Una leggera pelle di ghiaccio copriva ancora l'acqua sotto il mulino dei Murin, spessa come una caramella da passeggio, e l'anguilla, irrobustita dalle scorie di olive scaricate in acqua, con un colpo di coda riusciva a bucarla e a guardare il paese che si era fatto più silenzioso. Come una fiamma leggera brillava solo la finestra di Fatima, dove lei appariva, dietro i vetri chiusi e appannati.
L'anguilla aspettava che la luna salisse oltre Apricale per illuminare il cuore del paese, allora si curvava come una molla e saltava verso l'alto: un balzo di otto, nove metri la portava all'altezza della finestra di Fatima e per qualche secondo il loro sguardo si incrociava in un viluppo di stupore segreto.
L'anguilla aspettava che la luna salisse oltre Apricale per illuminare il cuore del paese, allora si curvava come una molla e saltava verso l'alto: un balzo di otto, nove metri la portava all'altezza della finestra di Fatima e per qualche secondo il loro sguardo si incrociava in un viluppo di stupore segreto.
La Riviera luccicante degli anni Venti, tra i balli e il casinò, le spiagge e i campi da golf, è lo scenario di questa storia in cui cospirazioni di corte, trame massoniche e manovre dei Servizi segreti sospingono i destini dei personaggi in un gioco che può rivelarsi mortale. È a Sanremo infatti che soggiorna Maometto VI, sultano in esilio. E poco distante, a Bordighera, ha la sua dimora la regina madre Margherita di Savoia. Ma quando il medico del sultano muore in circostanze misteriose, Fatima viene fatta fuggire dalla corte perché ha visto qualcosa che non doveva vedere. Sotto una copertura insospettabile si nasconde a Isolabona, paesino dell'entroterra ligure che "crede nella Madonna e nel silenzio". Qui trascorre le sue giornate aspettando Michel e l'ineluttabile compiersi del destino, mentre dal grammofono di Ricò, all'ingresso del paese, escono le note malinconiche di una canzone sudamericana che inspiegabilmente si interrompe sempre prima della fine. Ma il nascondiglio di Fatima si fa sempre meno sicuro: sono in troppi a voler conoscere il suo segreto. A partire da Gino Cariolato, lo chauffeur-coiffeur della regina, che invidioso delle sue doti di pettinatrice rischia di mettere a repentaglio la vita del sultano.
Nico Orengo
ISLABONITA
Einaudi
Ringrazio di vero cuore Nico Orengo per questa bella sorpresa. Aver scelto il mio paesello natale come rifugio di Fatima che avrà da allora il sopranome di Islabonita e dove si svolge parte della vicenda del romanzo.
Ne approfitto per pubblicare questa foto dove siamo assieme scattata durante uno dei frequenti incontri conviviali qualche volta con menu irripetibili.
Ne approfitto per pubblicare questa foto dove siamo assieme scattata durante uno dei frequenti incontri conviviali qualche volta con menu irripetibili.
....Isolabona, paesino dell'entroterra ligure che "crede nella Madonna e nel silenzio"..
RispondiEliminaGrazie anche da parte mia, isurenca adottata...!!!
Roberta.
Libro interessante. vedrò di leggerlo.
RispondiEliminasono sempre felice quando trovo un consiglio letterario. Sono curioso, vedrò di procurarmelo, e magari di immaginare anche gli odori di quella terra oltre che percepire quelli irripetibili delle pagine di un libro ;)
RispondiEliminainteressante questo libro
RispondiEliminaNico Orengo interessante e bravo scrittore.
RispondiEliminaVale
Quanto mi piace trovare consigli e recensioni di libri sui blog! Sono merce rara. Di Nico Orengo non ho mai letto nulla, non so perché, sono quelle strane casualità, anche per chi come me in libreria ci va spesso e volentieri. A volte prendi in mano i libri, li sfogli, ti piacciono e poi li posi di nuovo, costa troppo, ora desideri leggere un altro genere, le copertine ti chiamano, una dietro l'altra, insomma a volte trascuri anche qualcosa di prezioso.
RispondiEliminaGrazie per la segnalazione e beato te che ti ritagli serate divine con cibo e belle menti.
