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domenica 15 febbraio 2009

Il nostro tempo malato (prima parte)

la meridiana grande di renato ausenda
La meridiana scomparsa [clic sopra per ingrandire]

Se fossi uno scrittore di thriller avrei del materiale per un bel libro. Gli ingredienti ci son tutti, e il finale è ancora da decidere perché deve ancora accadere. Tutto vero, niente fantasia.

C'è alle spalle di Sanremo un piccolo paese tibetano apparentemente irraggiungibile lassù sulla cima qualche volta circondata da nebbie impenetrabili, Bajardo è il suo nome. Abita lì un amico fraterno, Renato Ausenda, che scolpisce la pietra gentile della Liguria, l'ardesia. Tenera pietra estratta nelle mie terre di mezzo da miniere ormai profondissime.

Renato, o meglio René, perché tutti così lo chiamano, dopo un lavoro durato quindici anni aveva portato a termine un'opera unica nel suo genere. Una grande meridiana che al posto di segnare il tempo lo negasse. Non il tempo in assoluto, ma questi nostri tempi che ci è dato vivere in asincronia totale con i ritmi della Natura.

Dopo due presentazioni nel luogo dove era stata concepita, quest'opera fu smontata e portata a Genova, dove il Il 19 gennaio del 2005, rimontata nell'atrio dell'Accademia di Belle Arti in pieno centro, riapparve nel suo fulgore di misteri e di simboli criptici. Rimase lì tre mesi, poi sparì. L'autore non fu avvisato di niente. Pubblicai allora, abbastanza inviperito, un post che vi consiglio di andare a vedere, dove tra l'altro c'è anche l'articolo che avevo scritto per La Stampa. Il Comune di Genova mi rispose con una mail. Ma da allora niente è accaduto.

Sono salito ieri a Bajardo perché René sta finendo un'altra opera monumentale, sempre in ardesia, che ha ancora la forma di una meridiana ma che meridiana forse non è più. L'ho fotografata non senza qualche difficoltà tecnica, perché sembra che questa pietra, che pure mi dovrebbe essere amica, mi sfugga e si ritragga, quasi a volermi celare le verità minerali e cristallizzate che racchiude. Quest'opera è dedicata a Carl Jung e se tutto andrà per il verso giusto prenderà la via di Zurigo.

Domani la pubblico, assieme a qualche foto che ho scattato proprio lassù sulla cima dove i druidi concentravano i loro pensieri che andavano incontro alle stelle.

bajardo
Bajardo

17 commenti:

  1. Anche oggi salto "i link della domenica".

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  2. Non vedo l'ora di vedere le foto.

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  3. Stupendo Bajardo, chissà che vista da lassù...

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  4. Il Tibet della Val Nevia, è sempre uno spettacolo tutto, lassù.
    Quella di Genova è una storia assurda. Come può essere sparita?

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  5. Forse l'estate prossima mi recherò a Bajardo per un documentario. Spero di trovarci anche René. Ma anzitutto spero di riuscire ad andare.
    Riguardo alla meridiana, se René non ha ricevuto danaro per il suo lavoro, a maggior ragione potrebbe rivendicare i suoi diritti (Legge 22 aprile 1941 n. 633)

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  6. Bellissimo il lavoro della meridiana,dovrebbe rivendicare i suoi diritti d'autore. Buona domenica anche se è quasi terminata. Saluti da Sabrina.....

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  7. Che meraviglia, la scultura e il paese: mi è venuta una gran voglia di farci un giro

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  8. La scultura è splendida, il pensiero che ne è alla base profondissimo.
    Che ti devo dire, io sono quasi contenta che vada a Ginevra perchè m'immagino che lì almeno non sparirà. Che tristezza, in tanta bellezza.

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  9. Bellissimo post.
    La foto della meridiana è meravigliosa... sono curioso di vedere le foto che ci hai promesso domani...
    Buona serata

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  10. E' difficile comprendere pienamente il significato dei simboli rappresentati in questo affresco di pietra che cerca di fissare sull'ardesia quanto di più sfuggente ci sia : il tempo.Un tempo spezzato, interrotto, malato, come tu l'hai definito. Mi fa riflettere anche quando dici "le giornate, scandite da fatti disgiunti che non fluiscono ma si affastellano, sembrano evaporare.."

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  11. Splendida scultura, splendido paese!
    Al, forte tu! :-)
    (Letto anche l'altro bel post)
    Vicenda assurda, speriamo siano degnamente riconosciuti a René i suoi meriti di artista!
    ciao Al,
    g

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  12. Triste vicenda quella della meridiana, ma nel nostro Paese non ci si deve meravigliare di nulla.
    Vedrai che a Zurigo tutto andra' meglio.

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  13. Uno spettacolo di scultura, una vergogna che non sia riconosciuto il merito di questo artista.

    Questo triste episodio mi fa pensare a uno dei demeriti maggiori della nostra Italia: abbiamo grandi menti, artisti di bravura rara, ma non sono sfruttati, a volte, peggio ancora, non vengono neppure remunerati.
    Attendo le prossime foto ed esprimo la mia massima solidarierà all'artista.
    gio

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  14. Al, non mi meraviglio di nulla. In questo nostro strano Paese succede di tutto.

    Straordinario il lavoro di René...peccato si sia volatilizzato nel nulla.

    Con Zurigo dovrebbe andare meglio. Sono d'accordo con il fratellone Pier Luigi.

    Vado a leggere la seconda parte.

    Bacio
    annarita

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