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giovedì 15 maggio 2008

Alberi senza radici

fiori dei melo

I fiori e i boccioli che vedete appartengono a un melo che piantò mio nonno in questa piccola campagna. È di una varietà antica, in dialetto mera duça mela dolce, in italiano non saprei. Quando ci saranno i frutti e li pubblicherò magari qualcuno potrà venirmi in aiuto. Questo albero, assieme a un albicocco, un caco, un grande pero, un cappero dalla magnifica fioritura, un melograno e alcuni susini, si salvò per il rotto della cuffia da un furioso incendio che divampò il giorno di ferragosto del 2001 in quelle terre. Essendo una varietà rustica produce frutti che maturano senza bisogno di alcun antiparassitario ed è uno spettacolo vedere i pomi belli rossi in autunno.

Ne parlo perché è un albero in estinzione, così come lo sono centinaia e centinaia di varietà di meli che non sono ritenuti più adatti alla commercializzazione. Di queste varietà ne esistono ancora pochissimi esemplari sparsi qua e là per le campagne. Morti questi resteranno solo quelli i cui frutti vediamo nei supermercati e che si possono contare al massimo sulle dita di due mani.

E allora mi piace pensare questa scena: mio nonno e mia nonna ancora giovani in una tersissima e fredda giornata di febbraio che mettono a dimora una piantina ricevuta in regalo dai loro amici della campagna vicina. Essa è figlia del grande melo piantato ai tempi di Napoleone che a sua volta è figlio... e via via indietro fino a non so quando. E quindi l'albero che vive adesso ha le radici, non quelle della fisiologia botanica, ma quelle metaforiche della memoria affondate in una terra che è sempre stata casa sua. Invece gli alberi che producono le mele dei supermercati sono figli di enneenne e vegetano in un condominio anonimo senza latitudine.

Non è forse anche questa la sorte dell'uomo globalizzato?

21 commenti:

  1. in realtà conosco alcuni vivai in Italia specializzati in specie antiche. te ne dò atto, però: sono veramente pochi coloro che tentano di salvare queste specie così preziose, proprio per la loro diversità.
    Il fatto è che ormai c'è un appiattimento mentale e di gusto: quelle ci presentano al mercato e quelle andiamo a cercare... forse anche la nostra pigrizia di cercare qualcosa che non si trova a portata di mano (o di carrello!) fa sì che alcune specie di frutta (ma anche di verdura) siano destinate a diventare sempre più rare.

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  2. I capperi della zia Malvina. Ottimi anche da leggere.....

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  3. La lotta contro la globalizzazione la puo' fare efficacemente chi ha un orto e coltiva le piante dei nonni.
    Quel melo e' preziosissimo e ...rivoluzionario. Lunga vita a quel melo!

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  4. La mele è la il frutto dei contadini.
    Ne esistono una miriade di specie:
    http://www.lamelaedintorni.it/La%20mela/Elenco%20mele.htm
    Io ho un Amico che si occupa di salvate meli rari, gli chiedero del tuo melo.
    Salù
    Ino

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  5. Ciao Ino, che bei tempi i primi anni del Tenco. Francesco G. magro come un picco, con barba e capelli nerissimi. I primi locali un po' furbi a Bordighera, la nostra Aquila..Ti ho rivisto volentieri. Augusto P.

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  6. ciao Al,
    bellissima foto e anche quello che dici!
    Credo che la varietà si chiami proprio mela "dolce". Il frutto com'é, un po' macchiato, sul beige scuro?
    g.

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  7. Silla ha detto...
    Ciao Ino, che bei tempi i primi anni del Tenco.

    Ciao Augusto... Anche a me fa molto piacere ritrovare vecchi e cari Amici che ricordano anni che sono stati grandi, indimenticabili.
    Siamo stati veramente fortunati a vivere quelle meravigliose esperienze.
    Salù
    Ino

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  8. E che dire del profumo fragrante che si sprigionava dalle mele conservate in cantina o nei solai per l'inverno!
    Siamo sempre più lontani dalla realtà, dal rapporto diretto con le cose,dalla sperimentazione dei sensi che sono i nostri primi strumenti di conoscenza, e siamo sempre più immersi nella seduzione delle immagini che, come io stessa mi chiedevo in un altro post,ci fanno apparire la realtà esteticamente più bella, ma impoverita di esperienza e quindi di pensiero.
    La foto è molto bella, l'apprezzo per i ricordi, le fughe, le associazioni che evoca in me.
    Grazie Alberto. Ciao.

    @Silla:non valgono i messaggi cifrati!Spiega in chiaro cosa sono i capperi da leggere!!!!!

