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sabato 23 giugno 2007

Ezra Pound

Canzone
Ama il tuo sogno
ogni inferiore amore disprezzando,
il vento ama
ed accorgiti qui
che sogni solo possono veramente essere,
perciò in sogno a raggiungerti m'avvio.

Song
Love thou thy dream
all base love scorning,
love thou the wind
and here take warning
that dreams alone can truly be,
for 'tis in dream I come to thee.

Traduzione di Giuseppe Ungaretti

Ezra Pound
Halley (U.S.A.) 1885
Venezia 1972


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12 commenti:

  1. Bella.
    Hai fatto bene Alberto a mettere anche lingua originale perché nella traduzione si perdono la metrica, un madrigale, e le rime.

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  2. Non ri rimane altro che il sogno, i nostri sogni, che nessun potere potrà mai toglierci.

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  3. Cormorano2925/6/07 09:26

    In tutti i poeti, dai provenzali ai contemporanei, il sogno e l’amore occupano un posto di particolare rilievo; in Pound, però, come risulta dalla poesia in questione il rapporto è capovolto, nel senso che non si sogna l’amore, ma si ama il sogno. E non a torto perché il sogno ci permette di ristabilire più profondi e armoniosi rapporti con il mondo e di recuperare possibilità di grandezza e di felicità da cui ci siamo colpevolmente distolti. Il sogno non è la poesia e neppure la conoscenza, ma non c’è conoscenza e non c’è poesia che non si abbeveri alle fonti del sogno. Esso, infatti, ci consente di dare vita a quel mondo di libertà e di immagini che è dentro di noi ma che nella realtà di tutti i giorni è necessariamente soffocato, dimenticato, accantonato e al contempo il sogno ci fa sapere che l’ordine apparente delle cose non è il loro unico ordine. Senza contare che, al ritorno dal sogno, lo spirito umano è capace di riprovare quella meraviglia che ci riporta alle prime ore dell’esistenza. Lo stupore, cioè, restituisce al mondo la sua meravigliosa apparenza. Non bisogna però rinchiudersi nell’ambito del sogno altrimenti si corre il rischio di perdere il contatto con la realtà e con lo smarrire la propria individualità. Il sogno deve avere soltanto una funzione liberatoria, consolatoria e “palingenetica”. Deve, cioè, liberarci dai limiti angusti della nostra vita quotidiana, confortarci nelle delusioni e nel dolore e farci ogni volta rinascere arricchiti da tutti i tesori del profondo. Aveva ragione Francesco Biamonti quando diceva: “Noi tutti abbiamo il diritto di sognare un mondo altro, ma abbiamo il dovere di abitare questo mondo, che è l’unico a nostra disposizione”.

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  4. Mah... La letteratura è morta. è la storia che l'ha uccisa. Non è che un relitto, un fossile vivente. Meglio di sognare è darsi da fare. Non c'è proprio bisogno di sogni ed evasione, ma di realtà a dosi massicce, realtà agita, dico, visto che da fuori (televisione) ci insegnano solo a fare l'equazione tra realtà e finzione, trasformando tutto in confuso sogno, vanificando e frustrando tutto. Questa poesia di Pound mi sembra un (abile formalmente, ma semi-incomprensibile: non si capisce dove vuole andare a parare) gioco dialettico sulla distinzione realtà / sogno, che non porta a nulla: perché come un sogno si dissolve sotto gli occhi, senza lasciare nulla, solo un fragile fantasma. Ha ragione Biamonti, abbiamo il DIRITTO di sognare e il DOVERE di abitare. La poesia di Pound sovverte questo ordine tra diritti e doveri. è una radiografia del mondo come è oggi, dell'abbandono dell'etica, della serietà, della passione civile, della passione del reale.

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  5. beh, sospeso tra provenzali e contemporanei, incastrato tra diritti e doveri (ma sempre sotto l'occhio onniveggente dello spettro onnipresente), mi unisco al gruppo e tiro a indovinare.

    Sarei quasi tentato di dire che questa poesia è un invito all'onanismo.

    E sarei disposto a sostenere questa mia tesi fino alla morte (a conti fatti la mia è una lettura che tiene almeno quanto le altre), non fosse per quel "base love" a cui la traduzione di Ungaretti non rende piena giustizia: forse “base=indegno” è traduzione più esaustiva di “base=inferiore”.

