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sabato 10 maggio 2008

Mahmud Darwish محمود درويش

Potete legarmi mani e piedi
Togliermi il quaderno e le sigarette
Riempirmi la bocca di terra.
La poesia è sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane luce nei miei occhi.
Sarà scritta con le unghie lo sguardo e il ferro
la canterò nella cella della mia prigione
al bagno
nella stalla
sotto la sferza
tra i ceppi
nello spasimo delle catene.
Ho dentro di me un milione di usignoli
Per cantare la mia canzone di lotta.


Mahmud Darwish
محمود درويش

al-Birwah (Palestina) 1941

3 commenti:

  1. OOOhhooohh... c'è nessunoooo ? ?? No. tutti in giro a divertirsi.
    Bene, bene, allora scriverò su questa pagina nuova che nessuno ha ancora commentato, su questa bella, tragica poesia...
    Caro diario,
    sarà stato il libeccio
    che mi ha agitato,
    ma qualcosa non va
    ogni cosa è al suo posto
    tutto è sistemato, l'ora è quella che è e con ogni probabilità domani domenica sarà,
    la luce funziona
    ma non ci vedo bene,
    sono terrosa, pesante, legnosa
    eppure non sento sferragliare di catene ebbene
    so che la notizia ti getterà nel più totale sconforto,
    ma son costretta a fartelo sapere,
    non sono affatto allegra questa sera
    e se mi comparisse qui davanti
    un qualche grillo parlante
    e mi dicesse con quella sua vocina miagolante "su, bambina, non ti lamentare"
    lo caccerei nella boccia dei pesci ad annegare
    e dì pure quello che ti pare!
    Anzi, sta zitto che è meglio!

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  2. è talmente vera che ...
    va Oltre.
    Ti ringrazio.
    Elsa

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  3. A quanto pare dal 1941 le cose non sono molto cambiate.

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Per una questione di valanghe di spam sono stato costretto a non permettere più commenti anonimi. Dopo un po' vedrò.