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martedì 4 marzo 2008

Pecunia non olet

Montecarlo
Principato di Monaco

Avrete senz'altro saputo della lista di 400 nostri connazionali con conti bancari sospetti in Liechtenstein acquisita dall'Agenzia delle entrate e adesso anche in possesso dei pm che stanno indagando per stabilire eventuali reati. Sembra che ci siano, anzi no, ci sono anche politici intestatari di questi conti. Fuori i nomi, il più presto possibile, e non qualche giorno prima delle elezioni che diventerebbero schizzi di cianuro di cui non si sente proprio il bisogno.

Quando si parla di cose strane nel nostra Paese si usa l'allocuzione "è un'anomalia tutta italiana". In questo caso dovremmo dire "è un'anomalia tutta europea". Ci sono, all'interno del territorio di questa grande federazione, cinque Stati che si sono tirati fuori. Il Vaticano, il Principato di Monaco, il Principato del Liechtenstein, la Repubblica di San Marino e la Repubblica di Malta. Anche la Repubblica di Andorra, ma lì è un altro discorso. Ora questi cinque Stati, orgogliosi della loro superba indipendenza, hanno come moneta ufficiale l'euro. E l'Europa, non può, diciamo non vuole perché se lo volesse potrebbe o con le buone o con le cattive, mettere il naso nelle loro banche, crocevia molto trafficato di affari sporchi e sporchissimi da cui questi Stati traggono utili che solo loro sanno.

Sono sempre più d'accordo con quello che dicevano i Romani, pecunia non olet, il denaro non puzza. C'è forse differenza tra i soldi che una fabbrica d'armi guadagna vendendo, con il placet del suo governo, pistole, fucili, mine, mezzi corazzati a un paese africano alla fame, e i soldi che guadagna un mercante d'armi irregolare che vende allo stesso Stato mercanzie simili? Ma i primi, secondo la legge sono puliti, i secondi sporchi. No, sono sporchi entrambi, di sangue. E del resto basta un po' del deodorante che adoperano le banche di questi Stati e le banconote che puzzano ritornano fragranti di rose e violette.

Mi ricordo benissimo un punto del discorso che fece il principe Alberto di Monaco dopo il suo insediamento, sorry intronamento: «Faremo pulizia nelle nostre banche». Le promesse dei politici, si sa, sono peggio di quelle dei marinai. E le promesse dei principi?

10 commenti:

  1. Torquemada4/3/08 15:39

    Il principe Alberto predica bene e razzola male, come per esempio in campo ambientalista.

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  2. La pulizia l'ha fatta eccome.. Soprattutto nei confronti dei soldi dei mafiosi russi e altra gentaglia poco raccomandabile che tentava di insediarsi nel Principato e che pagava gli appartamenti "in contanti" utilizzando denaro di provenienza molto dubbia..

    Il repulisti c'è stato insomma. Va anche ricordato che lo scudo fiscale di Berlusconi fece rientrare in italia parecchi soldoni che erano nei conti cifrati Monegaschi.

    Chiaramente appena è arrivato Prodi quei soldoni in molti casi sono ritornati nel feudo di Sua Altezza Serenissima Alberto di Monaco.

    Ciao

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  3. Ciao e buona serata da Maria

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  4. analfabeta4/3/08 21:31

    in cima alla lista ci sono le canaglie della banca mondiale che farebbero arrossire perfino questo discutibile principe dei furbastri e delinquenti di piccolo cabotaggio

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  5. Rick, se vuoi scherzare, dillo senza paura. Che ci facciamo una bella risata..

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  6. Anche la Germania ha un caso molto simile al nostro in questo periodo, sempre con il Liechtenstain.

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  7. Lo sporco è soggettivo!

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  8. ho anche io la curiosità di sapere di chi si tratta....di qualsiasi partito essi siano. Ciao e buona giornata da Maria

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  9. @Silla: Ci facciamo una bella risata ?

    Stai ridendo solo tu !. Motivami la risata, perchè non capisco.. O forse il tuo è qualunquismo di bassa lega ?.

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  10. Ma dai, rick, non ti alterare. Sono certo che nemmeno tu credi alle cazzate che spari. I monegaschi, la mafia russa, il principino, Veltrusconi, lo scudo fiscale.........ma fammi il piacere!!!! Certo che, non volermene Alberto, il blog è bello perchè è avariato...

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