    Tenendo conto di ciò, se questo fosse quindi lo spazio dove Amore e sogno coincidono, la mia tesi cadrebbe.
    Come del resto le altre sopra esposte.

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  6. ego scriptor25/6/07 16:17

    Già che c'è un coro (ma che coro: les chants des oyseaux), fatemi unire, in contrappunto! Caro fly down, che dire? non sono d'accordo. il tuo post nemmeno si capisce bene. sia tu sia Cormorano 29 insistete sul tema del sogno contrapposto all'amore... Non avete capito nulla di questa poesia, secondo me. Il tema della poesia è quel luogo in cui sogno e amore coincidono, cioè lo spazio del fantasma: quello spazio dove mi fingo la realtà, mi sembra che coincida con ciò che ho davanti, ma poi mi si rivela altra. cosa c'entra la funzione liberatoria del sogno? qui il sogno è prigione, come nel mito della caverna... cosa c'entra l'onanismo, poi: qui Pound dice atteniamoci al fantasma fino alla paralisi... però il rilievo sulla traduzione di ungaretti mi sembr giusto. e per cacatua: parli di abitare: mai sentito dire: Poeticamente abita l'uomo?
    Certo è una poesia all'apparenza tradizionale, allegra; invece per un gioco del rovescio ci si sfalda tra le mani come una farfalla rinsecchita, lascia libera una polvere di nero pessimismo: una cosa indiana, da nulla esiste, esiste solo questo nulla, fingiamo allora, tanto vale.

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  7. Cormorano2925/6/07 23:36

    Non è mia abitudine replicare a chi, ritenendosi depositario della verità, accusa gli altri d’incompetenza o di scarse capacità di comprensione; in questo caso, però, mi sembrano doverose due precisazioni:
    1) nessun testo letterario, storico o artistico ha una sua verità oggettiva, ne consegue che tutte le interpretazioni, da qualunque parte provengano, come sostiene l’ermeneutica, oscillano sempre tra comprensione e deformazione;
    2) nel mio intervento, più che analizzare la poesia di Pound, ho voluto sottolineare l’importanza del sogno nella vita dell’uomo; sogno che può essere, come ho cercato di dire, liberazione o prigionia, desiderio di effusione e di espansione o relegazione in una dimensione onirica, frustrante e inconcludente. Il sogno, cioè, che può essere un varco verso l’altrove, un’uscita verso la luce può anche diventare una porta spalancata sull’abisso. Poco importa, poi, che il sogno coincida con l’amore o si opponga ad esso, perché si tratta di un altro discorso, che nel mio precedente intervento ho soltanto sfiorato.

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  8. ego scriptor26/6/07 14:21

    caro cormorano 29, è mia abitudine replicare sempre. io non mi ritengo depositario di nessuna verità, intendevo solo aprire una discussione su una interessante poesia. perché invece di ribattere o interagire mi rispondi in due punti che 1) non esiste una verità oggettiva sul testo e quindi tu puoi dire ciò che vuoi; 2) d'altronde comunque non parlavi del testo di Pound ma in generale quindi puoi dire ciò che vuoi... Pare la storiella del paiolo bucato...

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  9. Scusate se mi intrometto, ma sono curiosa: è difficile trovare un blog dove si discute in maniera così accesa di poesia.
    Ego scriptor, ke storiella è quella del paiolo bucato?
    Se è carina postala sotto la poesia della Pound. Tanto, come hai detto tu, si sta tutti parlando d'altro.
    Cormorano29, "un'uscita verso la luce può diventare una porta spalancata sull'abisso".
    Bella questa frase. Mi ricorda molto lo stile di Biamonti :)

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  10. la poesia della(?) Pound?

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  11. Chiedo scusa...cmq è stato un piccolo errore di battitura ke speravo passasse inosservato. Ma sei stato attentissimo e velocissimo:)
    Sono curiosa: xkè hai scelto proprio questa poesia?

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  12. Ho fotocopiato una serie di poesie che naturalmente mi piacevano. Poi le ho messe dentro un sacchetto e ogni sabato mattina ne tiro su una come si fa con i numeri del lotto.

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