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  9. Che bello stanotte, ciao pignasca, ciao gimmi, ciao Giovanna. Tutti a parlare di mele.
    @filo: con Ino ho ripercorso un po' della mia strada. Di capperi ne parliamo un'altra volta.

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  10. è bello questo post, pieno di una sua grazia storica.
    in quel di piacenza, presso un castello, fanno la mostra dei frutti antichi una volta l'anno.....pensa te. ma lì siamo in emilia con tutto quel che questo significa. è vero, esistono vivaisti specializzati sulla produzione di cultivar vecchie così come una scuola di agraria a parma ne fa, se non ricordo male......io ho scoperto la pesca tabacchiera, pasta bianca, forma piatta (giuro che è piatta, alta un centimetro, un centimetro e mezzo), di una dolcezza senza pari.......
    beh, bisogna anche resistere su questo versante. ho idea che noi siamo di quella specie di persone che se non soffrono non amano vivere.
    saluti cari.

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  11. http://www.leggievai.it/01/10/2007/frutti-antichi-slow-food-1313/

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  12. Ehi, Davidia: spero di non aver letto male questa volta... Ma le pesche piatte le ho nel mio orto!!
    Squisitisssime! però forse è una varietà diversa, perchè le mie sono a pasta gialla... Ho comprato anni fa l'albero in prov. di Cuneo e ne siamo tutti entusiasti.
    Invece proprio ieri sera mio papà mi parlava delle pere "inganna-ladri" varietà antica (mi dice lui): si chiamano così perchè rimangono verdi verdi sino a maturazione completa, e quindi i ladri pensano siano sempre acerbi e non li rubano!!! cosa non si studiano....
    @gimmi: ciao! ben tornato su questo blog.

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  13. Grazie davidia per le informazioni e per il link e per aver capito l'atmosfera del post.

    pignasca ho bisogno di due peschi di vigna. Uno rosso e uno giallo. Guarda che sono in zona.

    Ciao a tutti.

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  14. Cavallo Pazzo16/5/08 18:56

    Ci sono tante piante che stanno scomparendo, le cosidette piante "antiche". Tra queste i peri d'inverno, le mele (a mea duza è tra queste), i morogelsi (sause)ed i sorbi domestici. Per me i migliori frutti (non deludono mai!) sono le pesche da vigna; sono resistenti, ma abbisognano di cura e di tanto amore. Complimenti per la solita foto magica e soprattutto mi raccomando: coltiva e tratta bene la tua mela!
    Ciao a tutti

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  15. En lisurencu a se ciama "magenca"

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  16. ...mi ricordo solo le mele carle, piccole, giallo pallido, dolci e con un gusto decisamente particolare... Me le portava la nonna Amabile, la mia vicina di casa che non era mia nonna di sangue ma che per me era mia nonna e basta.
    Se perde tùtu, i ne porta a perde fìa nùi!

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  17. Queste piante un po' "desuete" e il gusto di recuperarle si possono trovare nel bel libro di Pia Pera "L'orto di un perdigiorno", premiato al Grinzane-Hanbury qualche anno fa.
    Venerdì pomeriggio sono stato nella classe di mia figlia a raccontare un paio di fiabe che mia nonna raccontava a me più di quarant'anni fa, e che a sua volta aveva sentito raccontare da bambina... Una delle compagnucce di mia figlia ha commentato alla fine: "Ma le fiabe di una volta sono più belle di quelle di adesso!". E gli altri bimbi erano d'accordo.
    Non è per fare il "laudator temporis acti", quello che rimpiange i bei tempi andati, per carità, ma, quando si passa una certa "linea d'ombra", una certa fascia di età, diciamo, si sente una strana, intensa commozione nel recuperare episodi della propria infanzia, immagini legate ai nonni, per lo più, e al sapore antico che loro avevano già allora...
    Sara anche che i tempi cui andiamo incontro sono tutt'altro che rosei, per carità, e non solo per la litania dell'elezione presidenziale che Alberto riporta altrove...

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  18. Alberto, per le pesche di vigna devo chiedere al genitore esperto...

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  19. leggere l'intero blog, pretty good

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  20. Abbiamo parecchio in comune in fatto di meli e ciliegi e peri e mandorli, riprendo volentieri questo discorso appena non mi cade l linea ogni due per tre. Io l'0dore del tuo mare lo sento,non sono lontana...non ho i capperi e mi piacerebbe averli,avevo fatto fare una specie di capperaia ma forse il sotto zero invernale non li fa attecchire.
    In questi giorni sono immersa in una bellezza totale,mi piacerebbe fare qualche foto bella, ma dimentico di farlo
    ciao

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