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sabato 20 ottobre 2007

Ristorante casinò di Sanremo

Ieri sera ho avuto un gentile invito per cenare al ristorante del casinò di Sanremo. Però mi sarei dovuto agghindare con giacca e cravatta. Sono sincero, non è stato questo l'unico motivo per cui come gentilmente l'invito mi era stato posto così gentilmente l'ho declinato, ce n'erano altri che dipendevano dalla mia vita pratica. Ma sincerità per sincerità, farmi mitragliare dallo sguardo di una signora perché, ahimè, avevo posato i gomiti sul tavolo per un millesimo di secondo proprio non mi sarebbe andato giù. Per me il galateo sta in ben altro.

Mi sono rifatto oggi, con un pranzo in mezzo agli ulivi a casa di Pia Viale di Vallebona. Lei è un'uoma, avete capito bene, e poi una poetessa e anche una scrittrice.

Questa volta niente foto, perché con certi piatti davanti (e certe bottiglie) ma chissenefrega di scattare...

Verso la fine Pia ha fatto il giro con un canestro pieno di poesie arrotolate. Io ho pescato questa:
Amo l'amore che sento
Amo l'uomo che incontro
Amo la vita che osservo
Amo la luce che vedo
Amo la notte che vivo
Amo perché sono
Sono perché amo

6 commenti:

  1. lostinthesky21/10/07 11:26

    hai perso l'occasione di una cena noiosissima, hai perso l'occasione di fingere di sorridere a battute e discorsi frivoli, hai perso l'occasione di perdere un po' di soldi al casino' :-)

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  2. Accipicchia! quante occasioni perse...
    Va bè, Alberto, ma perdere poi tuuuutto il tempo in bottiglie, non va!
    Almeno una foto per i posteri... potevi trovare il tempo no? e per farci schiattare d'invidia!!! salutami Pia...

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  3. conoscendo le cucine, almeno anni fa, preferirei la mensa della caritas sperando in piu' igiene......
    anch'io forse avrei declinato..e non per la giacca e cravatta......

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  4. scusa, Alberto, ma in primo tempo mi ero persa la poesia... bellissima! di chi è? di Pia?

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  5. Te l'eri persa perché l'ho inserita dopo. Certe volte i miei post sono un po' ballerini. Di chi sia la poesia non lo so, chiedo a Pia.

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  6. C'era una poesia di Renzo Villa, in ventimigliese, sul piacere di bere con gli amici un buon bicchiere di rossese che porta via gli affanni...

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