Pagine

sabato 31 gennaio 2009

Eugenio Montale

La Storia

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.

La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.

La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.


Eugenio Montale
Genova 1896
Milano 1981


19 commenti:

  1. uno dei miei poeti preferiti :)
    gio

    RispondiElimina
  2. Grandi versi, per amare riflessioni...
    "La storia non è prodotta
    da chi la pensa ....
    La storia non è magistra..."
    Proviamo a pensare, sperare che così non sia.
    buona fine settimana Al,
    g

    RispondiElimina
  3. Amare verità racchiuse in versi drammaticamente stupendi.

    RispondiElimina
  4. gian paolo31/1/09 21:57

    Grande Montale, e bravo Alberto per averci riproposto la sua poesia.
    Da laici, senza miti né verità rivelate, credo però che non ci si debba esimere dal guardaci indietro e fare confronti col presente. Per esempio, in questi giorni quando leggo dei fatti che succedono a Grimsby, in Inghilterra, mi viene spontaneo pensare a ciò che accadde nel 1893 ad Aigues-Mortes ben descritto da Enzo Barnabà nel libro: “Morte agli Italiani!”
    Saluti.

    RispondiElimina
  5. Montale non fu solo un grandissimo Poeta, ma anche un grandissimo uomo.
    Ciao :)

    RispondiElimina
  6. Grazie del passaggio nel mio sito, così ho scoperto il tuo che gia partendo dalla stupenda poesia di Montale dice: Benvenuto!
    Ciao
    Sileno

    RispondiElimina
  7. Felicità raggiunta, si cammina
    per te sul fil di lama.
    Agli occhi sei barlume che vacilla,
    al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
    e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

    Se giungi sulle anime invase
    di tristezza e le schiari, il tuo mattino
    e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
    Ma nulla paga il pianto del bambino
    a cui fugge il pallone tra le case

    Questa è la mia poesia preferita di Montale :-)

    RispondiElimina
  8. versi sublimi e all'epoca considerati " innovativamente dissacratori"...a volte pare che la storia abbia davvero una sua ineluttabilità perchè si ostina, si sposta di binario e la sua direzione non è nell'orario.

    RispondiElimina
  9. Alberto hai toccato una delle mie passioni. Montale, appunto!

    "La Storia" fa parte della raccolta Satura, pubblicata nel 1971, quindi appartiene all'ultimo scorcio della sua vita terrena.

    La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
    La storia non è magistra
    di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
    a farla più vera e più giusta.


    I versi esprimono mirabilmente e in sintesi la negatività esistenziale vissuta dall'uomo novecentesco dilaniato dal divenire storico.

    Montale presenta la “storia”, contro le tesi dell’idealismo e del marxismo, come un seguito di fatti in cui il “prima” e il “dopo” sono un incidente cronologico e niente più...

    In questa sorta di disordine sistematico, la posizione di Montale sembrerebbe essere quella del sopravvissuto come si coglie in quel
    …non è poi la devastante ruspa che si dice.
    Lascia sottopassaggi, cripte, buche
    e nascondigli. C’è chi sopravvive


    Montale è unico. Egli, a differenza di altri, non vuole assumere il ruolo di guida spirituale o morale per nessuno, né vuole esserlo anzi diffida di coloro che professano fedi sicure.

    La sua opera, pur sorretta da un'intima esigenza di moralità, non contiene mai intenti moralistici.

    Profondamente e dolorosamente consapevole della fragilità, incompiutezza e debolezza umana, egli tenta attraverso la poesia di esprimere la necessità dell'individuo di vivere accogliendo con dignità i propri limiti.

    Unico, grande, straordinario Montale.

    RispondiElimina
  10. Immenso Montale!!!
    Buona domenica ;)

    RispondiElimina
  11. La Storia non è escatologica...ma forse ci dice ciò che non DOBBIAMO più ripetere. Buon giorno!Qua da me nevica...

    RispondiElimina
  12. Questa poesia non è tra le mie preferite,non la capisco bene e a livello di emozioni mi gela.
    Mi pare solo di intuire che per Montale la storia non è lunga catena di eventi prodotti dall'uomo e legati tra loro da un rapporto di causa /effetto,ma è il frutto del caos, dell'irrazionale, che subentra alla ragione attraverso il varco creato "dall'anello che non tiene" (espressione già usata ne I Limoni)porta aperta sull'ignoto. Gli eventi storici sono perciò generati dagli istinti peggiori dell'uomo e l'uomo stesso sembra essere in balia di divinità capricciose e malvage, che lo muovono come un burattino che agisce senza scopo. ("la storia non è prodotta da chi la pensa e neppure da chi l'ignora...non è intrinseca perchè e fuori)
    La storia non è maestra di vita, non ci insegna niente, dato che gli errrori commessi vengono costantemente ripetuti e il comportamento dell'uomo nei millenni non è cambiato.
    Non so, forse mi sbaglio.
    Buona domenica.

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. La storia per Montale non è molte cose.
    Forse perchè la percezione della storia non appartiene al presente, ma ha bisogno di decantare per diventare tale.

    RispondiElimina
  15. > La storia gratta il fondo
    > come una rete a strascico
    > con qualche strappo e più di un
    > pesce sfugge


    Bella questa immagine...la storia è una grande macchina, inventata dall'uomo, e non è affatto una macchina perfetta...

    Adonai

    Apo

    RispondiElimina
  16. Ogni occasione per riflettere è un'occasione per conoscersi, mi prendo una bella tisana e la porto qui così dedico un po di tempo a quesi bei versi di Montale!
    Grazie :)
    Sa

    RispondiElimina
  17. grazie per avermi segnalato il materiale sul barone rampante. bella l'iniziativa! ma la ripetete ogni anno? mi fai sapere di più?

    RispondiElimina
  18. Ciao!
    Vedo che sei tra i miei lettori abituali!
    Sono passata a dare un'occhiata così...
    Buona serata!

    RispondiElimina
  19. la Storia traduce in atti il pensiero dell'uomo, e troppo spesso la sua stupidità

    RispondiElimina