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sabato 2 giugno 2007

Marco Travaglio a Vallecrosia

Marco Travaglio
Marco Travaglio durante il suo intervento

Grande affluenza di pubblico ieri alla presentazione dell'ultimo libro di Marco Travaglio, Uliwood Party. La sala polivalente comunale di Vallecrosia (IM) era stracolma di oltre 400 persone. L'incontro è stato organizzato dall'Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia. Alle 21, con una puntualità inusuale per simili manifestazioni, lo scrittore ha fatto il suo ingresso nella sala e per oltre 2 ore ha intrattenuto gli spettatori con rasoiate sarcastiche verso le malefatte dei potenti di ogni schieramento. Sono state 2 ore di "piacevole indignazione".

In chiusura Travaglio ha annunciato che qualora fosse approvata la proposta di legge sulla limitazione del diritto di cronaca dei fatti giudiziari, contravverrebbe volutamente ai divieti per garantire la libertà di stampa e di opinione.

Il pericolo più immanente per il nostro Paese non è che possa esserci una privazione della libertà, ma la mancanza o insufficienza di uomini liberi. Si sta creando una mostruosa concatenazione di interessi per cui notizie scomode spariscono dal mondo dell'informazione o vengono minimizzate o ingigantite a seconda degli interessi particolari.

Nei commenti al termine della presentazione, spiccano quelli che lamentano che simili accuse diffondono il qualunquismo, stravolgendo il principio di causa-effetto: sono i fatti che generano qualunquismo, non la descrizione e la diffusione della conoscenza degli stessi.
Alessandra, Chiara e Margherita fotografate dal druido
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2 commenti:

  1. alamberto vileira5/6/07 15:46

    Grazie Mac, grande serata .......volavano schiaffi a (centro)sinistra e a (centro)destra ma ho notato che il pubblico (credo prevalentemente di centro-sinistra) rideva. Speriamo che ritornati a casa il dolore alla mascella li abbia costretti a riflettere su cosa fare per venirne fuori, ....c'è qualche cosa che non mi quadra: noi li votiamo e poi ridiamo per gli schiaffi che prendiamo per causa loro !!!

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  2. Ritenevo, finora, che Vincenzo Visco fosse una persona seria, competente e corretta. Ma le affermazioni del gen. Speciale mi ricordano troppo da vicino quanto capitato, a suo tempo, a me (ad opera di un politico diessino!) per essere indotto a non crederle veritiere. C’è una tendenza abbastanza diffusa, in certi politici purtroppo anche di centrosinistra, a sentirsi insediati nella propria carica per diritto naturale (se non per inve-stitura divina), e a ritenere “cosa propria” quello che è invece un patrimonio dei cittadini (degli elet-tori, dei contribuenti…), agendo più o meno velatamente a tutela di interessi che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Una presunzione e un’arroganza che ricordano il regime nordcoreano. Una vergogna, insomma.
    Ho poi letto con interesse l’intervista all’Avv. Simonelli su “La Repubblica” del 30 maggio e la lettera degli amici Alfio Brina e Delmo Maestri su “Il Piccolo” del 1° giugno , a commento dei risultati delle elezioni alessandrine. In entrambi i testi trovo espressioni come “tratto arrogante, di autosufficienza”, “modi spesso arroganti e sgarbati” che dovrebbero far riflettere. Va però detto che le discutibilissime modalità gestionali alla base del disastroso risultato comunale alessandrino (candidato C.D.L. 63%, Sindaco uscente Unione 33%!!!) si ritrovano anche in altre amministrazioni “unioniste” (la pretesa di occuparsi della “grande politica” di-sprezzando i "piccoli problemi” – de minimis non curat praetor si diceva una volta –, che fanno invece la gestione della cosa pubblica; l’atteggiamento supponente nei confronti dei cittadini, compresi i propri sostenitori; lo scontentare tanti dipendenti per favorirne arbitrariamente qualcuno; il distribuire incarichi “amici” a pioggia; i “viaggi incomprensibili e costosi” di cui parlano Brina e Maestri, quando certi uffici sono magari a riscaldamento razionato negli orari…). Ragion per cui, se non si vuole innescare un “effetto domino” che spazzi via questo povero centrosinistra (del quale, nonostante tutto, mi considero ancora parte!) dalla maggioranza dei nostri Enti locali, bisogna cambiare radicalmente il modo di comportarsi. Ai partiti (per quel che ancora possono contare…) il compito di “tirare le redini” ai loro cavalli amministrativi imbizzarriti; i cittadini il loro segnale chiaro l’hanno già dato il 27 e 28 maggio. Ma deve essere un cambiamento reale e drastico, non un “rimpasto” di facciata: la matematica insegna che, nelle moltiplicazioni, semplicemente invertendo i fattori il prodotto non cambia!

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