coi miei, ma non per questo diventa un guru dell'informazione.

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  22. Boh, non so, io su internet ho incontrato persone anche migliori di quelle che ho incontrato di persona, parlo proprio di amici.

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