Tutti questi peccati, nessuno escluso, sono stati commessi nella storia del mondo, ma non solo. Da laici, ma anche da preti, da suore, da religiosi, da cardinali, da vescovi, e anche da papi. Tutti.
E poi c'è anche l'inganno che per me è anche fingere una religione che non c'è. Fare le cose come se si fosse perfettamente osservanti ma senza nessuna interiorità.
Il vizio clericale per eccellenza: l'invidia. Ci sono persone logorate dall'invidia che dicono "Che cosa ho fatto io di male perché il tale fosse nominato vescovo e io no".
Devo dirvi anche della calunnia: beate quelle diocesi dove non esistono lettere anonime. Quando io ero arcivescovo davo il mandato di distruggerle. Ma ci sono intere diocesi rovinate dalle lettere anonime, magari scritte da Roma.
Ci piace più l'applauso del fischio, l'accoglienza della resistenza. E potrei aggiungere che grande è la vanità della Chiesa. Grande. Si mostra negli abiti. Un tempo i cardinali avevano sei metri di coda di seta. Ma continuamente la chiesa si spoglia e si riveste di ornamenti inutili. Ha questa tendenza alla vanteria.
Anche nella Curia romana ciascuno vuole essere di più. Ne viene una certa inconscia censura nelle parole. Certe cose non si dicono perché si sa che bloccano la carriera. Questo è un male gravissimo della Chiesa, soprattutto in quella ordinata secondo gerarchie perché ci impedisce di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori, si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio.
Ci sono vescovi che non parlano perché sanno che non saranno promossi a sede maggiore. Alcuni che non parlano per non bloccare la propria candidatura al cardinalato.
E poi c'è anche l'inganno che per me è anche fingere una religione che non c'è. Fare le cose come se si fosse perfettamente osservanti ma senza nessuna interiorità.
Il vizio clericale per eccellenza: l'invidia. Ci sono persone logorate dall'invidia che dicono "Che cosa ho fatto io di male perché il tale fosse nominato vescovo e io no".
Devo dirvi anche della calunnia: beate quelle diocesi dove non esistono lettere anonime. Quando io ero arcivescovo davo il mandato di distruggerle. Ma ci sono intere diocesi rovinate dalle lettere anonime, magari scritte da Roma.
Ci piace più l'applauso del fischio, l'accoglienza della resistenza. E potrei aggiungere che grande è la vanità della Chiesa. Grande. Si mostra negli abiti. Un tempo i cardinali avevano sei metri di coda di seta. Ma continuamente la chiesa si spoglia e si riveste di ornamenti inutili. Ha questa tendenza alla vanteria.
Anche nella Curia romana ciascuno vuole essere di più. Ne viene una certa inconscia censura nelle parole. Certe cose non si dicono perché si sa che bloccano la carriera. Questo è un male gravissimo della Chiesa, soprattutto in quella ordinata secondo gerarchie perché ci impedisce di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori, si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio.
Ci sono vescovi che non parlano perché sanno che non saranno promossi a sede maggiore. Alcuni che non parlano per non bloccare la propria candidatura al cardinalato.
Bel quadretto, pennello di cardinale.
via
Technorati Tags:
tempo fa avevo visto una sua intervista, era così sereno, pacato che trasmetteva veramente un senso di pace
RispondiEliminaconfesso che quando c'è stata l'elezione del nuovo papa avrei preferito lui al pastore tedesco
Devo dire che almeno lui ha trovato il coraggio di dirle certe cose.
RispondiEliminaOttimo.
RispondiEliminaEvviva le eccezioni!
Grande Cardinal Martini! Ci sono persone che hanno la capacità di riconciliarti con il mondo: istituzioni comprese.
RispondiEliminaAvete aperto un bel tema.