Se penso a Isolabona ho il netto ricordo di una sera invernale, fredda ma bella, passata a girare per la fiera dei mestieri... Anche le piccole nostalgie aiutano, a volte, in questi tempi sempre più squallidi.
RispondiEliminaDel libro ho letto ieri sera un po' di capitoli, e ne ho ricavato un piacevole retrogusto di serenità. Da vecchio lettore orenghiano, mi sembra un libro ben riuscito, che riecheggia e rielabora modi personali di Nico miscelandoli con apporti nuovi. Le vicissitudini "antropomorfe" dell'anguilla mi hanno fatto venire in mente Dogana d'amore, ma anche lo "scherzo" promosso da Alberto l'altr'anno, quando è stato messo nel Nervia l'anguillone di Tamburelli, magari anche con un vago richiamo all'iniziativa 2008, il Barone sul Merdanzo... Anche dell'assaggiatore di merda aveva parlato Alberto nel suo blog, e qui il tema è sviluppato e contestualizzato simpaticamente nella storia.
Trovo assai efficaci, impeccabili proprio perché "essenziali" (in senso montaliano), le descrizioni. E mi pare molto ben congegnato il tornare a ondate successive sugli stessi gesti (in particolare della ragazza) e situazioni, per rivelarne ogni volta un po' di più (ma non troppo) e lasciar
immaginare, o far attendere, altro.
Divertente anche l'accenno alla canzone di Madonna "La isla bonita", antedatata agli anni Venti.
Il monte Carmo c'è anche da noi, in Val Borbera. D'altronde, "il toponimo, tipicamente ligure, è diffuso in tutta la regione e significa vetta, sommità", come trovo annotato nelle bozze di una guida al tratto piemontese di Appennino (di prossima uscita).
Magari darò qualche altro contributo, man mano che andrò avanti nella lettura... che comunque raccomando vivamente.
Accidenti se scrive bene... complimenti per la segnalazione!
RispondiEliminawow! alberto che pubblica una sua foto!
RispondiEliminaquesto da solo vale l'acquisto del libro... stassera vado.
Alberto en mi blog hay un bello regalo para tí.Ponelo eb tu blog y disfrutalo mucho Felicitaciones.Roxana Miriam González de la Ciudad de Rosario
RispondiEliminaMi hai incoriosita. Ho anch'io il "vizio di leggere" e lo leggerò senz'altro.
RispondiEliminaSaluti.
mmmm.. me gusta mucho esta ciquita Islabonita
RispondiEliminaun bello pais que tiene un rio alegre!
Alberto, muy bonito!!
CIAO, FINALMENTE IL NUOVO LIBRO DI NICO!! IL 10 POMERIGGIO SONO ENTRATA ALLA fELTRINELLI DI aLESSANDRIA PER COMPRARLO MA L'UNICA, E DICO UNICA, COPIA DA LORO RICEVUTA ERA GIà STATA VENDUTA AL MATTINO.. MAH..
RispondiEliminaUNA LIGURE LONTANA DAL MARE..
VERONICA
mi sono dimenticata di aggiungere che come sempre la scrittura di Nico è magica ed inebriante!!
RispondiEliminaSilla
RispondiEliminaalla prossima puntata di Che tempo che fa ci sarà anche Albè in qualità di musa ispiratrice di Nico.
Ciao Fuin,
RispondiEliminapuò darsi che tu abbia ragione. Comunque fa effetto, per un lisurenco che vive lontano, sentire quella parola in tv.
Voglio dire Isolabona. Roba da cittadinanza onoraria...per chi l'ha pronunciata.
ma qualcuno sa qualcosa della presentazione a Isolabona?
RispondiEliminaVeronica
RispondiEliminaLa prima presentazione è a Torino al cinema King Kong questo giovedì alle 18. Per Isolabona non si è ancora deciso niente. Ciao.
Ciao! Scusa l'insistenza ma purtroppo non sono riuscita a venire a Torino.. ci sono altre presentazioni? Milano. Isolabona, etc? grazie mille. Veronica
RispondiElimina"Islabonita" ha colpito ancora. Non mi perdo i libri di Nico Orengo. Ricordo con nostalgia la Liguria com'era... ritorno ogni anno e sempre cerco le parole per ricordare.
RispondiEliminaBravo Nico, narratore con irriverente passione e poesia.
anna maer