RispondiEliminaAvrei da raccontarvi parecchi aneddoti ma per rispetto nei confronti di mia madre ,cattolica praticante, preferisco tacere.
non bisogna lasciarsi ingannare dalle parole del Martini, storicamente proviene da una sede da sempre considerata su posizioni "progressiste", e le battaglie sulla elezione dei pontefici a partire dalla morte di Pio XII, ci sono state, e non tutte in nome dell'etica Cristiana.la curia milanese non è stata con le mani in mano, certamente la nomina di Paolo VI diede un contributo allo sviluppo del Concilio vaticano 2°, ma sui grandi temi, sulle scelte in materia di politica economica e sulla divisione internazionale del lavoro e la redistribuzione del reddito, ci sarebbe molto da dire..Basta vedere quello che avvenne con il movimento sudamericano detto "teologia della liberazione", ricordate don Leonardo Boff e il Cardinale Romero, il vescovo di S. Paolo ecc.
RispondiEliminaOggi la posizione di Martini è più defilata, nel buen retiro a Gerusalemme servito e riverito da uno stuolo di suore.. devote!
Roberto
D'accordo, ma alla fine di tutto, si rimane sempre preti e non si rema mai contro la propria chiesa.
RispondiEliminaCredo che gli uomini di chiesa, come tutti gli uomini, non siano esenti da nessuno dei vizi capitali, che come recita il catechismo, sono sette...ve li dico o li sapete ?
RispondiEliminaIra
Accidia
Invidia
Superbia
Avarizia
Gola
Lussuria
Io al momento sono un po' accidiosa e meno ferrata sono sulle virtù!
Non voglio entrare nel merito, ma al Martini di cui parlate, qualche volta, gli ho anche stretto la mano. Non chiedetemi perchè e percome. Ora, lascitelo in pace. E' molto malato e, da tempo, ha lasciato Gerusalemme.
RispondiElimina@roberto: dove "diavolo" prendi le tue informazioni?
Martini ha retto la diocesi di Milano (definita progressista per la sua storia e la sua vicinanza fisica alle industrie ed ai movimenti sociali di passata memoria) e prima di lui Montini e ancora prima Shuster.. nessuno mette in dubbio la persona, anzi, io dico soltanto che, purtroppo, il Martini è l'altra faccia della stessa medaglia (la Chiesa di Roma). La sua malattia è il normale decorso di una persona anziana e me ne dispiace. Voglio solo ricordare che in pochi piansero veramente alla morte di Romero, in pochi scesero in campo a difendere Boff ed altri membri di quella chiesa che voleva essere in mezzo ai problemi di quella gente, ai siringheros, ai sotto -sotto proletari delle favelas, alla genocidio degli indios, alla devastazione della foresta Amazzonica ecc..ma, comprendo, che è un tempo lontano questo, così come sono lontani gli anatemi lanciati da Giovanni Paolo II e le censure dell'attuale Benedetto XVI (allora preside della congregazione della fede) contro questa Chiesa "rovesciata", come amavano definirla quei preti spretati.. Attualmente si calcola che la Chiesa Cattolica perda oltre un milione di fedeli all'anno in quelle terre del Sud America.
RispondiEliminaRoberto
forse è un po' off topic, ma leggendo il post mi è venuta in mente una canzone cantata da Luigi Tenco:
RispondiEliminaSignor Curato, dicevi che la chiesa è la casa dei poveri, della povera gente.
Però hai rivestito la tua chiesa ti tende d'oro e marmi colorati...
Come può adesso un povero che entra, sentirsi come se fosse a casa sua...
......
meditiamo, gente, meditiamo
adesso è di Moda diere la verita' ma le cose non cambiano forse il martini a detto delle verita' gia' comunque conosciute dobbiamo ringraziarlo per questo?
RispondiEliminaMi sembra che tutti seguano la corrente la verita' è che solo i pesci morti seguono la corrente.
Leggetevi (via col vento in vaticano )libro un po' censurato perche' in italia si censurano ancora i libri.
Forse perche'non bisogna che si creino coscenze autonome.